La rivoluzione della micromobilità: da oggi obbligo di targa per i monopattini elettrici

Finisce l'era della deregulation selvaggia: il nuovo Codice della Strada, fortemente voluto per arginare il picco di sinistri stradali nelle grandi metropoli, impone una rigida tracciabilità dei mezzi privati. Chi da oggi circolerà sulle strade sprovvisto del contrassegno plastificato rischierà sanzioni pesanti e il fermo amministrativo del mezzo

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Quella di oggi, domenica 17 maggio 2026, sarà una data da ricordare come un vero e proprio spartiacque per la micromobilità urbana in Italia. Scatta infatti ufficialmente l’obbligo del contrassegno identificativo, comunemente ribattezzato “targhino”, per tutti i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica.

Finisce l’era della deregulation selvaggia: il nuovo Codice della Strada, fortemente voluto per arginare il picco di sinistri stradali nelle grandi metropoli, impone una rigida tracciabilità dei mezzi privati. Chi da oggi circolerà sulle strade sprovvisto del contrassegno plastificato rischierà sanzioni pesanti e il fermo amministrativo del mezzo.

Diamo uno sguardo approfondito a come funziona il nuovo sistema, ai costi, all’imminente scadenza assicurativa e a tutte le altre dotazioni obbligatorie per evitare di incorrere in violazioni di legge.

Il “targhino” obbligatorio: cos’è e come funziona

A differenza delle automobili o dei motocicli, la targa del monopattino non è legata al telaio del mezzo, bensì al codice fiscale del proprietario. Si tratta di un contrassegno plastificato nominale e rimovibile. Questo significa che, in caso di vendita o rottamazione del monopattino, il proprietario dovrà trattenere la targa per sé, potendola eventualmente associare a un nuovo mezzo, previa comunicazione telematica. L’attività burocratica è gestita attraverso la piattaforma informatica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), attiva dallo scorso 18 marzo (Decreto Direttoriale n. 110/2026). Nelle ultime settimane gli uffici della Motorizzazione Civile sono stati presi d’assalto: alla metà di maggio si contavano già oltre 50.000 contrassegni emessi, con aperture straordinarie degli sportelli nelle principali città come Roma, Milano e Torino per smaltire l’enorme mole di richieste.

Come mettersi in regola: la procedura “fai-da-te”

La richiesta può essere effettuata in autonomia per via telematica riducendo al minimo le spese. È necessario collegarsi al Portale dell’Automobilista autenticandosi esclusivamente tramite SPID di livello 2 o Carta d’Identità Elettronica (CIE). All’interno della sezione “Gestione Pratiche Online” (GPO), occorre selezionare la voce “Monopattini – rilascio contrassegno identificativo” e inserire i dati anagrafici e i dati tecnici del mezzo (incluso il numero di telaio). Vanno saldati i bollettini digitali per un totale di circa 35 euro (comprensivi di 8,66 € per la produzione della targa, 16 € di imposta di bollo e 10,20 € di diritti di Motorizzazione). Le linee guida indicano come posizioni idonee il parafango posteriore o, in alternativa, il piantone dello sterzo. Deve essere mantenuta una posizione verticale per garantirne la massima leggibilità da parte delle forze dell’ordine e dei sistemi di rilevamento.

Assicurazione RC: proroga al 16 luglio

Inizialmente previsto in contemporanea con l’obbligo di targa, l’obbligo di stipulare una polizza di Responsabilità Civile (RC) verso terzi ha subìto uno slittamento tecnico di due mesi. Il Ministero ha concesso la proroga al 16 luglio 2026 accogliendo l’allarme lanciato dall’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici).I sistemi informatici delle compagnie assicurative necessitavano infatti di ulteriore tempo per completare l’integrazione tecnica con le banche dati della Motorizzazione Civile. Le associazioni dei consumatori, tra cui Assoutenti, ricordano che non sarà sufficiente possedere una generica polizza “RC Capofamiglia”: il contratto assicurativo dovrà tassativamente riportare il codice univoco del contrassegno identificativo stampato sul targhino. Il costo medio stimato per la copertura assicurativa oscillerà tra i 25 e i 130 euro all’anno.

Le altre obbligatorietà del Nuovo Codice della Strada

L’introduzione della targa è solo l’ultimo tassello di una profonda riforma strutturale della micromobilità. Di seguito sono illustrate tutte le regole comportamentali e le dotazioni tecniche obbligatorie per chiunque utilizzi un monopattino elettrico sul territorio nazionale:

Casco Obbligatorio per Tutti

Già introdotto dalle prime riforme di fine 2024, l’obbligo di indossare il casco protettivo è esteso a tutti i conducenti, indipendentemente dall’età (decade la vecchia distinzione che lo imponeva solo ai minori di 18 anni). Il casco deve essere regolarmente allacciato e deve rispondere ai requisiti di omologazione europei stabiliti dalle norme UNI EN 1078 o UNI EN 1080. Non sono ammessi caschi “giocattolo” o non certificati.

Caratteristiche tecniche del mezzo

Ottenere la targa non sana eventuali irregolarità costruttive. Per circolare legalmente, il monopattino deve disporre di un impianto frenante indipendente e funzionante su entrambe le ruote; indicatori luminosi di svolta e luci di stop posteriori obbligatori. I proprietari di modelli antecedenti privi di frecce di km/h durante la circolazione su strada e piste ciclabili. Inoltre la velocità massima all’interno delle aree pedonali (il mezzo deve essere dotato di un regolatore di velocità configurabile) non deve superare i 6 km/h.

Divieti di comportamento e sosta

È vietato il trasporto di passeggeri (il monopattino è rigorosamente monoposto), il trasporto di animali, il traino di altri veicoli e l’uso di smartphone durante la guida. Il conducente deve tenere saldamente entrambe le mani sul manubrio, salvo il tempo strettamente necessario a segnalare la svolta se il mezzo è privo di frecce. La sosta è vietata sui marciapiedi, a meno che non vi siano aree specificamente delimitate dal Comune; i mezzi possono invece essere posteggiati negli stalli riservati a biciclette e motocicli.

Il Quadro delle Sanzioni

Il regime sanzionatorio introdotto dalle nuove norme è severo e mira a disincentivare le violazioni. La circolazione senza targa, da oggi, prevede una sanzione pari che va 100 € a 400 €; la circolazione senza assicurazione d 100 € a 400 €; il mancato uso del casco omologato da 50 € a 200 €; il mezzo privo di frecce o freni conformi da 200 € a 800 €; il mezzo “truccato” (Potenza > 500W o velocità > 20 km/h) fino a 2.000 con la confisca e distruzione del veicolo. Per le violazioni comportamentali, uso su marciapiedi o contromano la sanzione va da 50 € a 250 €.

L’età minima per la guida resta fissata a 14 anni. Con questa stretta normativa, l’Italia si allinea ai più rigidi standard europei di sicurezza stradale, nel tentativo di trasformare il monopattino da un potenziale pericolo urbano a una risorsa integrata e responsabile della mobilità sostenibile.

Sonia Sabatino

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