Orto Botanico di Palermo, 230 anni e non dimostrarli

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L’Orto Botanico, uno dei più importanti giardini scientifici d’Europa con la sua collezione di piante mediterranee, tropicali e subtropicali, compie 230 anni. E li festeggia con la conclusione dei lavori di restauro e valorizzazione finanziati con il PNRR- E con il raggiungimento per la prima volta in assoluto del milione di euro di incassi e l’incremento del numero di visitatori che lo rendono il terzo sito più visitato della città. Per celebrare degnamente questo anniversario, sono arrivati a Palermo i direttori di cinque storici Orti botanici italiani – Padova, Torino, Roma, Napoli e Catania – per una giornata di studi e approfondimento dal titolo: “La dimensione scientifica e museale degli Orti Botanici: conservazione, gestione e valorizzazione” il cui obiettivo è la doppia anima dei giardini botanici, nella loro dimensione scientifica e museale. L’intento è recuperare la figura e il lascito del suo cofondatore fra’ Bernardino da Ucria – che visse nel vicino convento di Sant’Antonino dove apprese la scienza delle piante – che al momento dell’inaugurazione dell’Orto, nel 1795, non ebbe il giusto rilievo e morì dopo circa un mese di crepacuore.

Michelangelo Gruttadauria presidente del Sistema Musueale di Ateneo Unipa Heritage

«Negli ultimi due anni con i fondi del PNRR sono stati realizzati tantissimi lavori, acquistate nuove piante, ristrutturati spazi – ha dichiarato il presidente di UniPa Heritage Michelangelo Gruttadauria – tutto in nome della convinzione che in questo pianeta noi siamo soltanto ospiti e ce ne dobbiamo prendere cura. Il Sistema Museale di Ateneo dell’Università degli Studi di Palermo ha cambiato volto diventando UniPa Heritage». «Un nuovo nome, una nuova identità visiva per presentare al pubblico la ricchezza dei musei universitari – ha concluso il Prof. Gruttadauria -. Si autosostiene e già da diversi anni, si opera con il pubblico tramite lo sbigliettamento. Siti come l’Orto Botanico, il Complesso Museale dello Steri, il Museo Doderlein, il Museo Gemmellaro sono dati in gestione e lavorano con il pubblico. La nostra attività è quella di avere sempre più pubblico: è una sorta di attività imprenditoriale, se possiamo così definirla. Il grosso della sostenibilità finanziaria è dato dagli ingressi ai musei».

Il direttore dell’Orto BVotanico di Palermo Dott. Rosario Schicchi

«L’Orto Botanico di Palermo – ha dichiarato il direttore dell’Orto Botanico, Rosario Schicchi – è un museo vivente in cui la storia si rinnova ogni giorno. Grazie al PNRR abbiamo restituito all’Orto una struttura più efficiente, accessibile e tecnologicamente avanzata, un esempio concreto di utilizzo corretto, responsabile e proficuo dei fondi pubblici, trasformati in crescita culturale, ricerca, tutela della biodiversità e servizi per la comunità». Nel suo 230° compleanno l’Orto Botanico rivela che le sue colonne arrivano dalla Cattedrale di Palermo e risalgono al periodo arabo-normanno, e probabilmente sono anche più antiche. Quando l’architetto francese Léon Dufourny fu incaricato del progetto dell’Orto, acquistò quattro colonne dell’antico impianto delle navate interne della Cattedrale, messe in vendita dalla Diocesi a sole 40 onze, perché in eccedenza rispetto al progetto di ristrutturazione. Per interessamento del Dufourny, le quattro colonne in marmo cipollino furono acquistate dalla Deputazione degli Studi e trasferite, il 20 aprile del 1792 all’Orto Botanico. Una notizia che riscrive la storia del giardino botanico dell’Ateneo di Palermo e lo colloca da protagonista in un periodo in cui Palermo si allargava al di là dei quattro storici mandamenti. La giornata di studi, dopo la visita guidata dell’Orto, si è conclusa con un concerto della pianista Sofia Vasheruk, a cura di Palermo Classica.

Fabio Gigante

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