Forum delle Culture a Palermo, Ferrandelli: “Un nuovo strumento di sviluppo e dialogo per Palermo”

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Inizia un nuovo esperimento di partecipazione politica. Ancora una volta il capoluogo siciliano, da secoli portatore dei valori del dialogo e della pacifica convivenza, si doterà di un nuovo strumento che darà voce al territorio e ai temi di rilevanza quotidiana, superando il modello della Consulta delle Culture. L’assessore Fabrizio Ferrandelli, con delega con le comunità migranti, ci racconta ai nostri microfoni le grandi novità in arrivo.

Dalla consulta al Forum: il percorso di ascolto proattivo nel territorio

Dopo aver ascoltato le varie parti sociali, associative e politico-istituzionali del territorio rappresentanti le comunità migranti nel territorio panormita, si è fatta una scelta, quella di optare ad un Forum.

Così, la Consulta delle Culture, istituita nel 2013 e, divenuta nel tempo uno strumento di tipo elettivo-rappresentativo basato ripartito in base alla densità abitativa in città delle comunità, chiude il suo percorso per dare spazio a qualcosa che darà, secondo le parole dell’assessore Fabrizio Ferrandelli, con delega ai rapporti con le comunità migranti, un maggiore valore aggiunto alla partecipazione bottom-up di tutti, senza distinzione alcuna.

“Dopo aver dialogato costantemente con gli stakeholders dell’ambito sociale e migratorio, tra cui la Caritas Diocesana, Migrantes, gli Imam, e i rappresentanti delle varie comunità, e dopo una  accurata valutazione specifica delle criticità del sistema partecipativo dei migranti all’interno della Consulta delle Culture, si è optato per la formazione di un Forum.precisa Fabrizio Ferrandelli, assessore con delega ai rapporti con le comunità migranti.

“Sarà uno strumento democratico e partecipativo che contribuirà allo sviluppo e al dialogo etico-sociale dell’intera città” termina Ferrandelli.

La struttura del Forum delle Culture

Una grande sfida volta a contrastare qualsiasi forma di ghettizzazione che, a sua volta allarga la platea alle realtà del terzo settore con focus sul dialogo interreligioso ed interculturale.

“La struttura che noi immaginiamo è costituita dalla rappresentanza di tutte le comunità qui presenti in base al numero delle presenze nel territorio – sottolinea Ferrandelli – ma la novità consiste nell’aprirsi alle realtà del terzo settore che seguono temi ad esso attinenti per parlare alla città in termini di cittadinanza attiva. La nostra visione è quella di poter vedere in questo Forum, uno strumento di confronto stabile con l’amministrazione. Un modello che potrebbe essere replicato nel tempo in altre realtà siciliane” conclude Ferrandelli.

Funzionalità e tempi di realizzazione

La fonte d’ispirazione, per l’idea e la stesura della bozza delle finalità del forum, è stato l’osservatorio regionale sul fenomeno migratorio, rivedendo alcuni elementi e adattandolo in ambito cittadino.

“In questa nuova prospettiva partecipativa per la città, si auspica che le altre consulte tematiche, già attive, come quella della pace e delle biciclette, possano interfacciarsi con il Forum. Sia il Sindaco che io, crediamo in questo progetto. Anche nella vivibilità degli spazi che non devono diventare ghetto ma città in movimento dialogico continuo” enfatizza Ferrandelli.

C’è molto ottimismo ed entusiasmo nelle parole dell’assessore, il quale auspica tempi brevi che porteranno alla delibera finale: “Una proposta di istituzione del Forum è già stata inoltrata dai nostri uffici all’ufficio progetti strategici del comune – ricorda Ferrandelli – contiamo che nelle prossime settimane i passaggi burocratico-amministrativi possano portare alla presentazione della delibera in tempi brevi”.

Una volta concluso l’iter, e pubblicato sui relativi siti istituzionali, le realtà potranno presentare le istanze.

Stefano Edward

 

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