Negli ultimi giorni l’Hantavirus fa parlare di sè e bussa alle porte dell’Europa. Pericolo o psicosi?
Il mare non restituisce solo storie di vacanze interrotte, ma questa volta sembra trasportare un’ombra che credevamo confinata nelle zone remote delle Ande. L’arrivo della nave da crociera MV Hondius nel porto di Granadilla de Abona, a Tenerife, non è solo una notizia di cronaca internazionale: è l’innesco di una crisi sanitaria che sta mettendo alla prova la capacità di risposta di tutto il continente. A bordo, il bilancio è tragico: tre morti accertati e un focolaio di Hantavirus (ceppo Andes) che sta riscrivendo le regole della sorveglianza epidemiologica.
Il “paziente zero” e la variante che spaventa
L’Hantavirus non è una novità per la scienza, ma la variante isolata sulla Hondius è quella che toglie il sonno agli esperti. Mentre la maggior parte dei ceppi di Hantavirus si trasmette solo tramite il contatto con escrementi di roditori infetti, il virus Andes è l’unico noto per la sua capacità di trasmettersi da uomo a uomo tramite contatti stretti e prolungati.
L’indagine epidemiologica condotta dall’OMS ha individuato il “paziente zero” in un ornitologo olandese che, durante un’escursione in Patagonia prima dell’imbarco a Ushuaia, avrebbe contratto l’infezione in un capanno infestato da topi. Da lì, il virus ha iniziato la sua silenziosa navigazione verso nord, trasformando una nave di lusso in uno spazio ristretto dove il distanziamento è diventato l’unica arma di difesa.
Italia: scatta la sorveglianza per i “passeggeri fantasma”
In Italia, la tensione è salita alle stelle nelle ultime 24 ore. Il Ministero della Salute ha attivato le procedure d’urgenza per rintracciare i passeggeri di un volo KLM partito da Johannesburg e atterrato in Europa, su cui viaggiava una donna deceduta poco dopo per Hantavirus. Ministero della Salute e Oms rassicurano sui casi di Hantavirus Hondius: nessun rischio pandemia e contagiosità considerata bassa.
Al momento, quattro cittadini italiani sono stati individuati e posti in regime di sorveglianza attiva: si trovano in Calabria, Campania, Toscana e Veneto. “Al momento i passeggeri sono asintomatici e monitorati costantemente”, ha dichiarato Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della prevenzione del Ministero. Tuttavia, il caso della donna in Catalogna, non identificata subito a causa di un cambio di posto sul volo, solleva dubbi inquietanti sulla tenuta dei protocolli di tracciamento aereo.
Le voci dei virologi: tra cautela e “profezie”
Il mondo scientifico italiano si divide tra chi invita alla calma e chi, come Matteo Bassetti, avverte che non siamo di fronte a un episodio isolato. «Di Hantavirus sentiremo parlare a lungo anche fuori dalla nave da crociera – ha profetizzato Bassetti, sottolineando la pericolosità di un ceppo capace di saltare da un essere umano all’altro -. Non è il Covid, certo, ma ignorare il potenziale di una variante che ha una mortalità che può sfiorare il 40% sarebbe un errore imperdonabile».
Dello stesso avviso, seppur con toni più analitici, è Roberto Burioni, che dai suoi canali social ha evidenziato come il caso registrato a Zurigo (un turista svizzero sbarcato dalla nave) complichi terribilmente il quadro. «Se il virus ha già iniziato a circolare via terra in Europa, le procedure di quarantena portuale potrebbero essere arrivate tardi».
Dall’Istituto Spallanzani di Roma, che guida la risposta scientifica europea, arriva invece un appello alla razionalità. La direttrice Cristina Matranga ha ribadito che, sebbene il rischio per la popolazione generale resti “basso”, la prevenzione deve essere massima, specialmente per chi ha viaggiato in aree a rischio o è entrato in contatto con i passeggeri della Hondius.
Sintomi e rischi: a cosa prestare attenzione
L’Hantavirus è un nemico subdolo. I sintomi compaiono tra una e otto settimane dopo l’esposizione. Nella fase iniziale si registra febbre alta, dolori muscolari (specialmente a schiena e cosce), mal di testa e nausea. Possibile inoltre una fase critica. Se si manifesta la Sindrome Cardiopolmonare (HCPS), il paziente accusa tosse e una grave difficoltà respiratoria che può portare a edema polmonare e shock cardiogeno.
La “solidarietà” come vaccino
Mentre Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS, è giunto personalmente a Tenerife dichiarando che “la solidarietà è l’immunità migliore”, l’opinione pubblica italiana si interroga. Siamo davvero pronti a gestire una nuova minaccia virale mentre il sistema sanitario è ancora provato dalle crisi passate?
Il silenzio delle istituzioni locali su alcuni mancati controlli aeroportuali solleva interrogativi pesanti. La nave Hondius è ora ormeggiata, le sue cabine sono diventate celle di isolamento, ma il virus potrebbe aver già iniziato il suo viaggio aereo, nascosto nel respiro di passeggeri ignari. La battaglia per contenere l’Hantavirus in Europa è appena iniziata.
Roberto Greco
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