La scomparsa di Giorgio Armani lascia un vuoto incolmabile non solo sulle passerelle di tutto il mondo, ma anche in Sicilia. L’isola per Armani fu come una musa ispiratrice della quale rimase folgorato. Per diversi anni, sino al 2020, Siracusa è stata una tappa fissa delle sue vacanze estive a bordo del super yacht “Main”, seconda solo all’amata Pantelleria.
Non era raro incontrarlo a passeggio per Ortigia in bermuda blu e maglietta dello stesso colore. Aveva un profondo legame anche per le Isole Eolie, in particolare per Stromboli, ma il suo cuore batteva per la Perla Nera del Mediterraneo, Pantelleria. Qui, nel 1981 acquistò i primi sette dammusi a Cala Gadir, nel versante nord-est dell’isola, le tipiche case locali in pietra lavica con il tetto bianco a cupola e i muri spessi, veri e propri gioielli di architettura rurale, che oggi formano una residenza personalizzata nel tempo. Era il “buen retiro” dello stilista, tutt’intorno il verde, una vera e propria oasi con duecento palme e una vigna dove produceva il suo Passito chiamato, appunto, Oasi.
“Giorgio era l’amico di tutti i panteschi. Arrivato ancora relativamente giovane a Pantelleria, rimase affascinato e se ne innamorò immediatamente. Un’icona di gentilezza di un’umiltà incredibile – così vuole ricordarlo il sindaco di Pantelleria, Fabrizio D’Ancona – Sempre nel silenzio, la sua presenza la percepivi e non la percepivi. Quest’anno non era venuto sull’isola perché non stava bene, voleva preservarsi per la festa dei cinquant’anni della fondazione della maison e la mostra alla Pinacoteca di Brera, il 24 settembre. Pantelleria piange, oggi, un uomo che ha saputo trasformare l’eleganza in un linguaggio universale e che, con la sua discrezione, ha intrecciato la propria vita con la nostra isola. Giorgio Armani non è stato soltanto il più grande interprete della moda italiana nel mondo: per noi – conclude il Sindaco D’Ancona – è stato compagno silenzioso e presente, cittadino onorario che ha scelto Pantelleria come luogo dell’anima. Qui ha trovato rifugio e ispirazione, e qui ha restituito amore con gesti che resteranno nella memoria collettiva”.
Armani aveva nei confronti dei panteschi grande rispetto e attenzione del territorio e dell’ambiente. Grazie ad una donazione di 800.000 euro era riuscito a far giungere l’acqua dove non arrivava, come nel caso di Cala Gadir e Cala Tramontana. Non era la prima volta che lo stilista compiva gesti di solidarietà nei confronti della comunità pantesca. Ha finanziato studi scientifici innovativi realizzati da università italiane e CNR. Nel 2003 donò all’ospedale una TAC di ultima generazione che era costata un miliardo delle vecchie lire. Pantelleria, grazie a quella donazione, era forse l’unica tra le isole minori italiane ad avere questo strumento diagnostico così importante. Nell’agosto del 2006 l’Amministrazione Comunale volle ricambiare quell’attenzione che lo stilista aveva nei confronti dei panteschi e dell’isola offrendogli la cittadinanza onoraria. Nei suoi abiti sfilavano i colori di Pantelleria: il nero della pietra lavica, l’azzurro del mare e il verde dei giardini panteschi.
“A nome mio personale, dell’Amministrazione e di tutta la comunità, – conclude D’Ancona – mi stringo alla sua famiglia, ai collaboratori e a quanti, in ogni parte del mondo, hanno amato l’uomo oltre l’artista. Pantelleria non dimenticherà mai Giorgio Armani: resterà nella nostra storia e nel nostro cuore, come il vento che attraversa i dammusi e porta con sé un ricordo eterno”.