In arrivo Etna Sky: la voglia di volare siciliano

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La Sicilia continua a fare i conti con una mobilità sempre più fragile e volare siciliano sembra non essere più un sogno. Raggiungere il continente e l’Europa è diventato complicato e costoso, soprattutto nei periodi di maggiore richiesta. Il caro voli impatta in modo diretto su lavoratori, famiglie e studenti: spostarsi da e verso l’isola rappresenta spesso un sacrificio economico importante, con tariffe che aumentano in modo significativo nei mesi estivi o in prossimità delle festività. Non ultima la scelta di Tirrenia di chiudere definitivamente la tratta Palermo-Napoli. Quella che è passata allo Storia come “il postale”.

Accade così che molti giovani fuori sede, costretti a spostarsi regolarmente per frequentare università o accademie oltre lo stretto, si trovino a dover rinunciare a rientrare con frequenza in Sicilia. Le tariffe elevate colpiscono anche i pendolari che devono raggiungere ospedali o aeroporti del Nord Italia, mentre per i turisti diventa meno conveniente programmare un viaggio fuori stagione.

Alle difficoltà dei collegamenti aerei si sommano quelle infrastrutturali: la rete ferroviaria è lenta e frammentata, le grandi arterie viarie subiscono limitazioni, interruzioni o cantieri continui, e le alternative al trasporto aereo sono spesso insufficienti. L’isola appare così sempre più isolata, con un sistema di mobilità che fatica a sostenere il fabbisogno reale di residenti e visitatori.

In questo quadro, ogni nuovo progetto capace di ampliare l’offerta e stabilizzare i prezzi viene guardato con grande attenzione, specie se nasce direttamente dal territorio. È qui che si inserisce l’iniziativa di Etna Sky, nuova compagnia aerea privata “made in Sicily” che punta a restituire all’isola collegamenti più accessibili e continui.

Una compagnia aerea “made in Sicily” pensata per riportare l’isola al centro dei cieli. A guidare questo ambizioso progetto è Manlio Messina, deputato nazionale. Insieme a lui una cordata di imprenditori che hanno condiviso l’idea, con l’intento di restituire ai siciliani la possibilità di volare a prezzi accessibili. Senza rinunciare a visione e serietà imprenditoriale.

Abbiamo voluto intervistare Manlio Messina per capire la sua visione e come il suo programma potrà consentirgli di realizzare il progetto.

Ha dichiarato che Etna Sky è il frutto di una cordata di imprenditori, molti dei quali siciliani, e che nessun socio avrà più del 15% delle azioni. Quali criteri avete quindi usato per selezionare questi investitori e qual è oggi la composizione reale del capitale sociale?

«La condizione di base è stata l’assoluta trasparenza di chi ha voluto intervenire all’interno di questa compagine. Si tratta di persone qualificate, che rappresentano il territorio per quanto riguarda il loro settore produttivo. Dopodiché il capitale sociale si aggirerà intorno ai 20 milioni di euro. Su questo abbiamo basato il nostro piano industriale. Lavoriamo in questa direzione per rendere prima di tutto un servizio ai siciliani e alla nostra terra».

La realizzazione di una compagnia aerea comporta investimenti importanti. Potrebbe spiegarci quali saranno le principali fonti di finanziamento di Etna Sky?

«La compagine è composta esclusivamente da investitori privati. Non saranno utilizzati fondi pubblici tantomeno fondi esterni agli azionisti: solo imprenditori singoli che hanno deciso di investire all’interno della società. La compagnia è articolata, ma meno di quanto si possa immaginare. Alla fine, la gestione potrebbe essere più semplice di quanto sembri».

Quando è nata concretamente l’idea di Etna Sky e da quanto tempo state lavorando all’ottenimento del COA, la certificazione operativa? Ci sono state difficoltà burocratiche o tecniche che hanno rallentato il percorso?

«Lavoriamo al progetto da diversi anni. L’idea iniziale è stata quella di realizzare una compagnia pubblica attraverso le istituzioni che purtroppo si sono dimostrate sorde. Dopo il COVID abbiamo deciso di intraprendere un percorso puramente imprenditoriale con fondi privati. Lavoriamo a questo progetto da più di tre anni. La parte burocratica è appena iniziata: prima sarà costituita la società, poi si implementeranno i fondi, si acquisiranno gli aeromobili e si assumerà il personale necessario. Solo a quel punto potremo avviare la procedura per l’ottenimento del COA, prevista a partire da fine gennaio del prossimo anno».

Oltre al tema del “caro voli”, quali necessità strutturali o problemi del trasporto aereo in Sicilia vi hanno convinto dell’opportunità di una nuova compagnia e come pensate di differenziarvi dagli altri vettori low cost?

«Pensiamo di differenziarci soprattutto con la nostra politica dei prezzi. Vogliamo rendere gli spostamenti dei siciliani accessibili con tariffe adeguate. Al tempo stesso, l’obiettivo è portare il mondo in Sicilia. Incrementare i flussi turistici significa far lavorare alberghi, ristoranti, taxi e negozi e tutto l’indotto del comparto turistico. Il nostro focus è sul territorio e sui siciliani, con servizi efficienti e tariffe competitive».

Quale è la roadmap operativa di Etna Sky nei prossimi 2-3 anni? Rotte, basi operative, flotta e target di passeggeri. Come affrontate la stagionalità e l’insularità siciliana?

«Il piano industriale prevede, entro tre anni, una flotta iniziale di 7 aeromobili, per poi arrivare fino a 15 macchine in cinque anni. L’obiettivo è coprire le principali rotte italiane per poi estendere il network europeo e, infine, arrivare su lungo raggio: Stati Uniti, Canada, India e Medio Oriente. La stagionalità sarà affrontata puntando sulla continuità dei collegamenti e sull’attrattiva della Sicilia tutto l’anno. L’azienda dovrà essere sostenibile economicamente, ma anche vicina alle esigenze dei siciliani, comprese quelle mediche o urgenti».

In passato, progetti come Windjet o Aerolinee Siciliane non hanno avuto successo. In cosa Etna Sky è diversa e quali misure avete predisposto per garantire sostenibilità e governance?

«Non entro nel merito delle altre compagnie, ciascuna ha seguito il proprio percorso. Windjet, per esempio, non fallì per motivi di sostenibilità. Noi vogliamo creare una compagnia siciliana, vicina ai cittadini, con tariffe giuste e servizi ottimali. L’intento non è solo fare impresa, ma diventare un punto di riferimento dei siciliani, un vettore quasi di famiglia che risponde anche a esigenze sociali che lo Stato non ha coperto».

Avete in mente qualche programma di fidelizzazione clienti come ad esempio, si ricorda, le “1000 miglia di Alitalia”?

«Non posso rispondere nello specifico perché i competitor ci ascoltano, ma ci saranno tante novità che supporteranno il territorio. La clientela siciliana e chi visita l’isola potrà contare su iniziative dedicate e servizi innovativi, senza scoprire le nostre carte ora».

L’impresa è sicuramente ambiziosa, ma Manlio Messina la racconta con entusiasmo. Etna Sky potrebbe non essere solo una compagnia, ma la Sicilia che si connette al mondo. Pronta a portare i siciliani ovunque e a far arrivare nel cuore dell’isola turisti da ogni continente. Con una strategia chiara, investimenti privati e un piano industriale solido, il progetto punta a diventare un riferimento stabile e sostenibile del trasporto aereo isolano, mettendo al centro il territorio e le persone che lo vivono.

Federica Dolce

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