Spesso le parole da sole non bastano per farci entrare davvero nelle vite degli altri, ed è qui che interviene il Teatro. Sul palco, le distanze si accorciano, le differenze diventano racconto, e ciò che chiamiamo fragilità diventa forza condivisa. Quando a salire in scena sono persone che convivono con la disabilità, il teatro si trasforma in uno spazio di libertà, dove la vita quotidiana si mostra nella sua autenticità.
Il messaggio collettivo di Road to Broadway
È proprio questo lo spirito che anima “Road to Broadway”, lo spettacolo che sabato 8 novembre alle 21.00 e domenica 9 novembre alle 18.00 accenderà le luci del “Cine-Teatro Colosseum” di Palermo, in via Guido Rossa 7. Un progetto nato dall’incontro tra l’Associazione OdV “Nati Due Volte” di Monreale e la “Compagnia In Valigia APS”, frutto di quasi due anni di lavoro condiviso tra persone con disabilità, genitori, familiari e attori professionisti. In scena non ci sono “ospiti” o “figure di contorno”, ma protagonisti veri: donne e uomini che raccontano se stessi attraverso il linguaggio del teatro, portando sul palco la forza del sorriso e la profondità delle proprie esperienze. È un modo per dire che la disabilità non è un limite, non una etichetta ma una forma diversa di guardare il mondo.
“Road to Broadway” diventa così un messaggio collettivo, un invito a ripensare il “dopo di noi” non come una paura, ma come un percorso possibile. Perché il teatro, con la sua capacità di unire e di far riflettere, può davvero cambiare le cose: illumina quello che spesso resta nascosto, dà voce a chi non sempre ne ha una e ci ricorda che la felicità, anche quando sembra fragile, è una forma di resistenza. Dario Scarpati, che firma la regia insieme a Francesca Vaglica, ci spiega così il senso dello spettacolo: «È una commedia brillante – spiega Scarpati – che, attraverso il sorriso, ci fa raccontare cose complicate: abbiamo provato a raccontare cosa significa convivere con la disabilità e sapere che dovrà esserci un “dopo di noi”; abbiamo provato a mostrare, da tante angolazioni, la vita di persone bellissime, con le quali vogliamo cambiare il mondo. E il teatro ci serve proprio per questo: per cambiare il mondo. “Road to Broadway” racconta uno dei tanti modi di essere felici, anche quando sembra che non debba esserci motivo, perché la felicità, qualche volta, è così dura da affrontare. Ma la vita è bella!»
Il teatro come specchio del “dopo di noi”
Il particolare spettacolo, “Road to Broadway” non nasce da un testo ispirato a una legge né da un intento politico, ma tocca inevitabilmente un tema che per molte famiglie è tanto concreto quanto difficile da affrontare: quello del “dopo di noi”. Quando si parla di disabilità, questa espressione contiene una domanda difficile, spesso taciuta: cosa succederà quando i genitori non potranno più occuparsi dei propri figli? Una domanda importante e profonda che trae necessariamente spunto da questo spettacolo come una riflessione condivisa. In Italia, la Legge 112/2016, nota come “Legge del Dopo di Noi”, ha provato a dare una risposta concreta a questa domanda, introducendo misure per garantire un progetto di vita anche a chi resta senza sostegno familiare. È un passo avanti importante, che cambia prospettiva: non più la persona con disabilità come oggetto di assistenza, ma come cittadino che ha diritto a vivere in autonomia, con relazioni, affetti, scelte e dignità. Del resto come sostiene Iacopo Melio, attivista e giornalista: «Chiunque – qualsiasi cittadino -, in qualunque momento può avere una disabilità o essere disabile se non ha gli strumenti per fare qualcosa, compensando le proprie difficoltà: solo quando capiremo che la disabilità è una questione che riguarda tutte e tutti, e non di nicchia, inizieremo a costruire davvero una società su misura di ogni individuo».
Palermo e la “Legge del Dopo di Noi” tra passi avanti e ritardi
Nel territorio palermitano, in questo senso, non mancano segnali positivi. Ma «non tutto procede come dovrebbe» – ci spiega Pasquale di Maggio, garante per i diritti delle persone con disabilità del Comune di Palermo – «le norme che si sono succedute nel tempo, compresa l’ultima legge citata», continua Di Maggio, «rappresentano certamente un tentativo di offrire una cornice generale. È una condizione necessaria, ma non sufficiente. Serve una programmazione seria del personale e l’adozione di norme concrete e applicative da parte degli organi predisposti a darne attuazione. Le famiglie e le persone hanno diritto a riscontri tangibili, segni concreti di attenzione che diano effettiva attuazione alle norme di principio.»
Se davvero, come afferma Dario Scarpati, il teatro ha il potere di trasformare la realtà, allora “Road to Broadway” ne è la prova concreta, perché ci invita a credere nella forza del messaggio che il teatro stesso è in grado di trasmettere: riconoscere la persona, prima ancora della sua condizione, garantendole – aggiungiamo – prima e anche “dopo di noi” tutti i diritti e le condizioni necessarie e sufficienti perché possa condurre una esistenza felice e dignitosa.
Dorotea Rizzo