Concordato Preventivo Biennale 2025-2026: cosa cambia

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A seguito della Legge n. 111 del 9 agosto 2023 (riforma tributaria) e del Decreto legislativo n. 13 del 12 febbraio 2024 (“Decreto accertamento”), i contribuenti esercenti attività d’impresa, arti o professioni che applicano gli Indici sintetici di affidabilità (ISA) possono accedere al “Concordato Preventivo Biennale” (CPB). Si tratta di un sistema opzionale che consente di determinare in anticipo il reddito imponibile su cui pagare le imposte per due anni, riducendo incertezza e rischio di ulteriori accertamenti.

Il termine ultimo per l’accettazione della proposta dell’Agenzia delle Entrate per il biennio 2025–2026 è fissato al 30 settembre 2025. L’adesione avviene tramite il software “Il tuo ISA CPB” dell’Agenzia delle Entrate.

Il CPB è un accordo facoltativo tra Fisco e contribuente che fissa anticipatamente la base imponibile, calcolata sul reddito lordo stimato: il contribuente versa le imposte sui due anni concordati senza rischiare ulteriori tributi su eventuali ricavi superiori a quelli stimati. Anche i contributi previdenziali (tranne per i contribuenti iscritti in casse autonome) si possono pagare sul reddito concordato.

Restano invariati gli obblighi di fatturazione, registrazione, invio corrispettivi telematici, scritture contabili e dichiarazione dei redditi incluso il modello ISA e la dichiarazione IRAP. L’adesione al concordato non produce effetti ai fini IVA, che continua ad applicarsi con le regole ordinarie.

Un ulteriore vantaggio è l’accesso automatico a tutti i benefici previsti dall’articolo 9 bis, comma 11, del DL 50/2017 per chi consegue un “voto ISA” alto (compensazioni e rimborsi senza visto di conformità, esclusione normativa società di comodo, anticipazione termini decadenza, esclusione accertamenti presuntivi, ecc.).

Con il Decreto legislativo 12 giugno 2025, n. 81 la proposta di definizione del reddito da parte del Fisco è stata ancorata al punteggio di affidabilità fiscale (ISA): con ISA pari a 10 la proposta non può superare il +10% del reddito dichiarato nell’anno precedente; con ISA tra 9 e 10 il limite è +15%; con ISA tra 8 e 9 il limite è +25%. Questi limiti non si applicano quando la proposta è inferiore ai “valori di riferimento settoriali” del MEF.

Confermato anche il tetto di 85.000 euro entro il quale il contribuente può applicare una flat tax differenziale: aliquote 10%, 12% o 15% a seconda del punteggio ISA. Sulla parte eccedente si applicano le aliquote ordinarie (43% IRPEF, 24% IRES e 3,9% IRAP).

Possono avvalersi del CPB i contribuenti che non abbiano debiti fiscali o contributivi ≥5.000 euro e che abbiano presentato regolarmente le dichiarazioni negli ultimi tre anni, senza condanne per riciclaggio, autoriciclaggio o false comunicazioni sociali. Dal 2025 i forfettari sono esclusi.

Si decade dal CPB in caso di accertamento di attività non dichiarate superiori al 30% dei ricavi, modifica dei dati dichiarati rispetto a quelli comunicati, perdita dei requisiti o omesso versamento delle somme dovute.

Con la Legge n. 108 del 30 luglio 2025, che ha convertito il DL fiscale n. 84/2025, è stato riproposto il “ravvedimento speciale” legato al CPB, questa volta per gli anni 2019-2023, se si aderisce al CPB 2025/2026. Le aliquote sulla differenza tra reddito effettivo e dichiarato sono del 10% (ISA>8), 12% (ISA 6-8), 15% (ISA<6) e 3,9% IRAP per tutti; per le annualità 2020-2021 è prevista una riduzione del 30% delle imposte sostitutive per effetto della pandemia.

Il pagamento dell’imposta può avvenire in un’unica soluzione tra 1° gennaio e 15 marzo 2026 oppure in dieci rate mensili con interessi legali dal 15 marzo 2026.

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