Adempimento collaborativo, nuove regole tra imprese e fisco

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A Palermo confronto tra Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza e mondo produttivo sui vantaggi della cooperative compliance e sull’allargamento della platea delle imprese che potranno aderire in Sicilia.

Lo scorso 1° dicembre si è tenuto a Palermo, presso la sede di Sicindustria, il convegno “Adempimento collaborativo: patti chiari, per imprese forti”, organizzato dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con Sicindustria.

Alla tavola rotonda hanno partecipato i massimi Vertici dell’Amministrazione Finanziaria, tra cui il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Carbone, il Capo del III reparto operazioni del Comando Generale della Guardia di Finanza, Luigi Vinciguerra, il Vice Presidente dell’Unione nazionale Camere avvocati tributaristi, Angelo Cuva, il Presidente Sicindustria, Luigi Rizzolo, e il Presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Palermo, Nicolò La Barbera.
Ha partecipato pure, seppure da remoto, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo.
Ha moderato l’incontro Maria Carla De Cesari, giornalista del Sole 24 Ore.

L’obiettivo dell’incontro era quello di promuovere l’istituto della cooperative compliance, illustrando tutti gli aspetti positivi di questa forma di collaborazione fisco-contribuente, costante e preventiva, compresi i numerosi aspetti premiali per chi se ne avvale.

Erano presenti anche Luigi Marotta, responsabile fiscale Italia del gruppo Enel, e Pietro Franza, amministratore delegato di Caronte & Tourist, per testimoniare l’efficacia del nuovo strumento di collaborazione previsto dalla legge che, così come emerso nel corso del dibattito, oltre ad aumentare la fiducia dei cittadini verso la Pubblica Amministrazione e verso gli Uffici fiscali, rappresenta un vero salto di qualità nell’attività dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza.

Un’attività che, così come evidenziato dal Direttore Carbone, alleggerita dai controlli verso le imprese riconosciute “trasparenti”, può essere utilizzata più proficuamente per combattere in maniera più incisiva le frodi fiscali.

Il Direttore Carbone ha pure ricordato che dal 2026, quando la soglia di accesso scenderà da 750 milioni di euro a 500 milioni, le imprese siciliane che potranno aderire all’istituto saranno 50. Diventeranno 130 dal 2028, quando la soglia scenderà ulteriormente a 100 milioni, ampliando la platea delle imprese che ne potranno fruire.

Secondo il Prof. Cuva, l’azione di informazione e sensibilizzazione, ma anche di formazione delle imprese e dei professionisti del territorio, è essenziale per la buona riuscita del progetto.
Specialmente in Sicilia, territorio caratterizzato da specificità che richiedono un’attività di accompagnamento in questo delicato settore.

Lo stesso Cuva ha evidenziato l’importanza del ruolo di supporto dell’Agenzia delle Entrate, in particolare delle Direzioni Regionali, anche con la loro funzione di ascolto e interlocuzione, specialmente in vista dell’estensione del regime a una quantità maggiore di contribuenti.

Salvatore Forastieri

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