Migliaia sono stati i consumatori che hanno raccolto l‘invito, a partecipare alla compilazione del questionario anonimo del progetto “Pronti a contare”. Si tratta di una iniziativa di educazione finanziaria finanziata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (D.D. 12 maggio 2025) e realizzata da Adiconsum (capofila), Codacons, Confconsumatori, CTCU, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino. Il dossier di ricerca, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), offre un’analisi dettagliata della consapevolezza finanziaria dei consumatori italiani, con un focus particolare sul credito al consumo e le nuove forme di indebitamento digitale.
L’obiettivo del questionario era fotografare abitudini, conoscenze e rischi percepiti dagli italiani quando si parla di gestione del denaro, prestiti, carte di credito, “Buy Now Pay Later” (BNPL), pagamenti digitali, microtransazioni nei videogiochi e sovraindebitamento, per poter sviluppare guide pratiche, strumenti di autovalutazione digitale, materiali educativi e una rete di sportelli più efficace per aiutare le famiglie a evitare trappole del debito. Dal dossier emergono diversi punti chiave.
Il paradosso della competenza: percezione vs realtà
Uno dei dati più significativi riguarda il divario tra la sicurezza dichiarata e le competenze effettive. Alla base una eccessiva fiducia in quanto circa l’83% degli intervistati ritiene di possedere buone o elevate competenze finanziarie. Ma, nonostante questo, emergono alune lacune concrete. Nonostante la fiducia, emerge una diffusa confusione terminologica e funzionale, specialmente nella distinzione tra carte di credito e carte di debito. E’ lamentata, inoltre, un’informazione insufficiente. Lo dimostra il fatto che solo il 22,7% dichiara di avere informazioni realmente sufficienti su prestiti, carte di pagamento o strumenti di Buy Now Pay Later (BNPL).
Le nuove frontiere del debito: BNPL e microtransazioni
Il dossier approfondisce strumenti digitali che, pur facilitando gli acquisti, presentano rischi di opacità. Il Buy Now Pay Later (BNPL), utilizzato dal 22% del campione, è percepito come uno strumento che favorisce l’acquisto impulsivo (70%). La preoccupazione principale è la mancanza di trasparenza: solo il 7% ne comprende appieno le regole di rimborso. Destano riserve anche le microtransazioni (Gaming) che interessano il 13% delle famiglie. Chi le utilizza tende ad avere una percezione del rischio più bassa e una maggiore tolleranza verso la spesa non controllata rispetto ai non utilizzatori.
Vulnerabilità e divari: generazionali, sociali e territoriali
L’indagine evidenzia come la fragilità finanziaria non sia distribuita in modo uniforme. I giovani tra i 18 e i 24 anni, sono i più esposti. Solo il 50% monitora regolarmente le entrate/uscite (contro il 77% degli over 65). Inoltre, solo il 20% dei giovani dichiara di comprendere i contratti finanziari senza difficoltà. Gli uomini mostrano una percezione di preparazione superiore (53%) rispetto alle donne (43,6%). Inoltre la capacità di far fronte a spese improvvise è drasticamente diversa: al Nord il 53,5% è in grado di coprirle, mentre al Sud la percentuale crolla al 23,9%. Le fasce a basso reddito (<15.000€) si sentono meno preparate (15%) e sono più soggette a “false sicurezze” o mancanza di accesso a informazioni chiare.
Sicurezza digitale e trasparenza
Nonostante l’utilità riconosciuta dei pagamenti digitali, solo il 20% si sente pienamente sicuro. E qui entrano in gioco la fiducia e il timore delle truffe. Oltre il 70% teme quelle online, e quasi il 24% degli intervistati dichiara di esserne già stato vittima. A questo si aggiunge che solo l’8,4% ritiene che banche e piattaforme BNPL spieghino costi e regole in modo chiaro.
Proposte e soluzioni
I consumatori indicano chiaramente la strada per migliorare la resilienza finanziaria. L’educazione nelle scuole è richiesta dal 64,9% degli intervistati. Inoltre è rpivilegiato il c.d. supporto indipendente. La consulenza offerta dal Terzo Settore e dalle Associazioni dei Consumatori è preferita (36,5%) rispetto a quella degli istituti di credito (15,6%), evidenziando un bisogno di imparzialità.
Il dossier delinea un profilo di consumatore italiano che, pur essendo attento e prudente per attitudine, si trova spesso disarmato di fronte alla complessità dei nuovi servizi digitali, richiedendo interventi formativi strutturati e una maggiore trasparenza da parte degli operatori finanziari.
Sonia Sabatino