Le idi erano un giorno di buon auspicio del calendario romano, e cadevano il 15° giorno di marzo, almeno fino all’uccisione di Caio Giulio Cesare. Nella nostra epoca, a marzo, succede ed è successo altro
Più di uno si rivolta nella tomba. Certamente. Se qualcuno ritiene verosimile sostenere che con la riforma “della giustizia” tante cose non sarebbero accadute, salvo a non fornire dati precisi, forse non sarebbero neppure morti, ammazzati, alcuni magistrati che si ricordano in questi giorni, e che hanno pagato con la vita il costo di quella (vera) autonomia e indipendenza che è un valore a tutela dei cittadini, della collettività. Si tratta di Nicola GIACUMBI, ucciso la sera del 16 marzo 1980, quando stava per rientrare a casa in Salerno assieme alla moglie; di Agostino PIANTA, ucciso il 17 marzo 1969 da un tale che, una volta arrestato, disse di non aver conosciuto in precedenza il dr. Pianta e di non avere subìto alcun torto da lui, ma di averlo deliberatamente ucciso perché il magistrato rappresentava in Brescia la Magistratura che ingiustamente lo aveva condannato diversi anni prima; di Girolamo MINERVINI, sostituto Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione, ucciso, il 18 marzo 1980, nel coso di un’azione terroristica; di Guido GALLI, che svolgeva (dopo essere stato anche pubblico ministero) le funzioni di giudice istruttore penale presso il tribunale di Milano, assassinato, il 19 marzo 1980 da terroristi di “Prima Linea”. Senza considerare tutti gli altri magistrati uccisi (nessun altro paese occidentale “vanta” un numero così alto: per una volta l’Italia è prima in graduatoria …), l’ultimo insieme a un avvocato (altro che separazione: Fernando Ciampi e Lorenzo Claris Appiani, il 9 aprile 2015a Milano) è veramente terrificante considerare ben 4 ricorrenze in soli quattro giorni.
Meno male che in era romana le idi erano un giorno di buon auspicio del calendario romano, e cadevano il 15° giorno di marzo, almeno fino all’uccisione di Caio Giulio Cesare. Nella nostra epoca, a marzo, succede ed è successo altro.
Giuseppe De Gregorio