Vasilica Potincu era una donna di 35 anni originaria della Romania e fu trovata morta in un appartamento di via Stelvio a Legnano, in provincia di Milano, il 25 maggio 2025.
Un condomino, avendo visto la porta aperta dell’abitazione, era entrato all’interno e lì aveva scoperto il corpo senza vita della donna: era riversa sul pavimento con una lama confitta nella schiena.
Vasilica fu uccisa con diversi colpi d’arma da taglio. La 35enne da anni viveva a Cinisello Balsamo (Milano) con la madre, la sorella e il figlio di 14 anni.
Vasilica lavorava come segretaria e sex worker e aveva preso in affitto da qualche mese l’appartamento di via Stelvio insieme ad altre colleghe per ricevere lì i clienti.
Secondo gli inquirenti, a seguito di una lite proprio con un cliente, la donna trovò la morte. Dall’esame autoptico il decesso della donna fu collocato nella tarda serata di sabato 24 maggio 2025: nove i fendenti sferrati tra il petto e la gola, tranne l’ultimo sferrato alla schiena.
L’ex compagno originario della Romania e padre del figlio 14enne di Vasilica, di mestiere autotrasportatore, risiedeva a Cologno Monzese. La sera del 25 maggio si recò in caserma a Brescia – a suo carico pendeva un mandato di cattura europeo per reati contro il patrimonio commessi in Romania – per riferire di non essere coinvolto nel delitto dell’ex compagna.
Furono determinanti le testimonianze della madre e della sorella della vittima che indicarono una persona che aveva prestato alla donna dei soldi. Questa persona aveva cominciato ad invitare la 35enne ad uscire e al suo rifiuto l’uomo avrebbe iniziato ad adottare una serie di comportamenti molesti nei suoi confronti.
Da qui i militari il 28 maggio 2025 fermarono un operaio di 29 anni, Andrea Mostoni, che risiedeva a Robecco sul Naviglio (Milano). L’uomo si avvalse della facoltà di non rispondere. Per gli inquirenti, sarebbe stato un cliente abituale della escort, che avrebbe iniziato a frequentare dall’aprile del 2024.
La sera, alle 22:20 di sabato 24 maggio 2025, le telecamere avevano ripreso l’auto dell’operaio mentre si recava dalla donna in via Stelvio. E dopo due ore, era stato ripreso mentre si allontanava dall’appartamento.
Quattro mesi prima del delitto, la vittima aveva inviato all’uomo una diffida ad avvicinarsi a lei attraverso il suo avvocato. Pare che l’uomo avesse assunto un atteggiamento ossessivo nei suoi riguardi e che continuasse a farle regali e pure versamenti in bonifici sino ad arrivare a circa 50 mila euro.
Il 30 maggio, nell’interrogatorio di garanzia, l’operaio continuò ad avvalersi della facoltà di non rispondere e il giudice per le indagini preliminari convalidò la custodia cautelare in carcere.
Il successivo mese di novembre, dopo la chiusura dell’inchiesta da parte della Procura locale, fu chiesto il rinvio a giudizio a carico di Mostoni. Fu confermata l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Respinto il rito abbreviato, per il 29enne da gennaio del 2026 fu disposto il processo in Corte d’Assise.
Da gennaio a maggio del 2025 sono stati tanti i femminicidi compiuti tra la Sicilia e il resto d’Italia: Messina, Rivoli, Spoleto, Bologna, Udine e molte altre città. Le vittime? Donne italiane o di origine straniera. Tragici epiloghi di relazioni finite o mai cominciate e tutte con un comune denominatore: l’ossessione, il possesso, un amore malato.
Serena Marotta
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