Dalla strada al cielo: quando il volo diventa inclusione

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“Totò, talé stamu vulannu supra Palermu!”….”Se Vicè, è troppu bellissimu, un vuogghiu scinniri chiù!”. Sono queste alcune delle esclamazioni di, due dei cinquanta ragazzini della Kalsa, Salvatore e Vincenzo, raccolte direttamente dal nostro giornale, mentre eravamo a bordo del TB 9 Tampico messo a disposizione, anche quest’anno, dall’Aeroclub “Beppe Albanese” di Palermo. L’occasione è stata un’iniziativa inserita nel percorso d’inclusione sociale, svolto in collaborazione con l’associazione antiracket Addiopizzo.

Una giornata di emozioni e spensieratezza in quello che è stato il primo aeroporto di Palermo e in una delle istituzioni aeronautiche più antiche d’Italia. Ad accogliere i giovani trasvolatori il presidente dell’aeroclub di Palermo, l’Ing. Fabio Giannilivigni, insieme al vice presidente il Dott. Gip Lo Cicero che, insieme agli altri piloti, dopo il briefing pre decollo dalla pista 35, si sono alternati ai comandi di quattro TB9, gli aeroplani dell’aeroclub. I ragazzi hanno osservato in volo Palermo, la Santuzza e il golfo di Mondello. Il Club, organizzatore del Giro Aereo Internazionale di Sicilia, la cui storia inizia nel 1930 nella storica sede di Boccadifalco, perpetua la tradizione aeronautica in Sicilia iniziata con il primo volo di Clemente Ravetto che, il 1° maggio del 1910 volò per circa 200 metri sulla piana di Mondello. 

L’aeroclub di Palermo ha nel suo DNA la divulgazione della cultura aeronautica – dichiara il presidente Giannilivigni – ma non solo anche l’inclusione di giovani e giovanissimi. E in questa accezione siamo ben felici di accogliere questi ragazzi che giugono da un quartiere di Palermo definito disagiato, ma dove ricco di ragazzi stupendi. Per noi è un piacere ed un onore portarli in volo per ricordare il rispetto delle regole. Perché il volo è rispetto delle regole e attenzione verso le persone che ti stanno accanto”. 

L’aeroclub non è nuovo a iniziative che trasmettono il concetto della legalità, associandolo alle sensazioni di libertà, ma anche di profonda disciplina, caratteristiche del mondo del volo a motore. Qualche anno fa sono andati in volo circa 40 bambini e ragazzi del “Centro di accoglienza Padre Nostro” e dell’associazione “Bayty Baytik” provenienti dai quartieri palermitani ad alto tasso di criminalità come Brancaccio e San Filippo Neri. “Oggi a Palermo – dichiara Laura Nocilla, tra i soci fondatori del sodalizio Antiracket – non basta più sostenere commercianti e imprenditori nella denuncia di fenomeni estortivi se, allo stesso tempo, non si orientano strategie e interventi per rimuovere le condizioni di degrado e povertà che contribuiscono ad alimentare fenomeni di devianza. Andare fuori dal proprio quartiere, guardare Palermo da una prospettiva diversa – conclude Laura Nocilla – sono occasioni per vivere e scoprirsi all’interno di una dimensione diversa della città. Dall’alto i palazzi, le strade si fanno piccoli, i quartieri perdono i propri confini, le differenze scompaiono”.

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