Mauro De Mauro 55 anni dopo: “La libertà di stampa per ricordare mio padre”

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Palermo si è raccolta in viale delle Magnolie per ricordare Mauro De Mauro, il cronista de L’Ora scomparso nel 1970 in circostanze mai chiarite. Alle 9.30, davanti alla targa, al civico 58, nel punto esatto in cui venne rapito, si è tenuta una cerimonia semplice ma molto sentita.

Noi de l’altroparlante eravamo lì a documentare e la sensazione è stata forte: dopo cinquantacinque anni, la ferita resta aperta e la memoria non si spegne. È stato un momento partecipato e commovente, con tante persone presenti per ribadire che la storia di De Mauro appartiene ancora a tutti.

C’erano le autorità cittadine e militari – il prefetto Massimo Mariani, il questore Vito Calvino, l’assessore Alongi, l’assessore Maurizio Carta, i comandanti provinciali di Guardia di Finanza e Carabinieri – insieme ai rappresentanti di Assostampa Sicilia e dell’Ordine dei giornalisti. Accanto a loro anche la figlia del cronista, Franca, e il giornalista Sergio Buonadonna, suo amico e collega ai tempi de L’Ora. Molto toccante anche la lettura di alcuni testi di De Mauro, affidata a Donatella Massimilla e Gilberta Crispino.

Durante la cerimonia di commemorazione, Franca De Mauro, la figlia del giornalista , ha detto a noi de l’altroparlante:Mio padre amava la libertà e il mare come simbolo di libertà. La mattina in cui scomparve eravamo andati al mare”.

Gli spazi per la libertà di stampa – continua – che mio padre seguiva si stanno restringendo in tutto il mondo, penso a Gaza, alla demonizzazione della stampa. È sempre un bel modo quello della libertà di stampa per ricordare mio padre”.

Chi era Mauro De Mauro

La sera del 16 settembre 1970, De Mauro non tornò più a casa. Il suo corpo non fu mai ritrovato. In quel periodo stava lavorando su storie delicate: i segreti di Cosa nostra e i misteri legati alla morte di Enrico Mattei. Non a caso disse poco prima di sparire: “Ho uno scoop che farà tremare l’Italia”. Sapeva di maneggiare polvere da sparo, eppure non fece un passo indietro.

Aveva 49 anni, una carriera brillante e una passione viscerale per il mare, dove amava rifugiarsi quando poteva. Ma soprattutto aveva il vizio della verità: scavare fino in fondo, senza piegarsi, con la naturalezza di chi crede che raccontare i fatti sia un dovere verso tutti.

A cinquantacinque anni di distanza, il ricordo di Mauro De Mauro non è solo una cerimonia. “È un momento per ricordare un uomo generoso” – come ha spiegato Sergio Bonadonna, amico e collega di De Mauro, e noi aggiungiamo: un modo per dire che la sua assenza continua a parlare e che il suo lavoro resta un esempio significativo di difesa della libertà di stampa e del diritto di tutti a sapere la verità.

Dorotea Rizzo

Dorotea Rizzo
Dorotea Rizzo
Giornalista pubblicista con laurea in Lettere, specializzata in editing, giornalismo web e cura di mostre. Collabora con siti web, redazioni giornalistiche ed enti culturali a Palermo.

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