Anche nella settimana appena trascorsa, quella dall’18 al 24 maggio, il nostro giornale vi ha accompagnato allo scoperta di nuovi temi con i suoi approfondimenti che spaziano dalle analisi di alcune situazioni critiche non solo regionali, al ricordo di vittime della mafia e ad argomenti che riguardano la cultura e il luogo in cui viviamo.
C’è un’ironia amara nel rileggere le cronache del 18 maggio 1886, perché quel giorno, centoquarant’anni fa, la Sicilia inaugurava la linea a scartamento ridotto Palermo-Corleone-San Carlo. Non era solo una striscia di ferro posata sulla terra arsa dall’entroterra; era una promessa di modernità. Fu progettata per squarciare l’isolamento secolare dei feudi, per collegare i granai dell’isola al porto di Palermo, trasformando la fatica dei campi in commercio e ricchezza. Oggi, di quel sogno d’acciaio resta una (pur suggestiva) pista ciclopedonale. Ma il vero dramma non è la dismissione di una linea secondaria: è che l’isolamento dell’entroterra siciliano, nel 2026, non è mai stato davvero superato. Ieri si viaggiava a scartamento ridotto per scelta tecnologica dell’epoca; oggi si viaggia a scartamento ridotto per cronico abbandono.
C’è una nuova forma di partecipazione civica che passa attraverso il paesaggio, la conoscenza scientifica e la tecnologia digitale. Non ha il linguaggio distante delle grandi conferenze internazionali sul clima né quello specialistico delle pubblicazioni accademiche, ma nasce dal gesto semplice di osservare un fiore spontaneo, fotografare un insetto o registrare il volo di un uccello migratore. È questa la forza della “City Nature Challenge 2026”, il grande progetto internazionale di citizen science che, anche quest’anno, ha trovato nel territorio messinese uno dei suoi esempi più significativi di coinvolgimento collettivo e valorizzazione della biodiversità.
La biodiversità si racconta con un’app: la City Nature Challenge di Messina
Dopo anni di battaglie, i lavoratori Asu sono arrivati ad una svolta: il riconoscimento del lavoro di fatto, differenze retributive e contributi non versati. Con la Sentenza n. 3013/2026 del 15 maggio 2026, infatti, è stata riconosciuta alle lavoratrici ASU BB.CC. che hanno presentato ricorso la natura subordinata del rapporto di lavoro ai sensi dell’art. 2126 c.c.
USB, lavoratori Asu vincono contro la Regione: arriva il riconoscimento del lavoro di fatto
Il mare intorno alla Sicilia sta cambiando volto, trasformandosi in un gigantesco serbatoio di energia pronto a scaricarsi sul territorio con una violenza senza precedenti. Proprio mentre l’Isola combatte contro una siccità cronica, un nuovo e approfondito studio scientifico rivela un paradosso: le piogge totali diminuiranno, ma gli eventi estremi diventeranno più frequenti e distruttivi a causa del riscaldamento delle acque mediterranee. La ricerca, intitolata “Increasing daily precipitation extremes despite declining annual totals in southern Europe: a modeling study on the effects of Mediterranean Sea warming”, è stata pubblicata nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista internazionale Hydrology and Earth System Sciences (HESS). Lo studio, coordinato da Alfonso Senatore insieme a Luca Furnari, Gholamreza Nikravesh, Jessica Castagna e Giuseppe Mendicino del dipartimento di Ingegneria dell’ambiente dell’Università della Calabria, utilizza modelli ad altissima risoluzione per spiegare come il “motore” del Mediterraneo stia riscrivendo il clima del Sud Italia.
Esiste una data che fa da spartiacque nella storia dei diritti civili, del costume e della salute pubblica in Italia: il 22 maggio 1978. Quel giorno, mentre il Paese era ancora scosso dal trauma del ritrovamento del corpo di Aldo Moro avvenuto meno di due settimane prima, il Presidente della Repubblica Giovanni Leone firmava la Legge n. 194, recante “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”.A distanza di quasi mezzo secolo, quel testo legislativo non ha smesso di essere terreno di scontro ideologico, politico e sociale. Nata per strappare le donne alla piaga dell’aborto clandestino e tutelarne la salute, la 194 oggi riflette le profonde contraddizioni di un Paese in cui il diritto garantito sulla carta si scontra quotidianamente con le barriere pratiche dei sistemi sanitari regionali, prima fra tutte l’altissima percentuale di medici obiettori di coscienza.
22 maggio 1978: l’Italia e la legge 194. Storia di un diritto conquistato e di un accesso a ostacoli
C’è una fotografia dei primi anni Ottanta che racconta meglio di qualsiasi convegno sulla legalità la rivoluzione investigativa introdotta da Giovanni Falcone. Lo ritrae immerso tra pile infinite di documenti: assegni, estratti conto, registri bancari, matrici contabili. Mentre la mafia veniva ancora immaginata come un fenomeno da combattere esclusivamente con retate e inseguimenti, Falcone aveva già spostato il baricentro delle indagini altrove, cioè nei movimenti finanziari.
L’efficienza della giustizia in Italia è appesa a un filo sottilissimo, che rischia di spezzarsi definitivamente e che potremmo definire un collasso silenzioso. I dati forniti dal Dipartimento per l’Organizzazione Giudiziaria e denunciati pubblicamente dalla Fp Cgil descrivono una situazione non più emergenziale, ma strutturalmente compromessa: la carenza media di personale amministrativo a livello nazionale supera la soglia critica del 30%, con punte che in determinati uffici e per specifiche figure sfiorano o azzerano l’operatività ordinaria. In questo scenario già profondamente deteriorato si inserisce una vera e propria bomba a orologeria sociale e funzionale: la scadenza dei contratti dei lavoratori dell’Ufficio per il Processo (UPP), assunti a tempo determinato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Se non interverranno provvedimenti d’urgenza drastici, una prima imponente tranche di circa 1.500 precari sarà costretta a lasciare il servizio, disperdendo un patrimonio di competenze fondamentale per il mantenimento dei flussi di smaltimento dell’arretrato. Se l’Italia della giustizia arranca, la Sicilia rischia il default amministrativo. L’isola, suddivisa nei quattro distretti di Corte d’Appello di Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta, sconta storicamente un isolamento geografico e strutturale aggravato da un carico di contenziosi civili e penali tra i più elevati d’Europa, spesso legati alla criminalità organizzata e a complesse dinamiche economico-sociali.
Continua il suo percorso la rubrica l’altroSport, che si occupa dello sport siciliano a tutto tondo. Abbiamo, inoltre, continuato a occuparci di sport inclusivo, scoprendo e raccontandovi storie e realtà inaspettate. Storie di persone che fanno la differenza. Inoltre abbiamo seguito, per voi, inaugurazione di mostre ed eventi culturali.
Sono proseguite, inoltre, le nostre rubriche settimanali. Come lo scadenziario fiscale e tributario del mese di maggio e gli altri approfondimenti che riguardano le novità dal mondo fiscale e tributario. Anche questa settimana potete adottare il vostro amico a quattro zampe. Date un’occhiata alla nostra rubrica Adotta un cucciolo.
A proposito… cosa avete fatto nel weekend? Avete seguito i nostri consigli? Prosegue, inoltre, la rubrica dedicata alla poesia e narrativa. Un appuntamento settimanale che non sta deludendo i nostri lettori. Volete inviarci le vostre? Mandate una mail a info@laltroparlante.it. Continuate a leggerci perchè sulle nostre pagine potrete trovare storie, racconti di vita ed esperienze fuori dal comune.