Una settimana, anzi una stagione, da dimenticare per la Trapani Shark. Dopo la farsa in BCL, con la partita contro l’Hapoel Holon durata appena sette minuti e chiusa sul 38-5 quando i granata si sono ritrovati con un solo giocatore in campo, Trapani concede il bis anche in campionato.
Dopo il forfait nella trasferta di Bologna contro la Virtus, la squadra è “scesa” in campo al Pala Shark contro Trento solo per evitare l’esclusione definitiva da un campionato che la vede già penalizzata di dieci punti. In caso di seconda rinuncia, infatti, la Trapani Shark sarebbe stata automaticamente esclusa dalla Serie A.
Una partita che ha visto i siciliani presentarsi con appena sette giocatori, di cui solo tre professionisti: Rossato, Pugliatti, Sanogo e i quattro ragazzi delle giovanili Patti, Martinelli, Giacalone e Alberti. Proprio i giovani sono scesi in campo con i nomi sulle maglie coperti dallo scotch, appartenenti a giocatori che hanno già detto addio a una società che affonda sempre più.
IL MATCH
Ma cosa è successo in quei 4 minuti e 11 secondi di match? Dopo la palla a due vinta da Trento e il primo canestro di Aldridge, Sanogo e Pugliatti hanno chiesto subito il cambio, raggiungendo gli spogliatoi insieme a Rossato, che non è neppure entrato lamentando un’indisposizione. Sul parquet sono rimasti soltanto i quattro ragazzi delle giovanili, mentre dagli spalti i pochi tifosi presenti urlavano “fuori, fuori”.
Dopo 3’20” Alberti è uscito per cinque falli, lasciando la squadra in tre. Sedici secondi più tardi è toccato anche a Martinelli, e il Trapani è rimasto in due. Quando, dopo 4’11”, anche Patti ha dovuto lasciare il campo per falli, con il solo Giacalone rimasto sul parquet e il punteggio sull’11-26, gli arbitri hanno dichiarato conclusa la partita. Lo stesso epilogo surreale già visto contro l’Hapoel in Europa.
EPILOGO
Nel mare profondo in cui ormai nuota la Trapani Shark, però, un piccolo raggio di luce si è visto a fine gara: i quattro giovanissimi sono stati abbracciati prima dal coach di Trento, Cancellieri, e poi dal pubblico rimasto orgogliosamente sulle tribune.
La sfida tra Trapani Shark e Trento è l’ennesima immagine negativa di una stagione che ha portato soltanto sofferenza, rabbia e rammarico ai tifosi e agli appassionati di uno sport da sempre amatissimo e che in Sicilia non aveva forse mai vissuto palcoscenici così importanti.
Se la seconda parte di stagione dovrà raccontare ancora questi scempi, allora forse è meglio porre fine a questa agonia.
Roberta Mannino