La piccola Ayeda a Palermo per cure salvavita: una rete di solidarietà internazionale le ridà speranza

Text with image

Each element can be added and moved around within any page effortlessly. All the features you need are just one click away.

Reading Time: 2 minutes

È atterrata questa mattina all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo la piccola Ayeda, due anni appena, affetta da colestasi intraepatica familiare progressiva di tipo 1 (PFIC1), una rara e grave malattia genetica del fegato. Ad accoglierla un’ambulanza attrezzata della Croce Rossa Italiana con personale specializzato dell’ISMETT e dell’Ispettorato Regionale delle Infermiere Volontarie CRI.

Un arrivo reso possibile da una straordinaria catena di solidarietà che ha unito associazioni di pazienti, organizzazioni umanitarie, media, istituzioni diplomatiche e Regione Siciliana, fino a garantire alla bambina l’accesso alle cure salvavita presso l’ISMETT di Palermo, centro d’eccellenza per i trapianti.

“Le nostre vite stavano andando a rotoli – racconta la madre – tornare in Afghanistan avrebbe significato la morte certa per mia figlia. Sapere che saremmo arrivati in Italia è stata la notizia più bella della nostra vita”.

La vicenda di Ayeda è iniziata lo scorso giugno in Iran, dove la madre – rifugiata afghana – aveva lanciato un disperato appello attraverso i social a Francesca Lombardozzi, presidente di PFIC Italia Network ODV: “Collaborare significa garantire il diritto alle cure anche per quei bambini nati dalla parte sbagliata del mondosottolinea Lombardozzi – questa rete ha dimostrato che professionalità e solidarietà possono davvero cambiare il destino dei più fragili”.

Da lì si è innescata una mobilitazione crescente: l’Osservatorio Malattie Rare (Omar), l’agenzia Dire con la giornalista Alessandra Fabbretti, l’associazione NOVE Caring Humans e infine la Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Sicilia, che insieme alla Presidenza della Regione Siciliana ha permesso lo sblocco del visto sanitario e l’organizzazione del trasferimento.

Un ruolo determinante lo ha avuto il presidente della Regione Renato Schifani, che ha contattato direttamente l’Ambasciatrice d’Italia a Teheran, Paola Amadei, garantendo il rilascio del visto e predisponendo sostegno concreto alla famiglia durante il periodo di degenza a Palermo.

“Di fronte al grido di aiuto della piccola Ayeda e della sua famiglia – ha dichiarato il presidente Schifani – la Sicilia non si è voltata dall’altra parte. Si è messa in moto una straordinaria mobilitazione umanitaria che ha visto istituzioni, associazioni e cittadini uniti da un solo obiettivo: salvare una vita”.

Il ruolo della Croce Rossa

Fondamentale è stato il contributo della Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Sicilia, che ha garantito l’accoglienza sanitaria immediata e il trasferimento della bambina all’ISMETT.

“Oggi è stata scritta una pagina che racconta davvero cosa significa Croce Rossa – ha affermato Stefano Principato, presidente CRI SiciliaUna bambina con una grave malattia invalidante è arrivata in Sicilia e noi non potevamo non esserci. Non ci siamo limitati a garantire un trasferimento sanitario sicuro e adeguato, ma abbiamo messo al centro la professionalità dei nostri operatori e volontari, unita a quel rapporto umano che da sempre ci contraddistingue. Questa giornata dimostra che la Croce Rossa è, e sarà sempre, accanto a chi soffre: con le mani per aiutare, con la testa per organizzare, ma soprattutto con il cuore per accogliere”.

Ultimi Articoli