Ben il 76% dei corpi idrici di transizione in Sicilia – lagune, stagni e pantani che fungono da preziosi polmoni di biodiversità – ha registrato un preoccupante peggioramento dello stato ecologico nell’ultimo anno. È questo il dato più allarmante che emerge dall’ultimo report di monitoraggio 2024 curato da Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sicilia, un bilancio che fotografa una terra sospesa tra eccellenze naturalistiche e un degrado ambientale sempre più difficile da arginare.
Solo due “promossi” su tredici
Il quadro clinico delle acque siciliane è critico: su tredici siti monitorati, soltanto il lago di Faro a Messina e il lago Porto Vecchio a Tindari riescono a raggiungere l’obiettivo dello stato ecologico “Buono”, rispettando pienamente le direttive europee sulla qualità ambientale. Questi due bacini rappresentano le uniche oasi di stabilità in un panorama regionale dove la siccità prolungata e la pressione dell’uomo stanno lasciando segni profondi.
La “maglia nera” dei pantani e il peso dei veleni
I dati più negativi arrivano dal sud-est e dal messinese. Pantano Grande, Pantano Piccolo (nella Riserva di Vendicari) e il lago Marinello sono precipitati nello stato ecologico “Cattivo”, il gradino più basso della scala di valutazione. Questi ecosistemi sono risultati fortemente degradati, con comunità biologiche ridotte all’osso a causa dello stress idrico e dell’eccessivo carico di nutrienti derivanti dall’agricoltura circostante. Non va meglio sul fronte chimico: il 54% dei siti monitorati presenta uno stato “Non buono”. Le analisi hanno rilevato una “pioggia” di sostanze tossiche: mercurio oltre i limiti di legge nello Stagnone di Marsala e nel Lago Ganzirri; pesticidi pericolosi come il Diclorvos nel Lago Marinello e l’Aclonifen nel Pantano Longarini; piombo accumulato nei sedimenti dei Pantani Piccolo, Cuba e Longarini.
Tra siccità e speranza
Il monitoraggio 2024 è stato influenzato da una siccità senza precedenti: molti corpi idrici, come il Pantano Roveto e i bacini di Longarini e Cuba, sono rimasti in secca per intere stagioni, impedendo talvolta persino la raccolta dei campioni. Nonostante ciò, si registrano segnali positivi per la biodiversità in aree specifiche, come l’indice di qualità dei macroinvertebrati “Elevato” nel lago di Faro e la buona salute del fitoplancton nello Stagnone di Marsala.
Mario Catalano