Da Palermo a Bisacquino: Il Serra Club Palermo ha festeggiato “San Giuseppe lavoratore”

La giornata serrana è stata particolarmente impreziosita dalla presenza delle autorità civili e religiose

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Un giorno speciale per il Serra Club Palermo per festeggiare la giornata del primo maggio “San Giuseppe lavoratore” a Bisacquino per un pellegrinaggio spirituale in questo paese in provincia di Palermo.

La giornata serrana è stata particolarmente impreziosita dalla presenza delle autorità civili e religiose, dal sindaco Tommaso Di Giorgio agli assessori e soprattutto dai presbiteri, Padre Decano don Domenico Mancuso, Padre Decano Emerito Mons. Rosario Bacile e Mons. Giuseppe Liberto.

Bisacquino è un piccolo borgo ricco di storia e tradizioni popolari, che sorge all’interno della Sicilia e che vive soprattutto di agricoltura e pastorizia. Un tempo c’erano i famosi maestri orologiai: famiglia Scibetta, i maestri fabbri: famiglia Monastero, famose maestranze di falegnameria, ebanisti e soprattutto la scuola merletti con i preziosi ricami. Tutto questo oggi esiste soltanto all’interno del Museo Civico a testimonianza della ricchezza che produceva la forza lavoro  di qualche decennio fa, con  la bellezza dei manufatti. Il piccolo borgo fa parte della Arcidiocesi di Monreale. Le sue origini sono molto antiche e strettamente legate alle varie dominazioni che si sono succedute in Sicilia: dagli Arabi ai Normanni e gli Svevi fino all’unità d’Italia con la scomparsa di alcuni privilegi e diritti feudali.

Ha dato natali a uomini illustri, come il famoso regista Frank Capra o a storici, a eccellenze episcopali, a canonici. È un paese dalle molte chiese: fiore all’occhiello è il Santuario della Madonna del Balzo, patrona di Bisacquino. Questo Santuario fu dedicato alla Madonna nella seconda metà XVII secolo perché vi si manifestò con il suo amore materno e da allora dispensa innumerevoli grazie, attraverso Gesù.

“La giornata è trascorsa fra passeggiate a piedi, ammirando la meravigliosa fioritura primaverile – ha raccontato Mariella Baldanza, presidente Serra Club International sezione di Palermo – visitando il Museo  dell’Orologio che appartiene alla famiglia Scibetta. E ancora: alcune chiese dall’esterno, fra le quali il Calvario,  San Vito, la Madonna delle Grazie con il suo bellissimo campanile moresco fino a raggiungere il centro storico con la grande piazza sulla quale domina la Chiesa Madre. E proprio lì, nella “Matrice” il rettore del Seminario di Palermo, don Antonio Mancuso ha presieduto la solenne celebrazione Eucaristica, assieme ai   Presbiteri Formatori, don Cristian Nuccio e don Leoluc Pasqua, a Padre Decano don Domenico Mancuso  e a Padre Decano Emerito Mons. Rosario Bacile, a Mons. Giuseppe Liberto, e al Diacono palermitano don Vincenzo Sansone. La celebrazione è stata allietata dai canti celestiali dei nostri seminaristi che hanno stupito l’intera assemblea.

“Il silenzio quasi irreale, sopraggiunto alla fine della meditazione, è stato la prova che la Luce del Triona, monte sul quale si trova il Balzo che dà il nome al Santuario, si è irradiata, e si è diffusa su tutti i presenti. Alla fine, il canto REGINA COELI.  Noi pellegrini serrani – ha spiegato la presidente – eravamo circa 70, i bisacquinesi tantissimi”.

“C’erano le mie consorelle della congregazione intitolata alla Madonna del Balzo – ha raccontato ancora Mariella Baldanza – che per un saluto finale ci hanno dedicato il canto mariano, in lingua siciliana “Salvi Rigina”, pochi e semplici versi che rappresentano la vita e la morte di Cristo in terra, la Sua Resurrezione e la Sua Gloriosa Ascensione in cielo. Dopo un interminabile scambio di saluti, abbracci, baci e calorose strette di mano, siamo riusciti a salire sul pullman e siamo tornati a Palermo”.

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