Perché festeggiamo il 1° Gennaio?

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Festeggiare il 1° gennaio? Non è sempre stato così. La scelta di questa data è un mix di politica, astronomia e… testardaggine romana. Il mese di Gennaio deve il suo nome a Giano (Janus), il dio romano degli inizi, delle porte e dei passaggi. Veniva raffigurato con due volti: uno che guarda al passato e uno rivolto al futuro. Nel 46 a.C., Giulio Cesare fissò l’inizio dell’anno al 1° gennaio proprio per onorare questa divinità. Prima del calendario Gregoriano, il Capodanno si festeggiava in date diversissime. In Inghilterra era il 25 marzo; in Francia (sotto Carlo Magno) era a Pasqua; a Venezia si festeggiò il 1° marzo fino alla caduta della Repubblica nel 1797 (Capodanno Veneto). Quando nel 1582 si passò dal calendario Giuliano a quello Gregoriano, per rimettere in pari i calcoli astronomici, i cittadini andarono a dormire il 4 ottobre e si svegliarono il 15 ottobre. Molti pensarono che fosse un complotto per rubare loro dieci giorni di vita!

I sapori della sorte: perché mangiamo ciò che mangiamo?

Il cibo a Capodanno non è mai una scelta casuale. Mangiare determinati alimenti durante il passaggio d’anno è una forma di “magia per incorporazione”: ingerendo un simbolo di ricchezza o salute, l’essere umano crede di poterne assimilare le proprietà.

Le 12 uve (Spagna): un mix di marketing e tradizione

Il rito delle Doce uvas de la suerte è forse uno dei più frenetici al mondo. Ma sapevi che la sua diffusione massiccia ha un’origine quasi commerciale? Sebbene esistessero già tracce del rito nell’Ottocento, la tradizione esplose nel 1909. Quell’anno, i viticoltori di Alicante e Murcia ebbero un’eccedenza di produzione enorme. Per smaltire le scorte, inventarono l’idea che mangiare uva a mezzanotte avrebbe portato fortuna. Si tratta di un rito che non è facile come sembra. Prima dei dodici rintocchi principali, ci sono i “cuartos” (quattro rintocchi doppi) che avvisano che la mezzanotte sta arrivando. Bisogna aspettare i rintocchi singoli e profondi. Chi non tiene il ritmo e si ritrova con la bocca piena all’una di notte, secondo la leggenda, affronterà un anno di “inceppi”.

Lenticchie e zampone (Italia): l’eredità dell’antica Roma

In Italia, la lenticchia è la regina indiscussa, ma il suo legame con il denaro ha radici millenarie. Gli antichi Romani usavano regalare una scarsella (una piccola borsa di cuoio da legare alla cintura) piena di lenticchie. L’augurio era che quei piccoli legumi, durante la cottura, si gonfiassero fino a trasformarsi in monete d’oro. L’abbinamento con lo zampone o il cotechino non è solo gastronomico. Il maiale, in quanto animale grasso e nutriente, simboleggia un’annata di abbondanza dove non mancherà il sostentamento. È l’antitesi della carestia.

La melagrana: il frutto sacro del Mediterraneo

Dalla Grecia alla Turchia, fino all’Italia del Sud, la melagrana è il simbolo massimo della rigenerazione. Legata alla dea Proserpina, rappresenta il legame tra il mondo dei vivi e quello sotterraneo, dunque la rinascita della terra dopo l’inverno. In Grecia, è tradizione far cadere o schiacciare una melagrana sulla soglia di casa (o davanti alla porta). Più chicchi si spargono sul pavimento, più fortuna e prosperità entreranno in quella casa. Il colore rosso acceso richiama la forza vitale e il sangue, proteggendo gli abitanti dalle malattie.

Curiosità internazionali

In molte culture (dagli USA all’Europa centrale), mangiare pollo o tacchino a Capodanno è considerato pessimo auspicio. Il motivo? I volatili “razzolano all’indietro”. Si teme che mangiandoli si possa finire l’anno rimpiangendo il passato o tornando sui propri passi. Al contrario, il maiale è perfetto perché spinge il muso sempre in avanti, verso il futuro.

La Soba della Longevità (Giappone)

In Giappone si mangiano i Toshikoshi Soba: tagliolini di grano saraceno molto lunghi. La lunghezza simboleggia una vita lunga. Tuttavia, c’è una regola: bisogna finirli prima dello scoccare della mezzanotte, altrimenti la fortuna “si spezza” come un tagliolino troppo cotto.

La Torta con la Sorpresa (Grecia e Francia)

La Vasilopita greca o la Galette des Rois francese contengono una moneta o una piccola statuina (la “fève”). Questa usanza deriva dai Saturnali romani, dove il ritrovamento della fava nella torta rendeva il commensale “Re della festa” per un giorno, invertendo i ruoli sociali tra servi e padroni.

L’Hoppin John (USA)

Si mangiano fagioli dall’occhio (simbolo di monete), riso e cavolo nero (le cui foglie verdi ricordano i dollari). Spesso si nasconde una moneta di rame sotto il piatto di uno dei commensali; chi la trova avrà un anno di prosperità finanziaria assicurata.

Il “First Footing” (Scozia)

In Scozia, la prima persona che varca la soglia di casa dopo mezzanotte determina la fortuna dell’intero anno. Tradizionalmente deve essere un uomo alto, moro e di bell’aspetto. Se porta in dono del carbone, del whisky o del pane scuro, la prosperità è assicurata. Un ospite biondo o rosso di capelli era anticamente visto con sospetto (un retaggio delle invasioni vichinghe!).

Le Cipolle “Barometro” (Grecia)

Oltre alla melagrana, i greci appendono una cipolla fuori dalla porta. Essendo un bulbo che germoglia anche se lasciato solo, rappresenta la resilienza e la capacità di rinascere anche nelle difficoltà. La mattina del 1° gennaio, i genitori svegliano i figli bussando delicatamente sulla loro testa con la cipolla “benedetta”.

I 7 Salti (Brasile)

Per chi festeggia in spiaggia (come a Rio de Janeiro), il rito impone di saltare 7 onde nel mare subito dopo la mezzanotte. Per ogni onda, si può esprimere un desiderio. È un omaggio a Yemanjá, la divinità del mare.

Sonia Sabatino

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