Talento, coraggio, solidarietà: le donne premiate da Confcommercio

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Ieri Palazzo Chiaramonte-Steri è stato la cornice dell’iniziativa di Confcommercio Sicilia – Terziario Donna, “Donne che amano le donne”, un riconoscimento dedicato alle donne siciliane che, attraverso il loro lavoro, l’attivismo o la propria storia personale, si sono impegnate nel sostenere altre donne, nel tutelarne i diritti e nel rappresentare l’universo femminile nei più diversi ambiti della società. Un premio che non punta solo a valorizzare il talento femminile, ma a costruire una vera rete di relazioni e sostegno reciproco.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Alessandro Anello, assessore del Comune di Palermo con delega al Turismo, che ha sottolineato l’importanza di iniziative capaci di promuovere coesione e partecipazione attiva.

«C’è una sorta di manipolazione collettiva nello storytelling che facciamo, secondo cui le donne sarebbero particolarmente in conflitto tra loro, divise e divisive – ha affermato Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio PalermoMa la storia ci racconta altro, le donne hanno sempre dovuto non solo fare squadra, ma fare sistema. In una parola, fare sorellanza».

Lo stesso concetto è stato ribadito da Margherita Tomasello, presidente del Terziario Donna di Confcommercio Palermo: «L’importanza di essere insieme sta nella necessità di sostenerci a vicenda, giovani donne, donne mature, chiunque voglia fare squadra. Non dobbiamo lasciare indietro nessuno. Il terziario è anche questo, idee, crescita, iniziative imprenditoriali e sociali, ma soprattutto unione. E l’unione, davvero, fa la forza».

Le premiate e le loro storie

Ad aprire le testimonianze è stata Daniela Crimi, dirigente scolastica e pedagogista, impegnata anche nel Carcere Malaspina di Palermo. È stata premiata per la sua leadership nell’educazione e per la capacità di creare un ponte reale tra scuola e società. «Corriamo ogni giorno per portare avanti questo mestiere. Mi occupo di due scuole e cerco sempre di non dividermi, ma di moltiplicarmi. La collaborazione è al centro del nostro lavoro, e il mio staff, composto in gran parte da donne, ne è la prova».

Concetta Di Benedetto, tra le 100 leader del management femminile in Italia nel 2022 ed elogiata nel 2024 dall’Università di Algeri, è stata premiata per il suo impegno nel valorizzare il talento femminile e nel difendere i diritti delle donne. «Sono commossa. Vorrei ricordare Evelyn Arwa, straordinaria rappresentante della comunità ebraica, sempre aperta al dialogo. Le pari opportunità sono ancora una chimera, le donne sono spesso caregiver, ma ricoprono ruoli ovunque, e con grande successo».

Un premio speciale sarà consegnato a dicembre a Marie Claire Gegera, originaria del Burundi e fondatrice del Campus Ubuntu, un progetto educativo e sociale rivolto ai più giovani.

È stata poi la volta di Marina Pupella, giornalista freelance che da anni racconta migrazioni, viaggi e diritti umani, facendo del giornalismo uno strumento di umanità. «Porto addosso la polvere dei luoghi che ho visitato, mescolata al dolore delle donne scampate a stupri e massacri. Raccontare queste storie richiede coraggio. Dedico questo premio a mia madre».

Durante la serata è intervenuto anche il comico Stefano Piazza, che ha regalato un momento di leggerezza e ha ricevuto un riconoscimento per il suo contributo alla divulgazione della cultura siciliana attraverso la comicità.

Tra le premiate anche Giovanna Marcenó, architetta che ha fondato uno studio composto interamente da donne. «Nel privato si costruisce l’ambiente che ci rappresenta. L’equilibrio in una casa, in una famiglia, è fondamentale. Fino a poco tempo fa l’architetto era considerato un mestiere maschile, ma io ho sempre creduto nelle donne. Ed è con loro che lavoro, dentro e fuori lo studio».

La ginecologa Rosa Micalizzi, con una carriera dedicata all’ascolto e alla cura delle donne, ha ricordato le sue battaglie contro pratiche come l’infibulazione e la discriminazione delle pazienti psichiatriche: «Per anni ho cercato di aiutare le donne a sentirsi loro stesse. Non sempre possono scegliere, spesso sono vittime di violenze o tradizioni crudeli. È per loro che ho lavorato».

Premiata anche Annamaria Picozzi, procuratrice e membro della Commissione antimafia di Palermo, attiva da anni nel promuovere la cultura della legalità e della parità. «Oggi non ho ricevuto solo un premio, ma un gesto d’affetto. Ho capito che per aiutare davvero le donne dovevo lavorare sulla cultura, per questo vado nelle scuole, per parlare a ragazzi e ragazze di ogni età».

Momento intenso quello dedicato alla memoria di Anna Romano, professoressa di educazione fisica e di sostegno, che ha accompagnato centinaia di donne nel percorso della maternità attraverso i suoi corsi di preparazione al parto. A ricevere il premio sono state la figlia e la madre. «La vita di mia mamma è stata dedicata alle donne, ha raccontato la figlia. I suoi corsi creavano rete, amicizia, sostegno reciproco. E continuano ancora oggi, grazie alle collaboratrici che hanno raccolto il suo testimone».

Un riconoscimento, dunque, che non si limita a celebrare singole eccellenze, ma che restituisce l’immagine di un tessuto sociale femminile capace di sostegno, visione e responsabilità. Un segnale chiaro, quando le donne si mettono in rete non producono soltanto testimonianze, ma cambiamento reale.

Samuele Arnone

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