La normalità non esiste. Palermo celebra l’unicità e i diritti delle persone con disabilità

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Che parola terribile, “normalità”. Presuppone uno standard, un modello medio, quasi una linea di montaggio dell’umanità. Ma le persone non sono manufatti prodotti in serie: ciascuno porta con sé differenze, complessità, fragilità e talenti che costituiscono la vera sostanza dell’essere umani. Ieri pomeriggio, dalle 15 in poi, Piazza Castelnuovo è diventata il luogo simbolico in cui queste unicità sono state celebrate, anche quando la società non le comprende, grazie all’iniziativa promossa dal Comune per la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità.

Dopo i saluti istituzionali e l’apertura musicale della banda dei Bersaglieri, la piazza si è trasformata in un susseguirsi di attività e partecipazione attiva: hanno preso la parola le realtà che quotidianamente vivono e lavorano sul campo della disabilità. Il gruppo Disability Pride, insieme al gruppo Decoro Urbano, ha portato una performance in cui normodotati e persone con disabilità hanno danzato insieme senza differenze, senza vincoli, senza paura.

Salvo Piparo

Tra i momenti più significativi, l’intervento dell’attore e cuntista Salvo Piparo, che ha richiamato il mito di Ulisse in una lettura simbolica: «Dentro ognuno di noi c’è un Ulisse che medita e un altro che combatte», ha raccontato, trasformando in cunto le sfide interiori e la resilienza delle persone che affrontano barriere visibili e invisibili.

Successivamente, l’associazione Unitalsi ha portato la testimonianza del lavoro quotidiano a sostegno delle persone con fragilità, mentre l’associazione “Una lotta x la vita” ha richiamato con forza il tema delle mancanze politiche: «Le sfide per i disabili e gli invalidi sono ancora tante. Dietro il dramma di un invalido c’è la storia di una famiglia in difficoltà. Oggi siamo in tanti, ma non abbastanza. Manca ancora l’impegno di una classe politica sorda e assente. Bisogna scendere in piazza per difendere i propri diritti».

Marco Orsini

Molto applaudita l’esibizione al pianoforte del maestro Marco Orsini, della ANPV (Associazione Nazionale Privi della Vista), così come il saluto della Pastorale Diocesana della Disabilità e la testimonianza di una volontaria della Lega del Filo d’Oro: «Essere volontaria non è soltanto una scelta, ma qualcosa che si sente nel cuore, e che si esprime nei gesti più semplici».

Mimma Calabrò

L’assessore comunale Mimma Calabrò ha sottolineato il ruolo della collaborazione interistituzionale: «Solo attraverso una rete forte e convinta possiamo fare qualcosa di positivo per le persone. Tanto si è fatto, ma ancora tanto si deve fare. E possiamo riuscirci solo se remiamo tutti nella stessa direzione».

A portare la prospettiva dello sport e della partecipazione è stato Gaetano Piraino, rappresentante di Special Olympics Palermo e anfitrione della manifestazione: «Sono arrivate persone da tutta la Sicilia. Palermo oggi è stata una piazza importantissima. Abbiamo bisogno di momenti come questo, in cui ci si incontra, si partecipa e ci si riconosce».

Calogero Audino

L’iniziativa ha visto anche la presenza di Spi Cgil Palermo, Cgil Palermo, Associazione Disabili Visivi e Auser Palermo. Calogero Audino, responsabile per la Cgil Palermo delle politiche per il lavoro e l’inclusione delle persone con disabilità, e responsabile dell’associazione disabili visivi ha riportato l’attenzione sulle barriere quotidiane: «La vera sfida non è la disabilità in sé, ma le barriere che la società pone: barriere fisiche, percettive, sociali e culturali. L’inclusione non nasce dalla pietà ma dal riconoscimento dell’uguaglianza nei diritti».

Più che una celebrazione, quella al Politeama è stata una chiamata collettiva alla responsabilità sociale: ricordare che la vera “normalità” è la differenza, e che il grado di civiltà di una città si misura anche da quanto sia capace di includere chi troppo spesso resta ai margini, invisibile.

Samuele Arnone

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