Il fenomeno del lavoro povero, del caporalato e dello sfruttamento nelle filiere produttive in Italia rappresenta una grave violazione dei diritti umani e del lavoro, spesso correlata a condizioni di schiavismo moderno. Sono questi i temi affrontati ieri mattina presso il Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali nel corso del workshop “Lavoro povero, caporalato e filiere produttive”.
La giornata si è articolata in due momenti: un workshop riservato agli studenti delle lauree magistrali in Compliance, sviluppo aziendale e prevenzione del crimine e Politiche pubbliche; nel pomeriggio la presentazione del libro Caporalato e sfruttamento del lavoro nelle filiere, a cura di I. Alvino e O. Razzolini introdotta e moderata dal prof. Costantino Visconti, Direttore del Dipartimento Dems e Ordinario di Diritto Penale. Le conclusioni sono state affidate al prof. Alessandro Garilli, Emerito di Diritto del Lavoro dell’Università di Palermo.
Per Stefano Musolino, Procuratore Aggiunto della DDA di Reggio Calabria, «il caporalato, regolato dall’art. 603-bis del codice penale, non è confinato solo all’agricoltura ma si estende ad altri settori, inclusa la moda, coinvolgendo spesso l’intermediazione illecita e la subfornitura. La repressione penale da sola non basta, sostenendo che le attuali condizioni economiche e di lavoro producono criminalità e che la politica non sta affrontando efficacemente il tema delle filiere produttive che generano lavoro povero. L’immigrazione illegale è quasi sempre collegata allo sfruttamento del lavoro. Costituisce una conferma la presenza di organizzazioni che operano per favorire l’ingresso di cittadini cinesi, pakistani, senegalesi, bangladesi e gambiani che vanno a costituire la bassa e sfruttata manovalanza per le imprese che se ne servono. Quando si rivendicano i diritti, scatta la violenza».
«Oggi siamo qui per presentare il nostro libro – ha dichiarato la Prof.ssa Orsola Razzolini presente insieme all’autore il Prof. Ilario Alvino -. Il volume è il frutto del lavoro iniziato in due convegni che si sono svolti a Milano e a Bergamo nel 2025 e ricostruisce le indagini della Procura di Milano su aziende della moda, della logistica e del food delivery. Le inchieste hanno svelato un sistema diffuso di appalti e subappalti dietro cui si celavano gravi forme di sfruttamento lavorativo, fra cui salari bassi, violazioni delle norme su orari, salute e sicurezza, fino a casi di caporalato e utilizzo illecito di manodopera».
Fabio Gigante
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