Unipa: a Scienze Politiche sulle ragioni del sì e del no al referendum sulla giustizia

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Offrire strumenti utili per comprendere le ragioni del sì e del no in vista del voto del 22 e 23 marzo 2026. E’ stato questo il tema del seminario informativo promosso dalle organizzazioni studentesche e fatto proprio dall’intero Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dal titolo “Referendum costituzionale confermativo in materia di giustizia” che si è tenuto ieri pomeriggio presso l’Aula Borsellino della Facoltà di Scienze Politiche.

A portare i saluti istituzionali il Prof. Costantino Visconti, Direttore del Dipartimento DEMS e la Prof.ssa Marianna Amato, presidente dell’ANDE, l’Associazione Nazionale Donne Elettrici. Tra gli interventi il Dott. Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo, l’AVV. Dario Greco, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, la Prof.ssa Paola Maggio, Docente ordinario in Diritto Processuale penale e i Prof. Gaetano Armao, Docente Ordinario in Diritto Amministrativo. L’evento è coordinato dalla Prof.ssa Claudia Giurintano, Docente Ordinario in Storia del pensiero politico è stato concluso dal Prof. Antonine Vauchez dell’Universitè Paris 1 – Sorbonne, autore di importanti saggi sulla magistratura italiana da una prospettiva sociologico-politica.

Secondo il Presidente del Tribunale di Palermo, il Dott. Piergiorgio Morosini «il Referendum mette a rischio l’indipendenza della Magistratura, cambia i rapporti tra Magistratura e Politica, incide sull’organo che i costituenti del ‘48 avevano pensato per proteggere la serenità dei pubblici ministeri e dei giudici nelle loro attività quotidiane. Si delinea una nuova formula all’interno di questi organi perchè viene smembrato in due il Consiglio Superiore della Magistratura. La nuova formula, in base alla quale la componente nominata dalla maggioranza politica che può nominare tutti i componenti dell’elenco da dove estrarre quelli che dovranno comporre i rispettivi Consigli Superiori e la componente nominata dalla Politica sarà trainante se dovesse passare la riforma nei due Consigli Superiori. Perché – ha concluso il Presidente Morosini – a fronte della compattezza di quel gruppo di Avvocati e Professori universitari scelti dalla maggioranza di turno, ci sarà poi una pattuglia di magistrati che saranno estratti a sorte secondo la regola dell’uno vale l’altro». «L’evento di oggi – ha dichiarato la Prof.ssa Claudia Giurintano, Docente Ordinario in Storia del pensiero politico – parte da una sollecitazione dei nostri studenti e delle nostre studentesse. Siamo abbastanza attivi soprattutto sulla cosiddetta terza missione perché dopo la didattica e la ricerca la terza missione è l’Università fuori dalle aule. Nel territorio come sta avvenendo con la nostra presenza nel qiartiere Zen. Un seminario nato per poter esprime il diritto e dovere di voto assolutamente consapevole. Sono stata scelta dagli studenti come moderatrice perché il Dipartimento vuole essere una palestra del pluralismo. Non è compito di un’aula Universitaria esprimersi a favore del Si o per il No. Questa sollecitazione ci consente di evidenziare alcuni aspetti. La procedura referendaria – ha continuato la Prof.ssa Giurintano – è un momento attraverso il quale cittadini e cittadine esprimono non soltanto la propria partecipazione quindi democrazia partecipativa ma anche una democrazia diretta. Il rischio in un Referendum costituzionale è spesso il contenuto non attivo dello stesso che finisce in secondo piano e diventa soltanto un momento attraverso il quale legittimare o delegittimare il Governo in carica. Quindi contro questo rischio che comunque più che un rischio è una conferma…il nostro intento è stato proprio quello di offrire un seminario informativo proprio per poter presentarsi al Referendum in modo consapevole. Cosa importante – ha concluso la Prof.ssa Giurintano – è l’aver coinvolto l’Associazione ANDE, un’associazione apolitica che quest’anno festeggia 80 anni, tanti quanti la nostra Assemblea Costituente nella quale furono chiamati cittadini e cittadine per poter esprimere scelte importanti a favore della Repubblica e sui nomi di coloro che dovevano redigere la Costituzione e che è la nostra compagna negli ultimi anni sulla terza missione». «Provo una certa ammirazione – ha dichiarato il Prof. Antoine Vauchez dell’Universitè Paris 1 – Sorbonne – per la capacità della democrazia italiana ad affrontare temi complessi di diritto e di giustizia che in altri paesi possono apparire molto tecnici e complicati. Di fatti è un argomento molto importante di come si organizza una democrazia. Un senso di ammirazione per questa cultura politica italiana lo dico in quanto francese. Un paese nel quale c’è un marcato “anti giuridismo”, i temi della giustizia sono considerati temi tecnici di secondo rango. Ciò che rende complicato questo Referendum secondo me è da analizzare perchè ci sono due momenti… una storia lunga – ha concluso il prof. Vauchez – che è la storia della questione giustizia in Italia, il giusto processo, l’equilibrio tra le parti, una storia che si protrae da tantissimi anni e poi si intreccia con la storia mondiale, europea un momento nel quale c’è un timore per una svolta illiberale».

Fabio Gigante

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