La storia dello stadio palermitano ebbe origine nel 1900, quando un giovane che rientrò dall’Inghilterra, Ignazio Majo Pagano, decise di impegnarsi a portare il calcio a Palermo, con la collaborazione della comunità inglese presente in città. Nacque così il “Palermo Football Club”, la cui vicenda si incrociò presto con quella dell’odierno stadio “Renzo Barbera”.
La genesi dello stadio palermitano
Il progetto originario dello stadio, di impronta razionalista, fu redatto da Giovan Battista Santangelo, allievo del celebre architetto Pier Luigi Nervi. Nella sua configurazione iniziale, l’impianto riprendeva alcuni caratteri distintivi dello Stadio “Artemio Franchi” di Firenze, progettato da Nervi nel 1931, in particolare nella conformazione della copertura in cemento armato della tribuna centrale. Lo stadio è stato inaugurato all’inizio del 1932 come centro polisportivo, originariamente noto come “Stadio del Littorio”.
Fu poi modificato in maniera sostanziale nel 1948, con l’aggiunta delle curve per completare l’ovale dell’impianto, ma è stato sottoposto a diverse ristrutturazioni. Particolarmente rilevanti quelle del 1984 e del 1988, per l’adeguamento necessario ad ospitare le partite del Campionato Mondiale di calcio “Italia ‘90”.
I lavori per la realizzazione del secondo anello dello stadio iniziarono negli anni Ottanta, con la costruzione di una prima porzione caratterizzata da una struttura in acciaio. L’ampliamento successivo, con l’aggiunta di una parte sommitale talvolta indicata come “terzo anello”, fu completato in occasione dei Mondiali di Italia ’90, con testualmente a una serie di interventi sulle sistemazioni esterne dell’impianto.
Il progetto di ristrutturazione selezionato per l’evento internazionale fu quello redatto dall’architetto Giuliano Guiducci e dall’ingegnere Innocente Porrone nel 1987. I lavori di adeguamento e ampliamento ebbero una durata complessiva di circa due anni.
Adeguamento e intitolazione a Renzo Barbera
L’anello realizzato in occasione dei Mondiali del 1990 è caratterizzato da una struttura reticolare in acciaio che utilizza parzialmente le strutture preesistenti come elementi di appoggio. Nel corso degli anni, l’impianto è stato oggetto di numerosi interventi finalizzati all’adeguamento alle normative in materia di sicurezza, al rispetto degli standard UEFA e alla manutenzione ordinaria e straordinaria necessaria per garantirne la piena funzionalità.
Nel 2002, quello che anche oggi è noto come stadio della Favorita, fu intitolato alla memoria di Renzo Barbera, ex presidente del Palermo negli anni 1970 − 1980. Ad oggi l’aspetto dello stadio è connotato dal reticolo di colonne e travi in acciaio di supporto delle tribune realizzate in elementi prefabbricati in cemento armato a vista. Porzioni delle facciate sono rivestite da fasce in metallo di colore blu. Il fronte ovest su Viale del Fante, si differenzia come fronte principale, essendo caratterizzato da tre grandi campate, inquadrate da quattro torri che funzionano come collegamenti verticali e sostegno della copertura della tribuna.
Dalla campata centrale, in asse con via Cassarà, emerge l’edificio originale del 1932 sormontato da un rivestimento metallico sul quale è posizionata l’insegna dello stadio. Nel 2020, in ricorrenza del 120º anniversario di fondazione istituzionale del club sportivo, è stato inaugurato il museo del club, posizionato nella parte sud-ovest dell’edificio, in cui sono custoditi cimeli del club, installazioni ed esperienze interattive.
Da qualche mese si discute adesso dei lavori di ristrutturazione dello stadio “Renzo Barbera” che dovrebbero iniziare tra maggio e luglio 2026, con un cronoprogramma che mira a concludere il restyling entro il 2031-2032. Il progetto, cruciale per la candidatura a Euro 2032, prevede la copertura totale, il rifacimento delle curve e un aumento della capienza tra 30.000 e 36.000 spettatori.
Sonia Sabatino