Sguardi nuovi sull’autismo: tra i mosaici di Palazzo dei Normanni fiorisce la rivoluzione di “Walk in Life”

"Walk in Life", un cammino che ha portato ragazzi e ragazze e le loro famiglie a riprendersi spazi, diritti e dignità nel cuore della Sicilia

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A Palazzo dei Normanni, tra i mosaici carichi di storia, ieri è risuonata una “colonizzazione affettiva” che ha trasformato la Sala Mattarella nel cuore pulsante della Giornata Mondiale per la consapevolezza dell’Autismo. Non è stato il solito convegno istituzionale, ma il racconto di una rivoluzione creativa chiamata “Walk in Life”, un cammino che ha portato ragazzi e ragazze e le loro famiglie a riprendersi spazi, diritti e dignità nel cuore della Sicilia. Il progetto, avviato nel 2025 dal Comune di Termini Imerese con il supporto della Regione Siciliana e della cooperativa Ares Fabiola, ha coinvolto 35 minori tra i 5 e i 17 anni. Attraverso un ricco calendario di attività – che ha incluso visite in fattorie didattiche, laboratori di arteterapia, serate conviviali e sport all’aperto – il progetto ha mirato a integrare l’approccio sanitario con quello socioeducativo, favorendo l’autonomia e la costruzione di relazioni significative al di fuori del contesto familiare.

L’arte dell’impossibile: quando la politica sceglie di rimettere al centro la persona

L’onorevole Mario Giambona, deputato del Partito democratico all’Assemblea regionale siciliana, tra i principali promotori dell’iniziativa, ha aperto i lavori sottolineando come questo progetto non sia un evento isolato ma un percorso di sostanza volto a rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza, citando l’articolo 3 della Costituzione. Il deputato ha ricordato con forza che la valorizzazione dei ragazzi e delle ragazze deve partire da una rete solida tra istituzioni e territorio: «L’obiettivo comune deve essere trasversale, quello di rimozione delle barriere con il fine ultimo di valorizzare i nostri ragazzi e ragazze e di non lasciare indietro nessuno». La sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova, ha descritto con emozione il viaggio condiviso con le famiglie, parlando di una scelta politica chiara che rimette al centro la persona dopo anni di silenzi e abbandono. Ha evidenziato come le conquiste quotidiane dei ragazzi e delle ragazze siano vittorie dell’intera comunità: «L’autismo, la disabilità e la fragilità non sono emergenze stagionali, sono realtà quotidiane e richiedono una strategia regionale stabile». L’assessora alle Politiche sociali di Termini Imerese, Maria Concetta Buttà, ha poi spostato l’attenzione sulla natura stessa del fare politica, definendola come una missione di immedesimazione necessaria per immaginare soluzioni nuove dove sembrano mancare le risorse. Ha rivendicato il suo ruolo di “assessore alla persona” piuttosto che ai semplici servizi assistenziali: «La politica non è l’arte del possibile, ma l’arte dell’impossibile, cioè la possibilità che ti è data e di rendere migliore te stesso e il mondo».

Oltre la terapia: il modello siciliano che trasforma la diagnosi in potenziale

Guglielmo Reale, dirigente del servizio 7 del dipartimento Famiglia e politiche sociali della Regione Siciliana, ha lodato il modello di Termini Imerese come una “prassi” da esportare, evidenziando come la capacità di spendere bene i fondi dipenda dalla sinergia tra enti e terzo settore. Nonostante le difficoltà burocratiche in Sicilia, ha voluto lanciare un messaggio di speranza: «Quando c’è forte sinergia tra gli enti del terzo settore, il comune e i servizi sociali, tutto funziona». Valentina Sanfilippo, dirigente medico neuropsichiatra infantile dell’UOC Disturbi dello spettro autistico del DSM ASP Palermo, ha rimarcato l’importanza di vedere la diagnosi di autismo non solo come una condizione cronica ma come un insieme di potenzialità da portare fuori dalle stanze di terapia. Ha spiegato come l’integrazione tra clinica e vita sociale sia l’unica strada percorribile: «Solo così possiamo passare dall’idea di curare al prendersi cura della persona».

Spiccare il volo: la sfida dell’autonomia tra musei, pizzerie e nuove alleanze

Zinella Notaro, assistente sociale dell’area disabilità del Comune di Termini Imerese, e Francesca Castagna, coordinatrice del servizio socioeducativo della cooperativa sociale Aress Fabiola, hanno sottolineato quanto sia stato fondamentale affrontare la sfida nel chiedere alle famiglie di “affidare” i propri figli e figlie alla comunità, superando la zona di comfort per sperimentare l’autonomia in luoghi come musei o pizzerie. Hanno ribadito con convinzione che: «L’intervento deve essere sia sanitario che sociale, altrimenti il risultato sarà sempre e comunque parziale». Roberto Oliveri, presidente della cooperativa, ha spiegato che l’iniziativa ha permesso ai partecipanti di: «Affrontare nuove sfide, nonostante le resistenze incontrate nella fase di avvio». Ha, inoltre, sottolineato come, grazie alla competenza del personale, la cooperativa sia riuscita ad: «Acquisire la fiducia da parte dei genitori, permettendo così al progetto di “spiccare il volo”».

Codici di bellezza: con “AutOut” l’arte diventa il traghetto verso l’altro

Infine, l’artista Vanni Quadrio ha introdotto la mostra “AutOut”, visitabile presso il loggiato della Cappella Palatina, descrivendola come uno spazio creativo che invita a conoscere un codice diverso. Citando il “Piccolo Principe” per spiegare come i grandi spesso non vedano oltre le apparenze, ha invitato tutti e tutte a uno sforzo di comprensione reciproca: «Siamo due stranieri che cercano di parlare, c’è uno sforzo di intendimento, siamo dei traghettatori».

Mario Catalano

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