L’istituzione del Centro di Sostenibilità e Transizione Ecologica (CSTE), avvenuta nell’aprile del 2022, è stato uno dei primi atti dell’Università di Palermo del Rettore Massimo Midiri. Nasce dalla consapevolezza che UNIPA, con la sua comunità di circa 50.000 studenti e personale, ha la responsabilità e il dovere di contribuire concretamente alla sostenibilità non solo con la formazione e la ricerca, ma anche attraverso scelte progettuali e gestionali eco-orientate, mirate a un percorso di decarbonizzazione coerente con la sfida climatica in atto.
Da tre anni il CSTE svolge un ruolo di catalizzatore delle iniziative sulla sostenibilità e la transizione ecologica all’interno della comunità accademica palermitana, grazie al lavoro del Consiglio Scientifico, composto da docenti esperti nei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) fissati nell’Agenda 2030 dell’ONU. Il CSTE nasce da un presupposto chiave: la transizione ecologica non è solo tecnologia, ma un cambiamento culturale e valoriale. Un processo che coinvolge etica, diritto, filosofia, storia, psicologia, letteratura, arte: tutti i campi della cultura umana. Per questo, sottolinea il direttore Maurizio Cellura, «L’obiettivo è coniugare gli specialismi, che sono necessari, con una visione sistemica, senza la quale rischiamo di non accorgerci dei danni imprevisti e non voluti che un’innovazione può produrre sul piano sociale e culturale».
Le attività del Centro si basano su un approccio interdisciplinare e trasversale, coniugando temi di stretta attualità, come il contrasto alle emergenze climatiche, ad altri come le pari opportunità, l’accesso all’istruzione, la costruzione di istituzioni democratiche. Il CSTE lavora in stretta cooperazione con la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS) e dal 2024 anche con la sottorete RUSS – Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile Sicilia, che riunisce gli atenei di Catania, Messina e Palermo.
L’attività del CSTE è guidata da sei parole chiave che ne ispirano la missione: cooperazione, grazie alla realizzazione di progetti su scala territoriale; complessità, con la capacità di elaborare visioni e strategie per governare le interconnessioni con approccio sistemico e reticolare; interdisciplinarietà, con un’ottica multiprospettica che garantisca il principio del “equal footprint” tra i diversi obiettivi; internazionalizzazione, nel contesto del Mediterraneo; orizzontalità, cioè l’integrazione trasversale del concetto di sostenibilità; e sostenibilità stessa, investendo nel futuro dei più giovani e ispirandosi a principi di giustizia climatica.
Le iniziative in atto toccano diversi ambiti. Il CSTE dedica particolare attenzione alle conseguenze del cambiamento climatico nel bacino del Mediterraneo, definito un “hotspot” climatico, e lavora sul nesso acqua-energia-cibo-ecosistemi in un’ottica di giustizia climatica, per evitare che i più poveri – responsabili di minori emissioni – siano i più colpiti. Da questa esigenza nasce il corso “WEFECH – Water, Energy, Food, Ecosystems, Cities, Health”, pensato per formare secondo il concetto di “one health”. Un altro progetto riguarda la riconversione green delle piccole e medie imprese del Mediterraneo, considerata cruciale non solo per trasformare le filiere produttive riducendone l’impronta ecologica, ma anche per costruire un’economia più competitiva, fondata su modelli di sviluppo sostenibili e sul ritorno di produzioni esternalizzate in contesti extraeuropei.
Particolare rilievo hanno l’istituzione del Forum Regionale sulla Sostenibilità, pensato per potenziare il dialogo tra Università e operatori locali, e il rafforzamento dei rapporti con le scuole secondarie superiori del territorio, per formare le coscienze dei futuri cittadini e creare percorsi di crescita orientati alla transizione ecologica. È stata inoltre completata la rilevazione dei consumi energetici e delle pratiche di mobilità dell’Ateneo, per stimare l’impronta di carbonio della comunità accademica palermitana. Sempre in collaborazione con l’Ufficio Tecnico e i delegati alle politiche energetiche si sta redigendo l’Atlante energetico del patrimonio edilizio universitario.
Sul piano formativo, il CSTE ha attivato un Dottorato in Transizione Ecologica e completato la prima edizione del Master in “Sustainability and Circular Bioeconomy Management” con la Rome Business School. Degna di nota l’iniziativa “Lezione Zero”, in collaborazione con l’ASviS e gli atenei della RUS: un percorso formativo sui contenuti dell’Agenda 2030 per sviluppare la dimensione educativa transdisciplinare dei programmi universitari. Il metodo utilizzato è il Problem Based Learning, sviluppato con il gruppo Mentore dell’Università di Palermo, e i materiali didattici prodotti dagli studenti dimostrano che l’investimento culturale sulle nuove generazioni è imprescindibile e che la collaborazione intergenerazionale è cruciale per fronteggiare l’emergenza climatica in atto.
La formazione ha coinvolto anche gli organismi tecnici e amministrativi dell’Ateneo con corsi specifici, come quello sul Green Public Procurement (GPP), per orientare le politiche di acquisto verso prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale.
L’obiettivo dichiarato è fare dell’Università di Palermo un agente del cambiamento, un motore di esperienze disseminabili e un ambasciatore di nuove pratiche. Raggiungere la sostenibilità richiede un cambiamento collettivo e i giovani ne sono la vera chiave di volta. In quest’ottica il CSTE sta promuovendo la nascita di una struttura analoga nel contesto scolastico siciliano, capace di svolgere lo stesso ruolo di catalizzatore di iniziative sulla cultura della sostenibilità già a partire dalle scuole.