“Palermo Città della Legalità”: un progetto per le scuole

L’iniziativa è promossa dal comune di Palermo ed è curata dall’assessorato ai Beni confiscati e alla legalità, guidato da Brigida Alaimo

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“Palermo Città della Legalità”, è il nome del progetto che punta a diffondere tra i giovani la cultura della cittadinanza responsabile e gli strumenti critici per riconoscere il valore del bene. l’iniziativa è stata presentata ieri mattina, nella sala “Pietro Scaglione” di Palazzo Palagonia alla Gancia.

L’iniziativa è promossa dal comune di Palermo e curata dall’assessorato ai Beni confiscati e alla Legalità, guidato da Brigida Alaimo. Un progetto, che mette insieme otto associazioni del terzo settore, per trasformare le aule scolastiche in laboratori di cittadinanza attiva, che vede coinvolti 18 istituti scolastici, attraverso incontri tenuti da esperti con rappresentanti delle forze dell’ordine, amministratori locali, e anche la commissione regionale Antimafia.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare i giovani al contrasto alle mafie. «Vogliamo compiere un passo concreto verso la costruzione di una comunità più consapevole, unita e responsabile – ha detto il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla – investire nei giovani significa investire nel futuro della nostra città. Portare la cultura della legalità dentro le scuole, soprattutto nei contesti più complessi, vuol dire offrire strumenti, conoscenza e fiducia, affinché ogni ragazzo possa riconoscere il valore del bene comune e scegliere, ogni giorno, da che parte stare”. “Il progetto nasce con l’obiettivo di coinvolgere studenti e docenti in un percorso educativo articolato, che unisce momenti formativi, testimonianze dirette ed elaborazione progettuale – ha spiegato l’assessore comunale ai Beni confiscati e alla legalità Brigida Alaimo – la partecipazione delle scuole del territorio consente di creare una rete diffusa di confronto sui temi della giustizia, del rispetto delle regole e del contrasto a ogni forma di illegalità».

All’evento era presente anche Tina Montinaro, presidente dell’associazione “Quarto Savona Quindici” e della Fondazione Montinaro, che ha portato la memoria viva delle vittime di mafia e la forza di chi quella memoria la trasforma ogni giorno in impegno civile. «Ultimamente nei giovani – ha dichiarato Tina Montinaro, – si assiste a una deriva, perché non ci sono più punti di riferimento, mancano i ruoli genitoriali, quindi quando escono fuori da casa non rispettano il ruolo dell’insegnante e delle forze dell’ordine. Penso che ognuno di noi debba fare un ‘mea culpa’ e capire cosa vogliono i nostri giovani, in cosa abbiamo sbagliato, per essere loro da esempio», Con lei, Daniela Miceli, dirigente scolastica dell’istituto “Giuseppe Scelsa” di Palermo, a rappresentare il mondo della scuola che accoglie e rilancia questi percorsi.

Fabio Gigante

 

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