Si potrà visitare sino al 10 aprile la mostra fotografica “Women for Women Against Violence” presso Palazzo Cefalà a Palermo. Un progetto, di forte impatto sociale, che racconta due principali emergenze femminili: la violenza di genere e il tumore al seno. Il progetto nasce da un’idea di Donatella Gimigliano, presidente dell’associazione Consorzio Umanitas. Da qui la mostra nata per celebrare i dieci anni del progetto, da sei anni anche programma televisivo in onda sulla Rai, che utilizza il linguaggio della fotografia per dare voce a storie vere di dolore, forza e rinascita. «Dieci anni fa ero una paziente oncologica – racconta la presidente, ideatrice e produttrice del progetto – con una storia familiare segnata dal tumore al seno. Parallelamente ero già impegnata a sostegno delle donne vittime di violenza. Quelle stesse cicatrici le ho riconosciute nei loro sguardi: da questa consapevolezza è nato un progetto che dà voce alla rinascita e trasforma le ferite in forza». Immersiva e coinvolgente, la mostra è composta da 21 ritratti fotografici di grande formato, «che raccontano storie vere di donne che hanno vissuto la violenza o il tumore al seno e che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita. Accanto a loro, testimonial, premiati con il Camomilla Award, riconoscimento della kermesse che s’ispira alle virtù benefiche del fiore della pianta che aiuta quelle malate a guarire, per l’impegno nella sensibilizzazione sulle tematiche, contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio. Scatti d’autore firmati da Tiziana Luxardo, erede della storica dinastia di fotografi italiani» spiega Donatella Gimigliano. Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi, antica pratica che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro. Questo riferimento prende forma nella fotografia simbolo che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno. Questo richiamo rafforza l’unicità e il valore simbolico della foto: l’arte non cancella le ferite, ma le rende visibili e preziose, trasformandole in forza collettiva”.
In più, ciascuna opera è contrassegnata da un QR code, ciò permette ai visitatori di ascoltare direttamente la voce delle protagoniste, così da creare un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta. Il Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Giampiero Cannella, alla presentazione alla stampa ha dichiarato: “Questa mostra non è solo un’esposizione artistica, ma un atto di testimonianza civile e di grande valore umano. Attraverso volti e storie reali ci mette davanti a una verità che non possiamo ignorare: la violenza sulle donne esiste e riguarda tutta la comunità. Allo stesso tempo racconta un’altra ferita profonda, quella del tumore al seno: esperienze diverse, ma accomunate da dolore, paura, solitudine e da un cambiamento radicale del corpo e della vita delle donne. Questa mostra ci invita a non restare indifferenti, a trasformare l’emozione in responsabilità e la responsabilità in impegno concreto. Come istituzioni abbiamo il dovere di ascoltare, sostenere e agire, promuovendo cultura e consapevolezza: è da qui che nasce il cambiamento. Un grazie sincero a chi ha reso possibile tutto questo, ma soprattutto a chi, con la propria storia, ci insegna ogni giorno cosa significa resistere”.
L’iniziativa, realizzata con il sostegno di Fondazione Sicilia, con il Patrocinio del Senato della Repubblica, del Comune di Palermo, LILT, Confcommercio Terziario Donna Palermo, Fondazione Dragotto e Fondazione Italia Giappone, Associazione Mete Onlus, si inserisce nel più ampio percorso itinerante del progetto in tutta Italia, Un progetto itinerante in tutta Italia, che ha saputo trasformare esperienze intime in un patrimonio collettivo di consapevolezza, costruendo ponti tra generazioni e contesti sociali differenti. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino a venerdì 10 aprile 2026. Orari: da lunedì a venerdì h. 12.00 – 18.00 – sabato e domenica dalle h. 9.00 alle 19.00.
Serena Marotta