Ieri, venerdì 10 aprile, alle ore 11,30, nell’aula magna dell’Istituto Salesiano Don Bosco – Villa Ranchibile di Palermo, si è svolta la conferenza “Occhio al gioco! Dipendenze comportamentali del giocatore d’azzardo patologico” dedicata al tema della ludopatia e delle dipendenze comportamentali legate al gioco d’azzardo e al mondo digitale. L’ iniziativa ha coinvolto studenti e docenti in un momento di riflessione su un fenomeno sempre più diffuso, soprattutto tra i più giovani.
L’incontro, promosso e organizzato dal Lions Club Palermo Host, presieduto dalla dottoressa Florinda Paladino, è stato realizzato con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sui rischi del gioco patologico e sulle nuove forme di dipendenza che si sviluppano attraverso le tecnologie digitali. A introdurre i lavori è stata la dottoressa Stefania Cottone, commercialista e segretaria del Club. La moderazione è stata affidata al dottor Carlo Guidotti, editore e giornalista, socio del Club.
Sono intervenuti con i saluti istituzionali: Don Arnaldo Riggi, direttore dell’Ist
ituto Salesiano Don Bosco Ranchibile, Florinda Paladino, presidente del Lions Club Palermo Host, anche dirigente amministrativo dell’AOOR Villa Sofia Cervello, e l’avvocato Marcello Vegna, consigliere del Club.
«La vera libertà di scegliere nasce dalla consapevolezza» ha spiegato don Arnaldo Riggi durante il suo intervento, sottolineando quanto sia fondamentale mettere a disposizione dei ragazzi tutti gli strumenti utili per aiutarli a
maturare una consapevolezza più solida e responsabile.
I numeri del gioco d’azzardo in Italia e in Sicilia
I dati emersi durante il convegno sono allarmanti e mostrano con chiarezza l’entità del fenomeno. Nel 2025 gli italiani hanno speso circa 170 miliardi di euro nel gioco, pari al 7,2 per cento del Pil nazionale, con una media di circa 2800 euro a persona. Quando si parla di gioco si fa riferimento a un sistema molto ampio che comprende scommesse, lotterie, lotto, Gratta e Vinci, con circa cinquanta tipologie disponibili, giochi numerici a totalizzatore come Superenalotto e Win for Life e apparecchi da intrattenimento. Una cifra che continua a crescere e che ha ormai superato la spesa nazionale destinata a sanità e istruzione.
Campania, Sicilia e Calabria risultano tra le regioni con i livelli di spesa più elevati. In Sicilia si stimano circa 140 mila persone con problemi di ludopatia su una popolazione di 4,7 milioni di residenti, con un cos
to sociale che raggiunge i 220 milioni di euro. Un dato particolarmente preoccupante riguarda i giovani e i giovanissimi, sempre più coinvolti nel gioco d’azzardo online, spesso utilizzando carte di credito di genitori o nonni. Secondo Federconsumatori, le province con i livelli più alti di gioco online sono: Messina, Palermo, Catania, Ragusa ed Enna.
Le nuove dipendenze digitali spiegate dagli esperti

Protagonisti della mattinata sono stati due esperti del settore: il professor Francesco Pira, associato di sociologia all’Università di Messina, e il professor Marco Giacalone, docente di Informatica all’Università Lumsa.
Francesco Pira ha concentrato la sua relazione sull’evoluzione del fenomeno delle dipendenze, sottolineando come oggi non si sviluppino più soltanto nei luoghi fisici del gioco ma soprattutto attraverso dispositivi digitali personali, in particolare lo smartphone. Tra le nuove forme di assuefazione sono stati evidenziati il trading online compulsivo, vissuto come una scommessa continua, lo shopping digitale come gratificazione immediata e le dipendenze legate alla sessualità online, tutte realtà che mostrano come il confine tra intrattenimento e dipendenza sia sempre più sottile. Pira ha poi concluso il suo intervento spiegando che «La tecnologia non è il diavolo, ma può migliorare la nostra vita se la usiamo bene».
Marco Giacalone ha invece affrontato il tema del gaming, spiegando come il videogioco non rappresenti più soltanto un passatempo ma un vero ecosistema complesso. Molti videogiochi gratuiti, infatti, prevedono spese continue per l’acquisto di elementi virtuali utili a migliorare le prestazioni, accelerare i progressi e costruire un’identità sociale all’interno del gioco. Meccanismi basati su attesa, incertezza e ricompensa improvvisa che, come è stato spiegato durante l’incontro, richiamano dinamiche molto simili a quelle del gioco d’azzardo.
La conferenza “Occhio al gioco!” si è così confermata un momento utile di informazione e prevenzione, capace di fornire ai ragazzi indicazioni concrete per riconoscere i primi segnali delle dipendenze e incoraggiare un rapporto più attento e responsabile con le tecnologie digitali.
Dorotea Rizzo e Andrea Rapisarda Mattarella
Video intervista: