“A Salvatore Carnevale (Con accanto una nuvola)” di Fabio Strinati

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Come pioggia scava nella roccia…

acqua è lacrima piovana sul volto

di chi muore nel fiore della giovinezza.

Come un battito di ciglia al vento

della spiga è maggio al primo raggio

in uno specchio tratteggiato

da un tuono nel lutto delle rose

angosciato!… uomo giovane e divino,

creatura tra il cielo e la terra

in un campo mitigato, coi suoni

sorti da un incendio al battito del cuore

intimi e flautati; una luna chiara fino

a sanguinare al petto una spina

nell’abisso dei poeti.

Fabio Strinati

L’autore

Il mio nome è Fabio Strinati e sono un poeta, scrittore e compositore marchigiano.

Mai avrei pensato di potere scrivere un giorno una poesia e dedicarla a Salvatore Carnevale. Nato a Galati Mamertino nel settembre del 1923, Salvatore Carnevale è una di quelle figure che ti fanno riflettere fino all’ultimo respiro, fino all’ultima virgola. Morto a Sciara nel maggio del 1955, Salvatore Carnevale è tuttora una figura così pregna di vitalità che perfino una fontana al centro di una piazza potrebbe gridare al vento: “Arsura!”. La mia è una poesia che nasce dal cuore; i miei versi sono freschi e spontanei. Vorrei gridarli al mondo ma… d’altronde, questa è la poesia, nient’altro che l’intero mondo tra una parola e l’altra nel soffio della vita.

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