Dopo il restauro curato dall’Accademia di Belle Arti, il crocifisso della chiesa di San Paolo Apostolo torna al suo posto e diventa il segno concreto di un nuovo inizio per il quartiere, al centro di un ampio piano di rigenerazione urbana e sociale finanziato dal Governo.
Nel pomeriggio di ieri la chiesa di San Paolo Apostolo, a Borgo Nuovo, ha accolto nuovamente il suo crocifisso ligneo, restituito alla comunità dopo un complesso intervento di restauro curato dall’Accademia di Belle Arti di Palermo. L’opera, realizzata nel 1973 da Lino Vallazza Ortisei, si era staccata dalla parete a causa di gravi infiltrazioni d’acqua, riportando danni significativi che ne avevano imposto la rimozione.
La cerimonia di riconsegna si è svolta alla presenza del sindaco di Palermo Roberto Lagalla e dell’arcivescovo Corrado Lorefice, insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, al ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e al commissario straordinario per gli interventi infrastrutturali e di riqualificazione sociale nei territori ad alta vulnerabilità Fabio Ciciliano. Ad accogliere il crocifisso, divenuto nel tempo simbolo di rinascita del quartiere, è stato padre Antonio Garau.
Nel suo intervento, il sindaco Lagalla ha sottolineato il forte valore simbolico del restauro, collegandolo all’avvio del più ampio percorso di rigenerazione urbana e sociale di Borgo Nuovo, finanziato attraverso il cosiddetto “modello Caivano”. Un piano straordinario che prevede 25 milioni di euro di investimenti statali, a cui si aggiungeranno ulteriori 17 milioni di euro di cofinanziamento comunale. «È un primo segnale concreto di attenzione e di presenza delle istituzioni – ha dichiarato -. che anticipa interventi su scuole, aree verdi, spazi sportivi e sul recupero complessivo della chiesa di San Paolo».
Tra gli interventi già avviati rientra la manutenzione straordinaria del complesso sportivo di largo Gibilmanna, per un importo di 2,4 milioni di euro, dove sono in corso le operazioni di pulizia e messa in sicurezza. Un tassello di una strategia che, come ha ricordato il commissario Ciciliano, non può prescindere dall’azione delle forze dell’ordine: «Senza sicurezza non c’è riqualificazione. Ma il fine ultimo è rimettere le periferie al centro, investendo sui giovani e sui luoghi di aggregazione».
Il sottosegretario Mantovano ha richiamato il valore civile e simbolico della croce, sottolineando come la ripartenza di Borgo Nuovo dovesse necessariamente passare da questo gesto: «Alla repressione delle piazze di spaccio deve affiancarsi un’alternativa concreta per bambini e ragazzi: oratori, campi sportivi, biblioteche, centri culturali». Un lavoro che si inserisce in un progetto nazionale che coinvolge altre aree di forte disagio sociale.

Durante la cerimonia, una performance dei bambini del quartiere e l’esibizione della fanfara del XII Reggimento hanno accompagnato il rientro del crocifisso in chiesa, seguito dalla proiezione di un video che ha raccontato le fasi del restauro. Padre Garau ha ringraziato le istituzioni e, in particolare, studenti e docenti dell’Accademia: «Ho visto con quanta delicatezza hanno rimesso in sesto il nostro crocifisso. Ridarlo oggi ai bambini significa ridare un senso di comunità e di speranza».
Sulla stessa linea il ministro Bernini, che ha ribadito il ruolo centrale di arte, cultura e bellezza nei processi di rigenerazione: «La bellezza chiama la bellezza. Senza il lavoro delle mani, dei pennelli, ma anche della diagnostica e delle nuove tecnologie, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile».
La restituzione del crocifisso non segna dunque un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso che intreccia fede, cultura e responsabilità civile. Un simbolo che torna al centro della comunità e accompagna la promessa di una Borgo Nuovo più curata, viva e inclusiva, dove la rigenerazione degli spazi si traduca anche in rinascita sociale.
Samuele Arnone