Emergenza sanità nel Giarrese: stop al 118 e demedicalizzazione dell’ambulanza

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Un servizio che cittadini, politici e membri delle istituzioni locali ritengono indispensabile per la salvaguardia della salute collettiva, ma altrettanto non sembra ritenere la Regione Siciliana che ha deciso di dismettere la postazione del 118 a Riposto nel Catanese. La polemica è stata alimentata da un’altra scelta dell’assessorato alla Salute regionale, che ricade sempre sugli abitanti della stessa zona: la demedicalizzazione dell’ambulanza di Mascali.

«È l’ora della protesta collettiva – ha dichiarato con fermezza il sindaco di Mascali, Luigi Messina -. Mascali, così come Riposto, deve avere i propri servizi essenziali. Il 118 non riguarda solo un Comune, ma un intero comprensorio che non può essere lasciato al proprio destino».

Messina denuncia inoltre la penalizzazione del distretto giarrese rispetto ad altre zone dell’isola. «In estate – osserva il sindacola popolazione nell’area mascalese raddoppia, lievita sproporzionalmente. Tra stabilimenti balneari in attività, vacanzieri e turisti, la pressione sulle infrastrutture sanitarie aumenta esponenzialmente». Privare quindi l’ambulanza del medico di bordo in questo contesto viene considerato dal sindaco di Mascali, «un rischio inaccettabile per la pubblica incolumità».

Come nasce la querelle

A scatenare tutta una serie di eventi che hanno portato all’odierna querelle c’è il realtà il Pronto Soccorso di Giarre, un presidio che nel tempo ha avuto fortune altalenanti. Per circa sei anni, infatti, è rimasto chiuso, fino alla riapertura nel 2021 sotto il governo regionale di Nello Musumeci.

Ma tra il 2023 e il 2024 il Pronto Soccorso di Giarre ha nuovamente subito uno stop. Tra le varie chiusure, dunque, piuttosto che lasciare il territorio scoperto, l’Asp di Catania ha deciso di spostare la postazione del 118 a Riposto assegnandone la gestione ad un’associazione locale attraverso un bando pubblico. Questa collaborazione è stata rinnovata annualmente fino al dicembre del 2025, in cui la Regione ha deciso appunto di chiudere la postazione di Risposto, anche perché nel frattempo diverse criticità del Pronto Soccorso di Giarre sarebbero rientrate, anche se c’è chi non la pensa allo stesso modo.

L’interrogazione parlamentare della deputata Josè Marano

«Di male in peggio – esordisce subito la deputata regionale del M5S -. Dopo i pronto soccorso in tilt a causa di un prevedibilissimo picco influenzale, dopo gli scandali, il caos delle liste d’attesa e dei reparti dove i medici operano come fossero in trincea, pezzo dopo pezzo il governo regionale prosegue nel suo insensato disegno di smantellare la sanità siciliana».

Marano lamenta anche la mancanza di comunicazione tra l’assessorato e il territorio, questione sollevata anche i sindaci di Riposto e Macali. «Con decisione arbitraria, senza neanche un confronto con politica ed istituzioni localisottolinea la deputata Marano -, la Regione ha stabilito di depotenziare l’emergenza-urgenza. Siamo alla follia». 

«Per questo motivo ho presentato un’interrogazione parlamentare urgente – prosegue Marano –. È stata compiuta l’ennesima scelta sconsiderata che mette in pericolo i cittadini di un territorio già penalizzato dal depotenziamento dell’ospedale di Giarre e dove, a causa della carenza di strutture ospedaliere adeguate alle reali esigenze dell’utenza, si fa fatica ad assicurare loro la tutela del diritto alla salute».

Sonia Sabatino 

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