La Sicilia sfida il cancro: sopravvivenza in crescita dell’1,78%

Text with image

Each element can be added and moved around within any page effortlessly. All the features you need are just one click away.

Reading Time: 4 minutes

La terra del sole sta perdendo il suo storico “scudo” protettivo nella lotta contro il cancro, ma la risposta clinica racconta una storia di resilienza. Mentre l’abbandono della dieta mediterranea e i nuovi stili di vita minacciano la salute dei siciliani, i dati AIRTUM accendono una luce di speranza: in Sicilia la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per i tumori maligni è in costante miglioramento, con un incremento dell’1,78% annuo tra gli uomini. Tuttavia, la sfida resta complessa: con un’incidenza femminile che nel Mezzogiorno cresce dello 0,9% e un divario di sopravvivenza che ci vede ancora rincorrere il Centro-Nord con un distacco del 5%, l’Isola è chiamata a una mobilitazione totale sulla prevenzione per colmare le distanze e proteggere il proprio futuro. Sono alcuni dei dati epidemiologici presentati al ministero della Salute dall’Associazione italiana dei registri tumore (Airtum). Il gruppo di lavoro Airtum che ha lavorato al progetto editoriale è stato coordinato da Walter Mazzucco, professore di Igiene e medicina preventiva dell’Università di Palermo e Responsabile del Programma Infradipartimentale “Interoperabilità tra il Registro Tumori di Palermo e Provincia e le Reti Oncologiche Regionali” dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo. L’Airtum ha coordinato le attività di elaborazione ed interpretazioni dei dati prodotti dalla rete dei Registri Tumori Italiani, che garantisce la sorveglianza epidemiologica su circa l’80% della popolazione residente in Italia e rappresenta, dunque, la principale fonte di dati per orientare le politiche in tema di prevenzione, diagnosi, e trattamento dei tumori, nonché per la riabilitazione dei pazienti oncologici. Le elaborazioni si sono basate su oltre tre milioni di casi incidenti di tumore maligno, registrati da 34 Registri Tumori di popolazione accreditati da Airtum, che hanno consentito di documentare il quadro epidemiologico nel periodo pre-pandemico, nonché di ottenere una proiezione del dato al 2025, non distorta dall’impatto della pandemia. I risultati sono stati pubblicati attraverso dieci articoli scientifici sulla rivista internazionale Cancer Epidemiology. Le elaborazioni dell’Associazione, proiettate al 2025, stimano in Italia circa 362.100 nuovi casi di tumore maligno, 182.300 negli uomini e 179.800 nelle donne. La mammella si conferma la sede più frequente di tumore maligno (55.900 casi), seguita dal polmone (43.500 casi, 16.440 dei quali nel sesso femminile), dal colon-retto (41.700 casi, 18.900 dei quali nel sesso femminile), e dalla prostata (31.200 casi), che rappresenta la sede più frequente nel sesso maschile.

Il peso dell’invecchiamento e la transizione epidemiologica in Italia

L’Italia sta vivendo una profonda metamorfosi demografica: l’aspettativa di vita è passata dagli 80 anni del 2002 agli 83 del 2023, con punte attuali di 84,8 anni per le donne e 80,6 per gli uomini. A questo si contrappone un crollo della natalità, scesa dai 2,7 figli per donna del 1964 all’1,2 del 2023. Questo invecchiamento ha spostato l’asse delle patologie verso le malattie cronico-degenerative: solo nel periodo 2013-2017 sono stati registrati 1.359.053 nuovi casi di tumore (il 52,8% negli uomini). Per il 2022, le stime indicano circa 487.000 nuove diagnosi a livello nazionale (213.000 uomini e 191.000 donne), con un tasso di incidenza standardizzato di 576,4 per 100.000 persone. Geograficamente, il Nord mantiene i tassi più alti (685,7 per 100.000 uomini e 496,1 per le donne), superando il Centro e il Sud, dove i tassi femminili scendono a 435,4. In questo scenario, il rischio cumulativo resta altissimo: un uomo su due e una donna su tre potrebbero ammalarsi nel corso della vita.

Trend oncologici tra successi terapeutici e nuove emergenze

L’analisi dei trend (2013-2017) rivela un’Italia a due velocità: l’incidenza totale cala significativamente tra i maschi (-1,9% annuo), mentre tra le donne resta sostanzialmente stabile (-0,1%), con un dato preoccupante per il Sud e le Isole dove si registra invece un aumento dello 0,9%. Risultati eccellenti si osservano per i tumori del fegato (-3,9% uomini, -4,0% donne), dello stomaco (-2,8% uomini, -3,5% donne) e del colon-retto (-2,2% uomini, -1,9% donne). Di segno opposto è il dato sul melanoma cutaneo, in forte ascesa in entrambi i sessi (+5,2% uomini, +6,4% donne). Il divario di genere è massimo nel tumore al polmone: mentre tra gli uomini l’incidenza scende del 2,5%, tra le donne cresce del 2,3%, riflettendo il ritardo nell’epidemia di tabagismo femminile. Sul fronte della mortalità, il bilancio è positivo con una riduzione annua dell’1,8% per gli uomini e dello 0,6% per le donne, grazie a diagnosi precoci e trattamenti mirati, nonostante per il 2022 si stimino ancora 192.000 decessi legati al cancro in Italia.

Il Sud perde terreno e le donne affrontano nuove sfide

«Si è osservata una diminuzione dell’incidenza e della mortalità dei tumori maligni negli uomini, mentre nelle donne l’incidenza è rimasta stabile con la mortalità in diminuzione», commenta  Walter Mazzucco. L’andamento meno favorevole osservato nel sesso femminile dipende in parte dall’aumento della frequenza di cancro al polmone, dato ascrivibile alla progressiva diffusione dell’abitudine tabagica nelle donne, spiega il docente. Oltre al ridursi del divario tra maschi e femmine nel numero assoluto di casi, tende a scomparire lo storico vantaggio di salute (minore incidenza di tumori maligni) del Sud e Isole rispetto al Centro-Nord. «Tale dato può essere spiegato dal progressivo venir meno nelle popolazioni residenti nelle aree meridionali dell’adozione di stili di vita sani, quali la dieta mediterranea, da una maggiore sedentarietà, e da una maggiore diffusione di sovrappeso e obesità», sottolinea. Sebbene la sopravvivenza per tutti i tumori maligni risulti in progressivo miglioramento, si rileva un differenziale del 5% a discapito della macroarea Sud ed Isole rispetto al Centro-Nord. Infine, l’incidenza di tumori infantili nel periodo di osservazione ha mantenuto un andamento stabile, mentre la sopravvivenza è risultata in miglioramento e senza differenze geografiche. «L’insieme di queste evidenze suggerisce l’importanza di supportare gli interventi di prevenzione, avendo particolare riguardo alla popolazione residente nel Sud e nelle Isole, e al sesso femminile», conclude Mazzucco.

Il ruolo strategico della Sicilia nella lotta al cancro

«I dati presentati confermano quanto la raccolta e l’analisi sistematica delle informazioni sui tumori siano fondamentali per comprendere l’andamento delle neoplasie e orientare le strategie di prevenzione e cura e al contempo sottolineano l’importanza di investire in sistemi di sorveglianza oncologica sempre più integrati e aggiornati», spiega la direttrice generale del Policlinico  Maria Grazia Furnari. «La Sicilia, pur registrando tassi complessivamente in linea con la media nazionale, mostra alcune peculiarità territoriali che richiedono un’attenzione mirata, sia nella prevenzione primaria che nell’accesso a percorsi diagnostico-terapeutici di qualità. La nostra Azienda ospedaliera universitaria, sede del registro tumori di Palermo e provincia – aggiunge – è impegnata ogni giorno a garantire raccolta dati rigorosa, continuità assistenziale e collaborazioni scientifiche, contribuendo così a rafforzare le politiche sanitarie regionali e a migliorare gli esiti per i pazienti».

Mario Catalano

Ultimi Articoli