É stato presentato ieri mattina nella sede di UniCredit Sicilia la XXII edizione di Sicilia en Primeur, l’evento che mira a far conoscere le tante sfaccettature del vino siciliano
In uno scenario di mercato internazionale carico di incertezze e complessità, c’è un asset che per le imprese vinicole sta sempre più assumendo rilevanza strategica per il proprio business e che negli ultimi anni è cresciuto in maniera significativa: l’enoturismo. Per tracciare le sfide e le prospettive del settore vitivinicolo è stato presentato ieri mattina nella sede di UniCredit Sicilia la XXII edizione di Sicilia en Primeur, l’appuntamento che ogni anno punta a far conoscere le innumerevoli sfaccettature del vino siciliano attraverso degustazioni, incontri con i produttori e visite guidate, con enotour in diverse aree dell’Isola.
Se si guarda agli arrivi di turisti nelle principali zone vinicole italiane (dalla Valdobbiadene alla Valpolicella, dalle Langhe alla Franciacorta, dal Collio al Chianti) negli ultimi cinque anni si sono registrate crescite di molto superiori – in termini di variazioni percentuali – alla media della relativa regione (al netto dei capoluoghi/città d’arte). Nel caso della Sicilia, prendendo ad esempio, i comuni dell’Etna (legati cioè al disciplinare di produzione dell’Etna Doc), tra il 2019 e il 2024 gli arrivi di turisti sono cresciuti del 17,4% contro una media dell’intera isola del 12,4%. È uno dei dati che emergono dalla ricerca Nomisma Wine Monitor per UniCredit, presentata ieri.
Una leva strategica che in Sicilia assume valenze ancora più significative e che la ricerca Nomisma Wine Monitor per UniCredit ha messo in luce attraverso un’indagine qualitativa sulle imprese vinicole, mostrando – tra le altre cose – come l’enoturismo nell’Isola presenti un carattere molto più internazionale rispetto alla media degli altri territori vinicoli italiani: secondo i produttori siciliani, l’identikit dell’enoturista che arriva in Sicilia è prevalentemente straniero – in particolare statunitense, tedesco e inglese – ha un età media compresa tra 40 e 55 anni e non necessariamente è un esperto di vino, il che non rappresenta una criticità piuttosto un’opportunità per colmare un gap di conoscenza e accrescere la cultura del vino di persone che, dopo l’esperienza enoturistica, potranno divenire ambasciatori del brand aziendale e dei territori vinicoli siciliani.
Guardando al futuro, secondo le stesse imprese nei prossimi anni gli enoturisti andranno soprattutto alla ricerca di esperienze personalizzate e offerte esclusive, di esperienze immersive e multisensoriali ma anche integrate con attività culturali. Il 2025 non è stato un anno semplice per il vino. L’export italiano chiude in negativo (-3,6% nei valori) rispetto all’anno precedente. In termini assoluti, la riduzione equivale a quasi 300 milioni di euro e 400 mila ettolitri. Il calo più rilevante riguarda il Nord America (-204 milioni di euro) e l’Europa extra-Ue (-89 milioni) mentre l’export verso i paesi dell’Unione Europea (che ancora rappresenta il 40% delle nostre esportazioni totali a valore) risulta in crescita e permette di mitigare la perdita. Sicilia en Primeur nasce nel 2003 come anteprima internazionale dell’ultima annata, rivolta alla stampa italiana ed estera.
L’evento ha lo scopo di far conoscere sia le innumerevoli sfaccettature del vino siciliano, attraverso degustazioni e incontri con i produttori, sia i luoghi e la cultura che compongono la tradizione enologica siciliana, attraverso enotour in diverse aree dell’Isola. Scegliendo tra 12 itinerari differenti, i professionisti della stampa viaggiano alla scoperta delle aziende vinicole e del territorio. Il vino diventa, così, una chiave di lettura esclusiva per comprendere la straordinaria varietà e biodiversità dell’Isola ed il suo patrimonio storico-culturale, insieme alla storia dei produttori e delle aziende vitivinicole. Il format vincente di Sicilia en Primeur prevede enotour rivolti alla stampa e visita alle aziende vitivinicole partecipanti ed i territori di produzione, degustazioni tecniche e talk su temi di attualità, un convegno dedicato all’incontro con i produttori e alle degustazioni nelle postazioni aziendali.
L’ultima edizione del 2025 ha coinvolto oltre cento giornalisti e cinquantasette aziende associate. «Il settore vitivinicolo che rappresenta un pilastro strategico per l’economia siciliana, si trova ad operare oggi in un contesto globale complesso, in cui vecchie e nuove sfide si affiancano però a significative opportunità, come l’ascesa dell’enoturismo, leva strategica a supporto di competitività, attrattività e valorizzazione del territorio» – ha dichiarato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit -. «UniCredit rinnova l’impegno ad accompagnare le imprese in questo percorso, attraverso il credito, un modello di servizio dedicato e consulenza specialistica». «Assovini Sicilia scommette sull’enoturismo non solo come strategia ma come asset delle nostre cantine che stanno rispondendo in maniera dinamica alle nuove sfide del mondo del vino» – ha dichiarato Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia -. «Il wine tourism ci consente di raccontare il vino come prodotto culturale e parte di un contesto più ampio dove convivono paesaggio, storie, produttori, gastronomia. La Sicilia del vino che oggi si conferma un’isola capace di intercettare i cambiamenti e anticipare le strategie».
Fabio Gigante