Regione Siciliana, contratti fermi al 2022: “Un ritardo intollerabile”

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Mentre il resto della Pubblica amministrazione discute già dei contratti 2025-2027, i dipendenti della Regione Siciliana attendono ancora il rinnovo 2022-2024, in un momento storico in cui il potere d’acquisto è ridotto all’osso.

«Un ritardo intollerabile – dichiarano Giuseppe Badagliacca, Luca Crimi, Gaspare Di Pasquale e Angelo Lo Curto del Siad-Csa-Cisal – soprattutto se si considera che il governo regionale ha già trasmesso all’Aran l’atto di indirizzo e che le risorse sono appostate in bilancio. Per questo abbiamo scritto al presidente Renato Schifani, agli assessori Andrea Messina e Alessandro Dagnino, alle forze parlamentari e alla burocrazia, chiedendo che l’Aran avvii immediatamente le trattative».

I sindacalisti sottolineano come «l’inflazione corra, le famiglie non riescano ad arrivare a fine mese e i problemi irrisolti del comparto continuino a penalizzare sia la macchina amministrativa sia i dipendenti regionali».

Secondo il Siad-Csa-Cisal è necessario incrementare la dotazione del Ford, il Fondo risorse decentrate, come previsto dal decreto legge Pa 2025, così da garantire una performance dignitosa, un aumento delle indennità, ulteriori differenziali stipendiali, l’applicazione di tutti gli istituti contrattuali e soprattutto un pagamento mensile del salario accessorio, da armonizzare con quello dello Stato.

«Non è accettabile – continuano i rappresentanti del sindacato – che i regionali percepiscano un’indennità di amministrazione inferiore di un terzo rispetto a quella dei ministeri, con il risultato che i nuovi assunti sono spinti ad abbandonare la Regione per scegliere altre amministrazioni».

Infine, i sindacalisti chiedono «un’audizione in commissione Bilancio all’Ars e una rinnovata attenzione per la riforma del Corpo Forestale, che necessita di un contratto integrativo ad hoc».

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