I giovani delle nuove generazioni sono fragili e molto dipendenti dai social. Questa situazione motiva la società a tutti i livelli per formare questi giovani alla vita, dando loro una base di carattere, valori, competenze per affrontare al meglio le nuove sfide di questa nuova generazione. Un ruolo fondamentale è dato al mondo della scuola che non solo insegna ai giovani materie e strumenti per trovare poi lavoro, ma anche di renderli più saldi, più improntati a guardare il futuro con speranza. Ci sono tanti docenti che con dedizione seguono i giovani per dargli gli strumenti per affrontare la vita al meglio. Marina Bertolino, insegna Filosofia e Scienze umane a Catania, al Liceo Statale Lombardo Radice. È uno di quei professori che si pone il problema di chi rimane indietro, di affrontare i suoi problemi, di coinvolgerli in iniziative di valore. Per donare fiducia, speranza. Più di una volta è andata a casa del giovane che aveva un periodo difficile per stimolarlo a reagire e a studiare. Una insegnante preparata, ma che sa scherzare, prendersi in giro. Per invitare a riflettere su temi seri e importanti.
Quale è la mission di un insegnante?
«La mission di un insegnante deve essere quella della formazione di una humanitas. I giovani non solo devono sapere e saper fare, ma devono soprattutto essere. Dall’uomo integrale di Jacques Maritain fino a Edgar Morin insegnare a vivere. Missione essenziale dell’educazione».
Come si cattura l’attenzione dei giovani?
«Non è semplice. Intuire il loro vissuto con un linguaggio semplice, veicolando pensieri complessi, che li renda protagonisti e partecipi del dialogo educativo. È sempre presente nel dialogo “I Care”, il motto di Don Milani».
L’eroismo e la banalità del bene. Ne parli spesso con tuoi giovani, fai capire anche a noi?
«Zimbardo, psicologo sociale, dopo l’esperimento della prigione di Stanford, evidenzia i meccanismi della violenza, delle brave persone che si comportano male. Dalla sua riflessione a seguito dell’esperimento nasce il progetto “Heroic Imagination Project”. Comportarsi con coraggio, banalmente bene, per diventare eroi del quotidiano».
A tal proposito Bertolino ha portato a scuola diverse persone che, con la loro vita dedicata agli altri, potevano dare ai giovani esempi concreti di eroi del quotidiano. Esempio in grado di far nascere dei ponti tra i giovani e loro, che dedicano la loro vita al prossimo in nome di Cristo. È un’esperienza che ha permesso a molti ragazzi di essere conquistati da questi “eroi del quotidiano” diventando portatori volontari di alcune idee. Come quella che li ha fatti diventare promotori di buone notizie. Marina è una di quei docenti non che si applica solo nel dare strumenti didattici, ma va oltre e cerca di aiutarli in ogni modo.
Riccardo Rossi