Sono 169 gli equipaggi iscritti alla 110ª edizione della Targa Florio, numeri che confermano ancora una volta il fascino e il prestigio internazionale di una delle gare automobilistiche più antiche e celebri al mondo, la gara automobilistica che, tra Palermo e le Madonie, si conferma evento internazionale e occasione di valorizzazione del territorio.
La cerimonia di partenza si terrà il 14 maggio in piazza Verdi a Palermo. L’hub centrale sarà il campus universitario di viale delle Scienze, con il villaggio della Targa Florio, il parco assistenza, le verifiche tecniche e il traguardo della gara previsto per sabato 16 maggio. Da quando il pilota-aviatore Alessandro Cagno – “Sandrin” – vinse su una Itala 35/40 HP la prima edizione nel 1906, la Targa Florio ha compiuto centoventi anni.
L’evento sportivo è un rally valido per il Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco. Ma il suo significato va ben oltre lo sport: la Targa è un pezzo di storia italiana. Dal quel 1906 “a Cursa” ha attraversato epoche, guerre e generazioni senza perdere il proprio fascino. Cambiano le auto, cambiano i campionati, cambiano i tempi, ma resta immutato il rapporto tra la gara, la Sicilia e le Madonie. Dal 1907 al 1977 la Targa Florio è stata una delle più importanti corse su strada al mondo, valida anche per il Mondiale Sport Prototipi nell’epoca d’oro dell’automobilismo. Dal 1978 si è definitivamente trasformata in rally, mantenendo però intatta la propria identità. Anche il “Preside volante” Nino Vaccarella è stato tra i convinti sostenitori della trasformazione della gara, nell’unico modo per mantenerla in vita e volgerla al futuro.
«Già da due anni – ha dichiarato il sindaco di Palermo Roberto Lagalla – la partenza è stata restituita alla piazza principale della città, ovvero piazza Verdi: questa gara non è più una competizione di velocità per com’era percepita all’inizio, ma ormai da tempo è una classica di regolarità, eleganza e sportività reale, nonché un’occasione per mettere insieme la proposta della città e la proposta della provincia, in particolare di quell’area delle basse Madonie che ospita il circuito e che vedrà nei prossimi mesi il completamento della riqualificazione delle storiche tribune di Cerda: queste dalla prossima edizione della Targa Florio arricchiranno ulteriormente la competizione».
Dal 14 al 16 maggio gli asfalti dei Circuiti delle Madonie, dei comuni di Campofelice di Roccella, Castelbuono, Collesano, Geraci, Polizzi Generosa e Scillato, diventano in tutto e per tutto la Targa Florio. Pochi paesi possono vantare una tradizione sportiva simile, nessuna gara automobilistica al mondo può essere paragonata in questo alla “Cursa”. Il retaggio storico-culturale della Targa Florio vive infatti ancora sui graffiti delle case, che tutt’oggi mantengono le scritte incise sul percorso nel secolo scorso: W LA TARGA, W NINO o FORZA FERRARI. È questo che rende la Targa Florio diversa da qualsiasi altra gara: il suo valore storico e umano. Un rito collettivo tramandato da oltre un secolo, sopravvissuto al tempo esattamente come desiderava il fondatore Vincenzo Florio quando disse: «Continuate la mia opera perché l’ho creata per sfidare il tempo».
Anche sportivamente, l’edizione 2026 si annuncia tra le migliori degli ultimi anni. La Targa sarà il secondo appuntamento del CIAR Sparco, con alcuni dei migliori interpreti del rally italiano: tra cui Andrea Crugnola, Simone Campedelli, Roberto Daprà, Andrea Nucita, e diversi equipaggi internazionali, tra cui l’ex Formula 1 Heikki Kovalainen. Presenti anche due case ufficiali come Lancia e Toyota con le rispettive vetture da corsa. Il percorso della Targa Florio 2026 attraverserà ancora una volta il cuore delle Madonie, recuperando alcuni dei tratti più iconici della storia della corsa siciliana. La prova speciale “LA MONTEDORO” si svilupperà nell’area tra Campofelice di Roccella e Collesano, richiamando le strade del Piccolo Circuito delle Madonie. La “SCILLATO – LA GENEROSA” porterà invece gli equipaggi lungo il versante montano tra Scillato e Polizzi Generosa, su un percorso tecnico e spettacolare immerso nell’entroterra madonita. La speciale “GERACI – CASTELBUONO” attraverserà uno dei settori più storici della Targa, collegando Geraci Siculo a Castelbuono sulle strade del Grande Circuito delle Madonie. Chiuderà il primo giorno di gara la “POLLINA”, disegnata tra l’entroterra e il versante tirrenico orientale delle Madonie.
Anche quest’anno il Campus di UniPa si trasforma in un crocevia di emozioni, cultura e memoria, ospitando un ricco calendario di eventi ideato per celebrare il traguardo eccezionale della 110ª edizione della Targa Florio. A confermare il forte coinvolgimento della comunità universitaria sono anche gli oltre 600 studenti volontari dell’Ateneo, che hanno scelto di prendere parte attivamente all’organizzazione della manifestazione, contribuendo a una settimana che unisce sport, territorio, cultura e innovazione.
«Per noi ormai la Targa Florio – ha dichiarato Massimo Midiri, Rettore UniPa – è un evento ormai ricorrente e certamente importante, in cui coniughiamo tanti aspetti legati alla Terza missione, che per l’ateneo rappresentano il modo di trasferire le conoscenze e le iniziative alla comunità che ci circonda. In questa particolare edizione della manifestazione, che abbiamo chiamato 110 e lode, coniughiamo l’evento sportivo, che sarà seguito da larga parte della popolazione, ed elementi come l’educazione stradale e aspetti di tipo medico e scientifico; ci sarà uno studio, attraverso particolari sensori, di come il corpo viene sollecitato durante un rally in un pilota professionista. C’è anche l’aspetto culturale, – ha concluso il Rettore Midiri – in quanto ricordiamo come i Florio abbiano rappresentato per la nostra città un momento di vero e proprio rinascimento cui dobbiamo fare costantemente riferimento: è un’occasione per fare cultura, sport e soprattutto bellezza, perché nei nostri territori ce n’è tanta e l’Università deve assumersi il ruolo di promuoverla e creare iniziative che seguano il concetto di comunità».
Dal 12 al 16 maggio 2026, in parallelo con lo svolgimento della storica competizione, l’Ateneo aprirà le sue porte a studenti, appassionati e semplici curiosi con un programma pensato per emozionare e far riflettere. Mostre e installazioni, visite guidate tra i luoghi simbolo del campus, seminari scientifici che esplorano il legame tra ingegneria, fisica e automobilismo, e incontri aperti alle scuole e alla cittadinanza che racconteranno storie, protagonisti e retroscena di una gara entrata nell’immaginario collettivo mondiale. Un’occasione unica per avvicinarsi a un pezzo autentico di storia italiana attraverso i linguaggi che l’Università sa usare meglio: cultura, scienza e comunità.
Fabio Gigante