Davanti alla scuola, per qualche ora, oculisti e tecnici volontari hanno fatto prevenzione sanitaria in un ambulatorio oculistico su ruote.
Un camper attrezzato per le visite mediche specialistiche, trasformato in uno spazio di prevenzione per i più piccoli.
Sono oltre cento i bambini delle scuole dell’infanzia di Palermo che hanno potuto effettuare gratuitamente un controllo alla vista, grazie a un’iniziativa di screening realizzata con l’Unità Oftalmologica Mobile dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.
Le visite si sono svolte nei plessi La Masa e Serpotta dell’Istituto Politeama e nel plesso Turrisi dell’Istituto Luigi Capuana.
In pochi giorni sono stati controllati centinaia di bambini sotto i cinque anni, portando la prevenzione direttamente nei luoghi dove i piccoli trascorrono gran parte della giornata.
L’iniziativa si inserisce nel programma di tutela della salute visiva promosso dal Distretto Rotary 2110 Sicilia-Malta, che sotto la guida del Governatore Sergio Malizia ha istituito una commissione dedicata alla salvaguardia della vista, con l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione oftalmica sul territorio.
Il progetto è stato promosso dal Rotary Club Palermo, in collaborazione con l’UICI e con Salmoiraghi & Viganò.
Il lavoro dei medici volontari
A guidare l’attività di screening è stata la dottoressa Maria Rosaria Arcudi, oculista e referente per l’area occidentale della commissione distrettuale Rotary dedicata alla prevenzione visiva, affiancata dall’ortottista dottoressa Maria Concetta Di Salvo.
Le visite sono state effettuate all’interno dell’unità mobile oftalmologica, uno strumento che consente di portare controlli specialistici direttamente sul territorio. «Il cuore del progetto è la capacità di intercettare i bisogni lì dove nascono» spiega la referente.
Per Arcudi, la prevenzione nei primi anni di vita rappresenta un passaggio fondamentale.
«Nei bambini piccoli – spiega l’oculista – il sistema visivo è ancora plastico. Individuare precocemente eventuali difetti significa poter intervenire in modo efficace e prevenire danni che potrebbero diventare irreversibili in età adulta».
La scelta di portare le visite direttamente nelle scuole nasce anche dalla consapevolezza della “silenziosità” dei difetti visivi nei più piccoli.
«Spesso i piccoli non sanno spiegare che vedono male – racconta Arcudi -. Si abituano a percepire immagini sfocate o ad utilizzare un solo occhio. Per questo portare la prevenzione nei luoghi dove i bambini vivono e crescono aiuta a individuare situazioni che altrimenti rischierebbero di emergere molto più tardi».
Accanto all’aspetto medico, però, queste giornate di screening hanno avuto anche una forte dimensione umana.
«Molti genitori – continua a raccontare Arcudi – hanno accolto questa iniziativa con grande partecipazione e gratitudine. Per alcune famiglie è stata la prima occasione per far controllare la vista ai propri figli. Parlando con gli insegnanti, si percepiva chiaramente il sollievo dei genitori di poter ricevere una visita specialistica così vicina e accessibile».
Per la dottoressa, gli incontri con i piccoli pazienti sono stati anche un momento di intensa partecipazione emotiva.
«Entrare in una scuola con un ambulatorio mobile significa portare la medicina dentro la vita quotidiana dei bambini. Alcuni arrivavano curiosi, altri un pò timidi, ma bastavano pochi minuti per trasformare la visita in un momento sereno».
Un’esperienza che, racconta, lascia sempre qualcosa anche a chi visita.
«Quando un bambino capisce che quella visita non fa paura e comincia a collaborare con il sorriso, si crea un rapporto immediato. Sono momenti semplici ma molto intensi, che ricordano perché abbiamo scelto questo lavoro».
E proprio questa dimensione relazionale rende l’iniziativa ancora più significativa.
«Quando visiti un bambino – aggiunge Arcudi – capisci che non stai facendo soltanto una visita medica. Stai offrendo una possibilità di cura, ma anche un messaggio di attenzione verso la comunità».
I dati emersi dagli screening
I controlli effettuati nelle scuole palermitane hanno restituito un quadro significativo.
Oltre il 40% dei bambini visitati presentava difetti visivi non corretti, mentre circa la metà dei piccoli esaminati è risultata a rischio ambliopia, una condizione che può compromettere lo sviluppo della vista se non viene trattata durante la fase di crescita.
Numeri che confermano quanto la prevenzione visiva in età prescolare sia ancora poco diffusa.
«La visita oculistica – osserva Arcudi – spesso viene rimandata perchè non ci sono sintomi evidenti. In realtà è proprio nei primi anni di vita che si possono individuare e correggere molte problematiche».
Prevenzione e sostegno alle famiglie
Il progetto non si è fermato alla fase diagnostica. In alcuni casi, infatti, è emerso che le difficoltà economiche delle famiglie potevano rappresentare un ostacolo alla correzione dei difetti visivi individuati.
Per questo il Rotary Club Palermo ha deciso di sostenere concretamente i bambini che ne hanno bisogno, finanziando l’acquisto delle lenti correttive nei casi di maggiore fragilità sociale.
«La prevenzione – sottolinea Arcudi – non significa solo individuare un problema, ma anche accompagnare le famiglie verso la soluzione. Quando emergono situazioni di difficoltà è importante creare una rete che permetta ai bambini di ricevere le cure necessarie».
Una visita che diventa anche educazione
Le giornate di screening sono state organizzate in modo da rendere la visita un momento sereno per i bambini. Attraverso piccoli giochi, adesivi e materiali informativi per i genitori, il controllo della vista è diventato anche un’occasione di educazione sanitaria.
«Quando lavoriamo con i bambini – conclude la dottoressa Arcudi – è importante creare un clima di fiducia. La visita deve essere percepita quasi come un gioco. In questo modo riusciamo a effettuare controlli più accurati e, allo stesso tempo, a coinvolgere anche le famiglie nelle eventuali fasi successive».
Un impegno, quello dei medici, e della rete solidale che si è costituito per questo progetto, che racconta una dimensione della professione medica fatta anche di disponibilità, ascolto e attenzione verso la comunità.
Chi è Maria Rosaria Arcudi
Maria Rosaria Arcudi è medico chirurgo specializzato in oftalmologia. Svolge attività clinica a Palermo, occupandosi di diagnosi e trattamento delle principali patologie oculari, con particolare attenzione alla prevenzione e allo sviluppo visivo in età pediatrica. Parallelamente all’attività professionale partecipa a iniziative di screening e prevenzione sul territorio, collaborando con associazioni e realtà impegnate nella tutela della salute visiva.
Mauro Faso









