La giustizia tributaria italiana si trova di fronte a una crisi strutturale che minaccia di comprometterne l’efficacia. A sollevare il problema è l’Associazione Nazionale Magistrati Tributari (AMT), che ha inviato una nota al Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, per evidenziare le criticità che potrebbero ostacolare il funzionamento del sistema giudiziario tributario.
Il documento si concentra principalmente su tre punti: la mancata proroga del mantenimento in servizio per i giudici tributari che stanno per concludere il loro incarico (208 giudici), la revisione dei compensi e l’emendamento Gelmetti/Mennuni, che potrebbe alterare equilibri consolidati all’interno della giustizia tributaria.
I Giudici Tributari: un futuro incerto
L’AMT sottolinea che la scadenza degli incarichi potrebbe generare un vuoto organico che non può essere compensato dai 22 magistrati tributari di carriera recentemente transitati, i quali, seppur qualificati, non sono sufficienti a mantenere operativa la giustizia tributaria in Italia.
In questo contesto, la Legge n. 130 del 31 agosto 2022 prevedeva una proroga normativa di un anno per la permanenza in servizio dei giudici tributari che hanno raggiunto il limite di età ed un decalage per gli anni successivi, fino al 2028.
Questa misura, già parte della normativa vigente, è stata concepita per fronteggiare il vuoto organico che potrebbe derivare dall’uscita di numerosi giudici tributari, senza tuttavia porre in discussione il piano di riforma più ampio della giustizia tributaria.
Dati concreti: Attualmente, i giudici tributari in servizio sono circa 2.500, con oltre il 40% di loro che raggiungerà l’età pensionabile nei prossimi cinque anni. Attualmente è in via di espletamento un concorso per l’assunzione di 148 nuovi magistrati tributari, quantità però non sufficiente a colmare il gap che si verificherà a causa delle uscite programmate.
L’intervista con il Vice Presidente dell’AMT
L’Altroparlante ha intervistato l’Avv. Salvino Pillitteri, Vice Presidente nazionale dell’AMT, sui diversi punti in attualmente discussione.

Pillitteri esprime una posizione chiara riguardo ai problemi attuali e futuri della giustizia tributaria. Secondo il Vice Presidente, «l’iter legislativo e le norme attualmente in discussione rischiano di accentuare la crisi esistente, creando una discriminazione tra gli attuali giudici tributari ed i nuovi magistrati». Pillitteri insiste anche sulla «necessità di un equilibrio tra le diverse all’interno del Consiglio di Presidenza e sulla garanzia di equità nella distribuzione dei compiti».
Inoltre, il Vice Presidente solleva il problema delle disparità retributive, affermando che «la giustizia tributaria rischia di perdere autonomia e prestigio se non vengono apportate le dovute modifiche sia strutturali che economiche».
Dati sui compensi: Secondo le ultime rilevazioni, un giudice tributario guadagna mediamente circa 1.000 euro al mese (tra fisso e variabile), mentre un magistrato professionale percepisce uno stipendio che può superare i 3.000 euro al mese, con un significativo divario che non riflette le stesse responsabilità e il carico di lavoro.
L’AMT chiede, quindi, che i compensi vengano finalmente adeguati, tenendo conto non solo della dedizione dei giudici ma anche delle responsabilità che comporta il loro ruolo.
Pillitteri tiene a sottolineare pure che, se passasse l’emendamento alla legge di Bilancio, gli incarichi apicali verrebbero destinati solo ai magistrati professionali, escludendo, quindi, tutti tutti gli altri attuali Giudici, a prescindere dalla loro estrazione (laica o togata).
Il passaggio di Concorso e la Carenza di Tutoraggio
Il recente concorso per la selezione di nuovi giudici tributari prevede l’ingresso di 148 nuovi magistrati i quali, prima di prendere servizio, ,dovranno fare un periodo di tirocinio sotto la guida un un tutor.
Ma questa è un’altra preoccupazione. Pillitteri, infatti, denuncia che, attualmente «a causa della scarsità di magistrati professionali il ruolo di tutor deve essere affidato agli attuali giudici in servizio, a prescindere dalla loro estrazione, a condizione che siano in possesso di determinati requisiti”.
L’appello di AMT
In conclusione, l’AMT chiede che il Governo e il Ministero dell’Economia e delle Finanze affrontino con urgenza le problematiche sollevate, evitando che la giustizia tributaria subisca danni irreparabili. Secondo Pillitteri, prorogare il decalage (uscite graduali per i componenti anziani) e intervenire sui compensi e sull’organico sono azioni necessarie per garantire che i giudici tributari possano continuare a svolgere il loro lavoro con la dignità e il rispetto che meritano.
Mauro Faso