La Targa Florio Classica, con il rombo dei suoi motori, tornerà a riecheggiare sabato 18 ottobre tra le vie di Polizzi Generosa. Una delle corse automobilistiche più antiche e leggendarie del mondo, nata oltre un secolo fa, tornerà a vibrare lungo il circuito madonita, riportando con sé il fascino di un tempo in cui la velocità era sogno, sfida e libertà.
L’appuntamento è fissato dalle 9.45 alle 12.30, quando le auto d’epoca attraverseranno le serpentine di via Santo Gagliardotto, Piazza Trinità, Corso Garibaldi e via Giovanni Borgese, fino al Municipio, dove si terrà la tradizionale prova transito. Un percorso che intreccia memoria e paesaggio, riportando in vita quella passione autentica che fece della Targa Florio non solo una competizione sportiva, ma un simbolo della Sicilia stessa.
Era il 1906 quando Vincenzo Florio, rampollo della celebre famiglia di imprenditori palermitani, decise di realizzare una sfida che sembrava impossibile: una corsa automobilistica sulle strade sterrate delle Madonie, tra salite impervie e curve a strapiombo. In un’epoca in cui l’automobile era ancora un lusso per pochi, Florio vide in essa il futuro e il modo per far conoscere al mondo la sua terra. E ci riuscì.
Tra i paesi attraversati, Polizzi Generosa ebbe da subito un ruolo speciale. Arroccata sui monti, con le sue stradine strette e i panorami che si aprono sull’intera vallata, la cittadina madonita rappresentava una delle sfide più ardite del percorso. I piloti dovevano affrontare curve strettissime e tratti di salita che mettevano alla prova non solo la potenza dei motori, ma anche la tenuta fisica e mentale dei conducenti.
Negli anni, tra questi tornanti sono passati campioni leggendari: Tazio Nuvolari, Achille Varzi, Antonio Pucci e Nino “Preside volante” Vaccarella, che fecero sognare generazioni di siciliani. Le loro gesta si confondevano con l’entusiasmo della gente: bambini arrampicati sui muretti, donne affacciate ai balconi, contadini che salutavano i bolidi sfreccianti come fossero cavalieri di una nuova epopea.

Antonella, figlia di Antonio Pucci – che gareggiò per tredici edizioni ed era figlio di Giulio Pucci senior, pilota degli anni ’20 a bordo di una Bugatti – racconta che «per i madoniti si trattava di un vero e proprio avvenimento, davvero importante. Era un momento di festa grande, anche di rivalsa e orgoglio, in cui tutta la popolazione era unita per questo evento meraviglioso. Papà amava follemente la Targa Florio, correva per passione, era un gentleman driver, come si direbbe oggi».
Aggiunge poi: «Fu proprio nel 1964 che papà vinse la Targa Florio al volante di una Porsche in coppia con il pilota inglese Colin Davis. Io ero lì, avevo 13 anni, e lo vidi dalla tribuna di fronte ai box. Fu emozionante».
Oggi la Targa Florio non è più una gara di velocità, ma una celebrazione della storia, di quella storia che si vuole ricordare. Le auto d’epoca che percorrono il circuito non inseguono il tempo: lo evocano. Ogni rombo, ogni odore di benzina, ogni sguardo d’ammirazione ricorda che la Targa non è mai davvero finita. È diventata una memoria collettiva, un rito che unisce generazioni, un ponte tra l’ingegno di ieri e la passione di oggi.
Polizzi, con la sua ospitalità sincera e il suo legame profondo con la montagna, accoglie l’evento con entusiasmo e affetto. Il sindaco Gandolfo Librizzi conferma: «Questa è la seconda volta che si corre la Targa Florio Classica nel centro storico di Polizzi. Si percorre la serpentina di via Santo Gagliardotto, Piazza Trinità e si sfreccia per il corso principale passando davanti al Palazzo di Città, l’ex Collegio dei Gesuiti, dove agli equipaggi sarà dato un piccolo omaggio dolciario tipico di Polizzi: i nucatoli con le nocciole. Così Polizzi accoglie la Targa Florio Classica con sempre rinnovata emozione».
Come sempre, le strade si riempiono di curiosi, appassionati e fotografi. Le voci si mescolano al rumore assordante dei motori e, per qualche momento, il tempo sembra tornare indietro. Tutto questo non è solo storia, ma memoria, ricordo, radici.
Non potevamo non ascoltare anche Salvatore Geraci, sindaco di Cerda, il paese che fu punto di partenza e di arrivo del celebre Piccolo Circuito delle Madonie di 72 km. Sebbene il tracciato originale fosse più ampio, Cerda – situata nella parte nord-occidentale delle Madonie – divenne presto il centro nevralgico della corsa, ospitando tribune e linee di partenza e arrivo.
Con entusiasmo, Geraci afferma: «Bastano poche parole per dire quello che ha lasciato ad imperitura memoria l’ideatore della Targa Florio, Vincenzo Florio, con una frase che dice: “Continuate la mia opera perché l’ho creata per sfidare il tempo”. La Targa Florio è stata la più antica corsa automobilistica di durata al mondo e, dal 1955 al 1973, ha fatto parte del campionato mondiale FIA Sport Prototipi».
A Cerda, significativo è oggi l’impegno per recuperare il Parco di Floriopoli e restituire a questo autodromo storico il fascino delle corse. «Vogliamo che questo ritorno al passato – conclude il sindaco Geraci – sia il modo migliore per guardare a un futuro nel quale le Tribune di Cerda/Floriopoli diventino un centro di grande attrazione per gli appassionati di automobilismo, per le famiglie e per i turisti che scelgono le Madonie come meta delle loro vacanze».
Ma la Sicilia non si ferma: corre ancora.
Oggi la Targa Florio è molto di più di una corsa: rappresenta il ritratto di uomini visionari, di meccanici, di piloti e di comunità intere che hanno fatto della loro passione un’eredità storica. Ogni volta che le auto attraversano Polizzi e le Madonie, l’isola rivive ancora una volta quella magia.
Federica Dolce