«L’impatto del conflitto sulle acque del Mediterraneo ad oggi è pari “zero”». Andrea Margelletti, presidente del CeSI (Centro Studi Internazionali) e consigliere del ministro della Difesa Guido Crosetto, getta acqua sul fuoco sulle preoccupazioni militari legate alla guerra in Iran, distinguendo tra propaganda e realtà dei fatti: «Il Mediterraneo non è un fronte bellico», sottolinea. Nonostante la vicinanza geografica alle aree di crisi, chiarisce che il conflitto attuale non ha ripercussioni militari dirette sulla stabilità del mare. Il Mediterraneo è una delle rotte più trafficate al mondo: «Le rotte marittime internazionali, pur essendo vitali, non presentano oggi criticità securitarie legate a questo specifico scontro. In acque internazionali navigano tutti e il Mediterraneo è uno dei mari più frequentati del mondo». Ad oggi non si registrano posture difensive straordinarie da parte dell’Italia in relazione a questo scenario.
Le minacce reali: dal Mar Nero ai droni iraniani
Se il fronte sud appare sotto controllo dal punto di vista militare, l’attenzione della Difesa italiana rimane alta su altri quadranti, in particolare il Mar Nero. Margelletti dichiara che la Marina Militare monitora costantemente i movimenti russi: «Siamo molto più attenti a quello che avviene nel Mar Nero e con lo spostamento delle navi e dei sommergibili russi». Per quanto riguarda il recente drone che ha colpito Cipro, l’analisi punta il dito contro i gruppi filoiraniani piuttosto che su un attacco diretto di Teheran, data la limitata gittata dei droni iraniani: «Si tratta di un drone lanciato molto probabilmente da Hezbollah contro una base britannica».
Il caso Sigonella e la distinzione tra Nato e Usa
Uno dei temi più dibattuti, specialmente in Sicilia, riguarda il ruolo della base di Sigonella e dei suoi droni. Margelletti interviene per fare chiarezza sulla natura delle operazioni condotte dall’isola, distinguendo tra l’alleanza atlantica e le iniziative dei singoli Stati: «L’Organizzazione Nato non è presente nell’area del conflitto mediorientale. Gli americani utilizzano i propri sistemi e non quelli dell’Alleanza», sottolinea il presidente CeSI, ribadendo, inoltre, che non esistono rischi di ritorsioni dirette: «Poiché non ci sono aerei o navi che eseguono operazioni offensive partendo dal territorio italiano», confermando quanto già dettagliato dal ministro Crosetto sugli accordi che regolano la presenza straniera in Italia.
Mario Catalano