Per un giorno lo Zen di Palermo si scopre protagonista, con la seduta della commissione Antimafia dell’Ars che si svolge nel teatro parrocchiale del quartiere.
Un’iniziativa voluta dal presidente della commissione, Antonello Cracolici, e che ha richiamato la politica a un’assunzione di responsabilità: “Vogliamo accendere una scintilla, bisogna rafforzare la rete associativa e fare sentire che c’è uno Zen diverso per isolare e marginalizzare chi prova a conquistare il territorio”, ha dichiarato Cracolici.
“Dobbiamo mettere in campo tutte le risorse civili e ognuno deve fare il suo dovere – ha continuato –. Avere due palestre scolastiche chiuse da dieci anni è inaccettabile. In questi anni abbiamo sconfitto i mafiosi ma rischiamo di fare crescere una generazione non maggioritaria che è attratta dai fenomeni mafiosi. Lo Zen è una delle piazze di spaccio più importanti della Sicilia e anche le forze dell’ordine devono alzare il livello d’attenzione”.
La seduta è andata avanti tra richieste di intervento e annunci, mentre fuori un gruppo di ragazzi gioca a calcio nel campetto parrocchiale. Un appuntamento a cui il quartiere ha partecipato, almeno parzialmente, visto che le sedie in platea erano occupate per lo più da chi non vive allo Zen.
“Abbiamo un’emergenza educativa”, ha detto il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, rivelando che il tasso di abbandono scolastico nel quartiere ha raggiunto il 20%.
Poi è seguito l’elenco degli interventi predisposti dall’amministrazione, che hanno però fatto storcere il naso a Mariangela Di Gangi, consigliera comunale del Pd: “Abbiamo assistito alla consueta approssimazione e superficialità, dovrebbero almeno sapere quello di cui parlano. Il sindaco non conosce lo Zen nemmeno nei suoi elementi basilari, come i nomi delle piazze o delle vie”.
A intervenire anche il presidente dell’Amat, Giuseppe Mistretta, che ha fatto marcia indietro rispetto all’annunciato taglio della linea che attraversa lo Zen:
“La mia è stata una provocazione dovuta alle sassaiole. Un autista è morto in Umbria per il lancio di una pietra, non vorrei capitasse anche a Palermo. La stragrande maggioranza di chi vive allo Zen ha diritto al trasporto pubblico ma garantendo la sicurezza degli utenti e degli autisti. Siamo in difficoltà, i nostri autisti sono preoccupati ma sappiamo di non poter privare il quartiere dei mezzi”.
Per il parroco dello Zen, don Giovanni Giannalia, “serve una reazione concreta. I problemi sono tanti, servono il contrasto alla criminalità e misure per l’emergenza educativa. C’è una cultura di morte che va contrastata”.
Roberto Immesi