La Giornata della Macchia Mediterranea: il cuore verde che la Sicilia difende

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Una boscaglia fitta, quasi impenetrabile, formata da arbusti che possono raggiungere anche diversi metri d’altezza: è la nostra macchia mediterranea. Un bioma, caratterizzato da clima e vegetazione specifiche, che si trova principalmente lungo le coste appunto del Mar Mediterraneo (Italia, Spagna, Grecia, Africa settentrionale), ma anche in altre aree del mondo con clima simile, come la California, l’Australia meridionale e la parte atlantica della penisola iberica. Si tratta di un ecosistema arbustivo molto fragile, messo spesso a rischio dalle azioni dell’uomo che ne minacciano la sopravvivenza.

La Giornata della Macchia Mediterranea in Sicilia

Per tenere accesi i riflettori sul nostro patrimonio boschivo, da quattro anni viene organizzata in Sicilia la “Giornata della macchia mediterranea” che nasce in occasione della “Festa degli Alberi”, celebrata a livello nazionale il 21 novembre. «Grazie alla delibera di giunta numero 420 del 2019, il governo regionale siciliano ha istituito questa importante giornata» afferma Francesco Cancellieri, membro del comitato dei promotori della “Carta dei comuni custodi della macchia Mediterranea”, che insieme alle le associazioni di riferimento hanno pensato di creare uno spazio temporale maggiore, dal 14 al 21 novembre, in cui concentrare tutti gli eventi: incontri con le scuole, webinar, messe a dimora di alberi e arbusti della macchia mediterranea, passeggiate nei boschi. «Noi la chiamiamo la “settimana” della macchia mediterranea».

Evento conclusivo alla Stele di Livatino

La conclusione della settimana vuole inviare un duplice messaggio alle giovani generazioni di siciliani, per questo motivo l’evento si chiude il 21 novembre ad Agrigento, presso la Stele di Rosario Livatino, in cui vengono invitati a partecipare i cittadini e le istituzioni: «Deponiamo un mazzo di fiori e dedichiamo un momento di raccoglimento in memoria del giudice Livatino – sottolinea ancora l’ingegnere Cancellieri -, un servitore dello Stato che, oltre alla lotta alla mafia e al malaffare, aveva tra i propri impegni istituzionali l’attenzione ai temi ambientali e al contrasto degli incendi boschivi, a cui ha dedicato un grande impegno anche personale. Noi oggi riconosciamo la sua battaglia e la onoriamo con questo piccolo momento di raccoglimento».

Carta dei Comuni della Macchia Mediterranea

È stata firmata nel 2016, a Caltagirone, la “Carta dei Comuni della Macchia Mediterranea” e oggi vanta la partecipazione di oltre 100 comuni in tutta Italia. «Recentemente abbiamo avuto due ingressi importanti: Catania e Lecce – dichiara Francesco Cancellieri -. Ormai, dunque, hanno firmato tutti capoluoghi di provincia in Sicilia e diversi in Italia. Ovviamente, il comune capofila di questa iniziativa è quello di Caltagirone». L’obiettivo della Carta è fare rete tra le amministrazioni per tutelare e valorizzare il nostro particolare intreccio di arbusti sempreverdi, mitigare il cambiamento climatico e promuovere una gestione sostenibile del territorio. Ciò si traduce nell’impegno dei comuni a creare programmi di tutela contro incendi e sfruttamento, proteggere la biodiversità, valorizzare il paesaggio e educare i cittadini al rispetto di questo patrimonio naturale

Lo stato di salute odierno della Macchia Mediterranea

Secondo l’ultimo rapporto di Ispra sugli incendi del 2025 in Italia, anche con il focus nelle varie regioni, la situazione è abbastanza compromessa. «Proprio in Sicilia una delle realtà più importanti della macchia mediterranea, la sughereta di Niscemi, è stata completamente rasa al suolo – lamenta infine Cancellieri -. E questo la dice lunga sulla minaccia che incombe su questo ecosistema. L’idea è quella di sensibilizzare, ma vorremmo anche trovare le risorse per fare quegli investimenti in ambito forestale di cui si parla da tempo. Ma così come non si può avere un vigile urbano per ogni auto che viene parcheggiata in doppia fila, non può esserci un forestale per ogni albero. Quindi deve crescere la presenza dello Stato, anche in termini di repressione. Ma dall’altro deve svilupparsi una coscienza in ognuno di noi. Il progetto “Futuri Cittadini Responsabili” è un’attività che portiamo avanti per sensibilizzare le generazioni più giovani, che sono il presente e anche il futuro».

Sonia Sabatino 

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