La settimana de l’altroparlante: cosa vi siete persi

Anche nella settimana appena trascorsa il nostro giornale vi ha accompagnato allo scoperta di nuovi temi con i suoi approfondimenti che spaziano dalle analisi di alcune situazioni critiche non solo regionali, al ricordo di vittime della mafia e ad argomenti che riguardano la cultura e il luogo in cui viviamo

Text with image

Each element can be added and moved around within any page effortlessly. All the features you need are just one click away.

Reading Time: 4 minutes

Anche nella settimana appena trascorsa, quella dal 9 al 15 marzo, il nostro giornale vi ha accompagnato allo scoperta di nuovi temi con i suoi approfondimenti che spaziano dalle analisi di alcune situazioni critiche non solo regionali, al ricordo di vittime della mafia e ad argomenti che riguardano la cultura e il luogo in cui viviamo.

Il 9 marzo 1979, a Palermo, Michele Reina, dirigente democristiano con una lunga esperienza amministrativa, viene assassinato in un agguato che, per modalità ed effetto politico, inaugura una stagione di colpi “alti” contro uomini delle istituzioni. La ricostruzione contemporanea dei quotidiani locali descrive due aggressori a viso scoperto, un’azione rapidissima e la presenza in auto di testimoni diretti, la moglie e una coppia di amici.

Placido Rizzotto fu un partigiano delle Brigate Garibaldi e segretario della Camera del Lavoro di Corleone. Al ritorno dalla guerra, egli organizzò i braccianti di Corleone per far applicare in Sicilia i decreti di riforma agraria del 1944 (i cosiddetti “decreti Gullo”) che imponevano ai latifondi di concedere terre incolte alle cooperative contadine. In questo ruolo, quello di dirigente socialista e sindacalista impegnato «a difesa delle ragioni dei contadini», Rizzotto divenne un punto di riferimento delle lotte contadine nell’entroterra siciliano. Da tempo egli aveva denunciato gli abusi dei gabelloti (affittuari armati dei latifondisti) e le connivenze tra mafia locale e classe agraria, suscitando forte ostilità tra gli agrari e i boss mafiosi di Corleone.

L’idea di un tribunale permanente era nell’aria dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo l’esperienza di Norimberga. Tuttavia, sono stati i tragici eventi degli anni ’90 (i genocidi in Ruanda e nell’ex Jugoslavia) a dare la spinta decisiva per la firma dello Statuto di Roma nel 1998. L’11 marzo 2003, con il giuramento dei primi 18 giudici, il sogno di una giustizia “oltre i confini” è diventato realtà operativa. In oltre vent’anni di attività, la Corte Penale Internazionale ha affrontato casi che hanno ridefinito i confini della responsabilità legale individuale.

L’undici marzo 1983 non rappresenta soltanto una data nel calendario della violenza mafiosa che ha martoriato la Sicilia durante la cosiddetta seconda guerra di mafia, ma segna il sacrificio di un uomo che, in un’epoca di assordante silenzio, scelse di parlare. Salvatore Pollara, imprenditore edile di Prizzi ma attivo nel cuore pulsante di una Palermo sventrata dal sacco edilizio e dalle lotte di potere criminale, incarna la figura del pioniere della resistenza civile. La sua storia, spesso rimasta nell’ombra dei grandi “delitti eccellenti” che hanno coinvolto magistrati e politici, offre una lente d’ingrandimento privilegiata per comprendere la penetrazione di Cosa Nostra nel tessuto economico e la solitudine di chi, armato solo della propria integrità professionale, decise di non piegarsi.

La figura di Giuseppe “Joe” Petrosino emerge dalla nebbia della storia non solo come quella di un poliziotto d’eccezione, ma come l’incarnazione del riscatto di un’intera comunità di immigrati, spesso schiacciata tra il pregiudizio razziale della società ospitante e il parassitismo delle organizzazioni mafiose interne. L’ombra lunga di Piazza Marina a Palermo, la sera del 12 marzo 1909, non rappresenta soltanto il perimetro fisico di un delitto irrisolto per oltre un secolo, ma il confine simbolico tra l’ordine nascente di una democrazia moderna e l’oscurantismo di un sistema criminale che stava allora saldando le proprie radici tra la Sicilia e le Americhe.

Il 11 marzo 2026, il Giappone osserva il quindicesimo anniversario di una delle giornate più buie della sua storia moderna. Ciò che inizialmente fu percepito come una tragedia naturale di proporzioni bibliche, il Grande Terremoto del Tohoku e il conseguente tsunami, si è rivelato, attraverso anni di indagini e processi, una catastrofe nucleare profondamente antropogenica. L’incidente presso la centrale di Fukushima Dai-ichi non è stato un evento isolato o imprevedibile, ma il culmine di decenni di erosione della cultura della sicurezza, di collusione tra controllati e controllori e di una fiducia cieca nel progresso tecnologico che ha ignorato i segnali d’allarme della natura.

L’evoluzione della Protezione Civile italiana sta attraversando una fase di ridefinizione profonda, segnata da un passaggio cruciale: il superamento della logica della gestione emergenziale atomizzata a favore di un modello di resilienza integrata, dove la funzionalità della Pubblica Amministrazione e l’innovazione tecnologica convergono. Questo mutamento di paradigma trova la sua espressione normativa in due provvedimenti fondamentali, entrambi identificati come “Decreto-Legge 25”, ma emanati rispettivamente nel 2025 e nel 2026. Se il primo ha gettato le basi strutturali attraverso il rafforzamento organico e il reclutamento di nuove competenze tecniche, il secondo ha messo alla prova queste strutture di fronte alla violenza del Ciclone Harry, introducendo al contempo una frontiera tecnologica inedita nel campo dell’allerta pubblica.

La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, celebrata ogni 15 marzo, non rappresenta soltanto un momento di riflessione simbolica, ma costituisce il fulcro di un’attività di advocacy e monitoraggio che mira a scardinare il silenzio istituzionale e sociale attorno a patologie che, nel 2025, colpiscono oltre 3 milioni di cittadini italiani. Il panorama della salute pubblica italiana si trova attualmente a fronteggiare una delle sfide più insidiose e complesse dell’ultimo ventennio: l’incremento esponenziale e la mutazione clinica dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA). Il riconoscimento istituzionale di questa giornata, avvenuto formalmente con la direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 19 giugno 2018, ha segnato il passaggio da una mobilitazione spontanea delle famiglie a una responsabilità dello Stato nella gestione di quella che i neuropsichiatri definiscono una “epidemia silenziosa”.

Continua il suo percorso la rubrica l’altroSport, che si occupa dello sport siciliano a tutto tondo. Abbiamo, inoltre, continuato a occuparci di sport inclusivo, scoprendo e raccontandovi storie e realtà inaspettate. Storie di persone che fanno la differenza. Inoltre abbiamo seguito, per voi, inaugurazione di mostre ed eventi culturali.

Sono proseguite, inoltre, le nostre rubriche settimanali. Come lo scadenziario fiscale e tributario del mese di marzo e gli altri approfondimenti che riguardano le novità dal mondo fiscale e tributario. Anche questa settimana potete adottare il vostro amico a quattro zampe. Date un’occhiata alla nostra rubrica Adotta un cucciolo.

A proposito… cosa avete fatto nel weekend? Avete seguito i nostri consigli? Prosegue, inoltre, la rubrica dedicata alla poesia e narrativa, tutte le settimane con un nuovo autore. Un appuntamento settimanale che non sta deludendo i nostri lettori. Volete inviarci le vostre? Mandate una mail a info@laltroparlante.it. Continuate a leggerci perchè sulle nostre pagine potrete trovare storie, racconti di vita ed esperienze fuori dal comune.

Ultimi Articoli