Arriva a Palermo la mostra “Tesori Impressionisti: Monet e la Normandia”

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La profonda relazione tra il mondo normanno e la Sicilia fin dalla sua conquista è rappresentata nella mostra del trentennale della Fondazione Federico II dal titolo: “Tesori Impressionisti: Monet e la Normandia”, ospitata a Palermo presso il Palazzo Reale dall’11 febbraio al 28 settembre 2026 e presentata in anteprima alla stampa questa mattina. La mostra cade nel centenario della morte di Claude Monet e a centocinquant’anni dalla nascita dell’Impressionismo. Un legame storico e culturale con la Sicilia che si rinnova attraverso l’arte, in un percorso espositivo che coinvolge i sensi e la memoria. Sono 97 le opere arrivate in Sicilia provenienti da collezioni pubbliche e private. Tra queste, spiccano i capolavori della prestigiosa Collezione Peindre en Normandie, finora inedita sull’isola, e le opere provenienti dal MuMa – Musée d’art moderne André Malraux di Le Havre, oltre a prestiti da collezionisti privati.

Alain Tapié

Il progetto, ideato e curato da Alain Tapié, conservatore dei Musei di Francia e direttore della Collezione, è promosso dalla Fondazione Federico II con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Istituto Francese. L’esposizione è dedicata a grandi maestri della pittura en plein air, tra cui Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Jean-Baptiste-Camille Corot, Eugène Boudin, Gustave Courbet, Théodore Géricault, Berthe Morisot, Johan Barthold Jongkind, Pierre Bonnard e Charles-François Daubigny. L’evento si inserisce nel Centenario della morte di Monet e avvia un ciclo di celebrazioni che culmineranno nel millenario della nascita di Guglielmo il Conquistatore nel 2027. Un’occasione per esplorare non solo l’arte ma anche la storia comune tra Sicilia e Normandia, eredità delle conquiste normanne che unirono geografie lontane. Oltre alle tele originali, il percorso espositivo offre installazioni digitali, esperienze di realtà virtuale e proiezioni in intelligenza artificiale che permettono di esplorare in profondità il mondo impressionista. Attraverso la narrazione semplice e accessibile dell’edutainment – educare intrattenendo – anche i visitatori più giovani saranno coinvolti in un’esperienza educativa innovativa. Un’intera sezione didattica sarà infatti dedicata alla storia dell’Impressionismo e alla tecnica della pittura all’aria aperta, tra ricostruzioni digitali e spiegazioni visive intuitive. Il curatore Alain Tapié ha voluto sottolineare come «la mostra rappresenti un ponte tra due mondi, una celebrazione della bellezza che unisce terre distanti grazie all’arte. La mostra è stata realizzata qui in Sicilia perché c’è un nome, Normandia che accomuna il Palazzo dei Normanni dove c’è un grande incontro. Non solo i fatti storici sono importantiQuando si guarda Palermo si guarda il paesaggio, le rocce, il mare. Si guarda il lavoro fatto dal vento, dalla pioggia nello stesso momento la natura che lavora insieme all’uomo che ritroviamo poi nei paesaggi normanni. La luce e i cieli cangianti della Normandia, elemento centrale nella poetica impressionista, e che a Palermo assumono un valore simbolico: paesaggi che dialogano con un altro mare, quello siciliano, in un confronto di sponde e visioni».

Gaetano Galvagno

«La Fondazione Federico II prosegue con determinazione, anche in questo 2026 – ha detto Gaetano Galvagno, presidente della Fondazione Federico II – il proprio impegno nel rendere il Palazzo Reale di Palermo un centro culturale di respiro internazionale. Con questa mostra dedicata all’Impressionismo offriamo al pubblico un percorso di alto valore scientifico. Un progetto capace di raccontare, secondo canoni classici e innovativi, la storia di uno tra i più importanti movimenti artistici di sempre. Scelta che unisce tutela, innovazione e apertura al mondo, rafforzando la vocazione della sede del Palazzo Reale come luogo vivo di cultura». «L’ensemble di questa mostra – ha spiegato Gabriele Accornero, co-curatore della mostra – racconta la fascinazione del connubio tra la luce, il vento, la natura, le falesie e il mare che attirò gli Impressionisti verso la Normandia. I diversi piani di lettura della mostra, quello storico artistico con quasi 100 dipinti, quello emozionale e immersivo su spazi molto ampi e spettacolari ed infine quello didattico e divulgativo dialogano in modo coerente, offrendo al visitatore un’esperienza unica, avvolgente ed integrata».

Fabio Gigante

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