Dentro le Sette: viaggio nella Sicilia dell’occulto

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Un mondo sommerso, fatto di luci false e promesse di conoscenza, scorre sotto la superficie della quotidianità siciliana. A raccontarlo è Matteo (nome di fantasia), un uomo che per oltre dieci anni ha fatto parte di diverse sette attive tra Palermo, Cefalù ed Enna: “Cercavo potere, benessere, risposte spirituali – spiega – ma ho trovato soltanto illusioni e distruzione interiore”.

Siamo giunti alle porte della festa di Tutti i Santi, oggi venerdì 31 ottobre, infatti, è la notte che precede la festività. Una notte che, ormai anche in Italia, viene spesa dai giovani per uscire e festeggiare indossando maschere di vario tipo, richiamando lo stile americano della festa di Halloween. In queste settimane noi de l’altroparlante abbiamo approfondito il tema di Halloween e, andando più a fondo, quelle del mondo settario proponendovi diversi articoli con interviste, studi, dati che raccontano una realtà sommersa e pericolosa che nulla ha in comune con svago e divertimento, ancor meno con le nostre festività religiose. Vi proponiamo oggi un’intervista esclusiva, realizzata in un contesto controllato, sotto la supervisione di un sacerdote esperto ed in grado di comprendere la misura reale della testimonianza in riferimento a determinati passaggi. Ciò che emerge da questa intervista è stato poi confermato anche da gruppi di studio accreditati che si occupano di fenomeni paranormali e non solo.

Tutto ha inizio con l’adescamento. Puoi spiegarci come avviene?

È bene chiarire subito che la storia di Matteo non è un caso isolato. Diverse sono le storie simili che riguardano altri giovani come involontari protagonisti. Spesso, tutto comincia in modo innocuo, magari all’interno di evento pubblicizzato come semplice incontro “culturale” o legato al mondo del paranormale, o più in generale dell’occulto. Molti in realtà sono gli argomenti d’attrazione per i giovani che, stimolati dalla scoperta di sé e del mondo si avvicinano a gruppi o associazioni che celano ben altre realtà. In comune hanno tutte lo stesso approccio finalizzato all’adescamento. Matteo ci racconta la sua personale esperienza. Si presentano spesso come innocue associazioni culturali o gruppi di crescita personale. Dietro incontri apparentemente innocui – presentazioni di libri, eventi musicali o “tè letterari” – si cela un sistema di reclutamento raffinato: osservare i nuovi arrivati, identificarne fragilità o risorse economiche e, solo allora, proporre un incontro privato. “Quasi sempre si punta sulle persone fragili, chi vive un dolore, un problema familiare o una crisi esistenziale. Ti offrono un abbraccio, una cura simbolica, una comunità. Ma quella cura diventa presto dipendenza”, racconta Matteo.

Quali sono gli elementi attrattivi per i giovani?

Le sette moderne in Sicilia spaziano dal neosciamanesimo al satanismo, passando per forme di neopaganesimo e gnosticismo. Tutte hanno un elemento comune: la figura del leader carismatico. “È lui a definire cos’è giusto e sbagliato, vero o falso. Il gruppo si muove come un corpo unico, e la coscienza del singolo svanisce. Ti senti parte di qualcosa di superiore, ma è solo un meccanismo di controllo.” Sicuramente il fascino del magico e il poter del leader restano gli elementi più accattivanti per i soggetti più fragili, vulnerabili.

In queste comunità si pratica spesso una ritualità intensa, fatta di incensi, statue, candele, simboli arcani. “Si creano spazi sacri, orientati secondo i punti cardinali. – continua Matteo – È un teatro del sacro che emoziona, ipnotizza, ma svuota.”

Quali sono le reali finalità di questi gruppi?

Dietro la facciata spirituale si cela spesso un interesse economico. Ai membri vengono chieste donazioni per progetti “mistici” o utopici – la costruzione di templi o la diffusione del sapere – ma il denaro finisce nelle mani dei leader. “Alcuni chiedono persino di intestare beni e case al gruppo. Ufficialmente per il bene comune, in realtà – spiega Matteo – per arricchire chi comanda.”

È davvero tutto frutto del plagio o entrano in gioco anche sostanze a indebolire le persone?

Non tutte le sette ricorrono a sostanze psicoattive, ma in certi ambienti – neosciamanici o yoga estremi – si utilizzano funghetti allucinogeni, ayahuasca o cannabis. Altre volte si alterano la coscienza e la volontà attraverso ipnosi, respirazioni forzate o esperienze sessuali rituali. “Anche la sessualità diventa strumento di dominio. Si parla di ‘magia sessuale’, ma è solo sfruttamento. Arrivi a credere che ogni gesto intimo serva per alimentare una forza superiore.”

L’isolamento e il silenzio ricorrono sempre, cosa accade?

La doppia vita degli adepti è una costante. “La mia famiglia non ha mai saputo nulla. Mi comportavo in modo diverso, più freddo, più sicuro. La mia stanza era piena di simboli, feticci e immagini. Dicevano che portavano energia positiva, ma erano solo catene invisibili.”

Come hai compreso il rischio ed affrontato la situazione per uscirne?

Quando Matteo si accorge di essere in trappola, è troppo tardi: Avevo incubi, rumori, presenze. Ero convinto che entità oscure mi tormentassero. Ho cercato aiuto in un esorcista che mi ha aiutato a discernere cosa fosse reale e cosa frutto della mia esperienza psichica. È stato un percorso durissimo, ma è servito a ritrovare un senso.” Nonostante tutto, Matteo oggi testimonia che uscire è possibile: “Serve aiuto, discernimento e qualcuno che ti accompagni. Esistono centri d’ascolto e realtà che aiutano a recuperare la propria libertà interiore. Il primo passo è riconoscere che ciò che appare luce, spesso è solo un abbaglio.”

Il web dell’oscurità

Internet e social network sono oggi il nuovo campo di caccia delle sette. Facebook, Telegram e persino il Dark Web diventano strumenti di adescamento. “Sul web si trovano rituali, gruppi segreti, persino inviti a pratiche pericolose. Nel Dark Web circolano persino culti collegati all’autolesionismo o al suicidio, come la famigerata ‘Blue Whale’ (un fenomeno illegale diffuso tra i giovani e giovanissimi, che ha contato svariate vittime in molti Paesi – ndr). È un mondo accessibile anche agli adolescenti.”

Parliamo della nostra Sicilia. La tua esperienza personale ti ha portato a conoscere o aver notizia di luoghi e territori che ritieni a rischio?

La Sicilia, con la sua stratificazione di culture antiche, è fertile terreno per questi gruppi. Cefalù ospitò Aleister Crowley, il mago inglese che ispirò musicisti come i Beatles e Ozzy Osbourne. Ma ci sono altri luoghi di culto antichi ancora oggi utilizzati: Erice, Monte Pellegrino, Enna. La ritualità contemporanea si sovrappone a quella dei tempi pagani.”

Un’ultima domanda: perché hai voluto condividere con noi così tanto?

Matteo, provato ed emozionato, conclude l’intervista ribadendo che il fenomeno delle sette in Sicilia non è solo religioso o spirituale, ma profondamente sociale. Le vittime non sono ingenue, ma fragili, e cercano senso in una società che spesso non offre risposte. Dietro ogni promessa di salvezza c’è una rete di controllo, manipolazione e potere. E dietro ogni testimonianza, come quella di Matteo, c’è una speranza: che parlarne serva a impedire ad altri di cadere nella stessa trappola.

Mauro Faso

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