Vertenza lavoratori interinali Amap: sit-in di Filctem e Nidil a Palazzo Palagonia

La mobilitazione nasce dalla richiesta di un incontro con il sindaco Roberto Lagalla per affrontare la vertenza dei 26 lavoratori licenziati dopo anni di servizio e oggi in Naspi

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Sit-in questa mattina in via IV Aprile, sotto Palazzo Palagonia, da parte dei lavoratori interinali ex Amap insieme a Filctem Cgil Palermo e Nidil Cgil Palermo. La mobilitazione nasce dalla richiesta di un incontro con il sindaco Roberto Lagalla per affrontare la vertenza dei 26 lavoratori licenziati dopo anni di servizio e oggi in Naspi.

Fischi e cori all’indirizzo del primo cittadino, che non ha ricevuto la delegazione. «Il sindaco Lagalla ha fatto sapere di non poterci ricevere questa mattina e ci ha rimandati all’amministatore di Amap, con il quale abbiamo già parlato. Noi vogliamo incontrare il socio unico, il Comune di Palermo», dicono i segretari di Filctem Cgil Palermo e Nidil Cgil Palermo Calogero Guzzetta e Francesco Brugnone. «Torneremo sotto il palazzo del sindaco fino a quando non deciderà di riceverci».

I lavoratori interinali, da mesi in Naspi, licenziati dopo anni di servizio e messi da parte come “lavoratori di serie B”, chiedono di poter essere assunti direttamente da Amap e immessi in servizio.

Secondo Filctem e Nidil, alcuni pronunciamenti giudiziari avrebbero già chiesto all’Amap di procedere con l’assunzione dei lavoratori in cambio della rinuncia a eventuali differenze retributive. «Abbiamo detto di essere pronti ad accettare la proposta del giudice e abbiamo sollecitato l’Amap a fare lo stesso», spiegano i sindacalisti, sottolineando il rischio di un possibile danno erariale in caso di condanna generalizzata all’assunzione. Le organizzazioni sindacali contestano inoltre il ricorso prolungato ai contratti interinali, definito «un escamotage per aggirare il vincolo della normativa sul lavoro».

I 26 lavoratori, spiegano ancora i rappresentanti sindacali, vivono oggi una situazione di forte difficoltà economica e sociale. «Da giugno 2026 non hanno più un impiego e la cui unica forma di reddito è il sussidio di disoccupazione, che ormai sta per finire», affermano Filctem e Nidil. I sindacati riconoscono una “prima apertura” da parte dell’azienda e della I commissione consiliare, ma ribadiscono la necessità di un confronto diretto con il sindaco, socio di maggioranza della partecipata. «Il sindaco non può rimanere silente sulla gestione della vertenza», concludono i rappresentanti sindacali.

Fabio Gigante

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