Allo Sperone torna il Festino delle Rosalie Ribelli

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Il mare e la pace: sono questi i temi della seconda edizione del Festino delle Rosalie Ribelli, che si svolto oggi nel quartiere Sperone a Palermo, dove ha sede l’I.C.S. “Sperone-Pertini”, promotore dell’iniziativa, con la collaborazione dell’associazione no-profit “Amici dei Musei Siciliani” e dell’organizzazione di volontariato “L’Arte di Crescere” e con il sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Palermo. Presenti il vice sindaco Cannella insieme a più di tre mila residenti e 1330 alunni e studenti dell’I.C.S. “Sperone-Pertini”.

Un momento del Festino delle Rosalie Ribelli per le vie dello Sperone
Un momento del Festino delle Rosalie Ribelli per le vie dello Sperone

Santa Rosalia è arrivata dal mare, condotta da un gommone e accompagnata da alcune barche a vela della Lega Navale e dalle canoe delle Dragonesse della LILT. È stata accolta a riva da una Rosalia Ribelle, una studentessa dell’Istituto Comprensivo Statale “Sperone – Pertini” che, accompagnata dal Corpo bandistico di Palermo, l’ha condotta sul Carro Trionfale, realizzato dall’artista greco Jannis Kounellis. La sfilata per le strade del quartiere è stata accompagnata da canti, danze, performance dei ragazzi e dalle ragazze della scuola e da tutte le Rosalie Ribelli del quartiere: le bambine, le ragazze, le donne che non ci stanno, che protestano, opponendosi all’inerzia degli amministratori della cosa pubblica. Il mare e la pace sono i due temi di questa seconda edizione del Festino delle Rosalie ribelli. 

“Il mare in questo momento – ha dichiarato la prof.ssa Antonella Di Bartolo, preside dell’ICS “Sperone-Pertini” – rappresenta per tutte le cittadine e i cittadini dello Sperone, piccoli e grandi, un orizzonte negato. Oserei dire anche un’alternativa negata di sviluppo e di affrancamento dall’illecito. I bambini e le bambine hanno peraltro sviluppato questo tema presentando un loro lavoro alla biennale di architettura di Venezia 2025. Ma attenzione, – conclude la prof.ssa Di Bartolo – ci sono anche tanti “Rosalii”bambini, ragazzi, uomini che operano per la rinascita del quartiere e della città. La “Rivoluzione” culturale non è soltanto appannaggio del genere femminile!”.

Siamo qui in questo straordinario panorama – ha dichiarato Bernardo Tortorici di Raffadali – che è stato il paesaggio preferito di Lo Iacono quando dipingeva le vedute di Palermo con Monte Pellegrino sullo sfondo. Il monte, la casa di Santa Rosalia e come se scendesse dalla sua casa, dalla sua grotta per venire qui con un mezzo della Lega Navale sulla spiaggia dello Sperone per risolvere un tema complesso per il quartiere quello del mare negato. Una Santa Rosalia, che vuole liberare da questa prigionia il quartiere restituendogli il mare e la speranza”.

L'arrivo di Santa Rosalia in occasione del Festino delle Rosalie Ribelli
L’arrivo di Santa Rosalia in occasione del Festino delle Rosalie Ribelli

Per Giuseppe Federico, presidente della II^ Circoscrizione il Festino delle Rosalie Ribelli è “un segnale di rinascita e fiducia”frutto anche del lavoro congiunto dell’I.C.S. “Sperone-Pertini”, dell’Associazione Amici dei Musei Siciliani e del gruppo Rosalie Ribelli, protagonisti di iniziative culturali e sociali sul territorio. Un ringraziamento speciale è stato rivolto appunto alle scuole, impegnate in un percorso di legalità, educativo che valorizza la cultura, il rispetto dei simboli identitari e la cura dell’ambiente urbano.  Il quartiere – ha concluso Federico  – sta lentamente ma concretamente intraprendendo un percorso di cambiamento, fondato sulla valorizzazione culturale e sul rispetto delle proprie radici. Un messaggio che ribadisce come il legame tra Santa Rosalia e la comunità palermitana possa trasformarsi in leva di crescita sociale e culturale”. 

Tra le stazioni previste lungo il percorsouna sarà dedicata al tema del “diritto negato allo sport”, filo conduttore di un progetto che proseguirà fino a dicembre con l’iniziativa “Abiti Ribelli”, promossa da L’Arte di Crescere.

Abiti Ribelli – ha spiegato Monica Garaffa – nasce da una donazione anonima di cento abiti da sposa. Da quel gesto abbiamo costruito un percorso collettivo: il 23 dicembre, al Teatro Biondo, questi abiti saranno indossati in un’azione teatrale simbolica e poi messi all’asta. Il ricavato servirà a finanziare un’area fitness pubblica e gratuita allo Sperone. È così che la bellezza diventa strumento di rigenerazione urbana e sociale”.

Fabio Gigante

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