Parlare ai giovani per farli diventare eroi del quotidiano

Text with image

Each element can be added and moved around within any page effortlessly. All the features you need are just one click away.

Reading Time: 2 minutes

I giovani delle nuove generazioni sono fragili e molto dipendenti dai social. Questa situazione motiva la società a tutti i livelli per formare questi giovani alla vita, dando loro una base di carattere, valori, competenze per affrontare al meglio le nuove sfide di questa nuova generazione. Un ruolo fondamentale è dato al mondo della scuola che non solo insegna ai giovani materie e strumenti per trovare poi lavoro, ma anche di renderli più saldi, più improntati a guardare il futuro con speranza.  Ci sono tanti docenti che con dedizione seguono i giovani per dargli gli strumenti per affrontare la vita al meglio. Marina Bertolino, insegna Filosofia e Scienze umane a Catania, al Liceo Statale Lombardo Radice. È uno di quei professori che si pone il problema di chi rimane indietro, di affrontare i suoi problemi, di coinvolgerli in iniziative di valore. Per donare fiducia, speranza. Più di una volta è andata a casa del giovane che aveva un periodo difficile per stimolarlo a reagire e a studiare. Una insegnante preparata, ma che sa scherzare, prendersi in giro. Per invitare a riflettere su temi seri e importanti.

Quale è la mission di un insegnante?

«La mission di un insegnante deve essere quella della formazione di una humanitas. I giovani non solo devono sapere e saper fare, ma devono soprattutto essere. Dall’uomo integrale di Jacques Maritain fino a Edgar Morin insegnare a vivere. Missione essenziale dell’educazione».

Come si cattura l’attenzione dei giovani?

«Non è semplice. Intuire il loro vissuto con un linguaggio semplice, veicolando pensieri complessi, che li renda protagonisti e partecipi del dialogo educativo. È sempre presente nel dialogo “I Care”, il motto di Don Milani».

L’eroismo e la banalità del bene. Ne parli spesso con tuoi giovani, fai capire anche a noi?

«Zimbardo, psicologo sociale, dopo l’esperimento della prigione di Stanford, evidenzia i meccanismi della violenza, delle brave persone che si comportano male. Dalla sua riflessione a seguito dell’esperimento nasce il progetto “Heroic Imagination Project”. Comportarsi con coraggio, banalmente bene, per diventare eroi del quotidiano».

A tal proposito Bertolino ha portato a scuola diverse persone che, con la loro vita dedicata agli altri, potevano dare ai giovani esempi concreti di eroi del quotidiano. Esempio in grado di far nascere dei ponti tra i giovani e loro, che dedicano la loro vita al prossimo in nome di Cristo. È un’esperienza che ha permesso a molti ragazzi di essere conquistati da questi “eroi del quotidiano” diventando portatori volontari di alcune idee. Come quella che li ha fatti diventare promotori di buone notizie. Marina è una di quei docenti non che si applica solo nel dare strumenti didattici, ma va oltre e cerca di aiutarli in ogni modo.

Riccardo Rossi 

Ultimi Articoli