A Borgata Costiera è nato “Borgo Blu” una struttura interamente dedicata a bambini e ragazzi autistici. E parte la raccolta fondi per l’acquisto di un pulmino

“Fare di necessità virtù…” è ciò che hanno fatto i coniugi Pietro Titone e Valeria Ribisi di Mazara del Vallo, genitori di Sofia, la maggiore delle loro due bambine, di 11 anni affetta da disturbi dello spettro autistico dopo aver affrontato una ricerca estenuante di terapie ed esperienze che potessero aiutarla. Stanchi, ma mai rassegnati, hanno deciso di investire tutto: energie, tempo e risorse. Realizzando con i risparmi di una vita nella piccola frazione Mazarese chiamata Borgata Costiera, “Borgo Blu”. Da maggio 2025 è un punto di riferimento per tutte le famiglie che hanno dei figli autistici o con sindrome di down della provincia di Trapani. Dopo aver sperimentato in prima persona i limiti dei servizi pubblici e privati locali che non rispondevano davvero ai bisogni di Sofia e costretti a fare i pendolari ogni giorno da Palermo per recarsi in struttura idonee per la loro bambina, dopo circa due anni hanno rilevato un ex albergo per realizzare una struttura interamente dedicata a bambini e ragazzi autistici. «Abbiamo rilevato un ex albergo — spiega Piero Titone — ricavando 7 stanze più un locale cucina, nei quali faremo attività per i più piccoli, dai corsi di cucina alla psicomotricità. E per gli adolescenti, abbiamo previsto percorsi formativi perché possano inserirsi più facilmente nel mondo del lavoro. Per un genitore che ha un figlio autistico o con disabilità, la preoccupazione più grande è immaginare cosa sarà il “dopo di noi”». La paura che più tormenta i genitori di bambini con disturbi dello spettro autistico è spesso la stessa: cosa ne sarà dei nostri figli quando noi non ci saremo più? «È una preoccupazione costante, che ci accompagna. Dopo la scuola, questi bambini restano chiusi in casa, senza opportunità concrete per impegnarsi in attività inclusive – prosegue Pietro -. Da questo vuoto è nata un’idea ambiziosa: creare un luogo dove i ragazzi potessero apprendere, crescere e costruire un futuro più autonomo. La nostra è un’iniziativa che si è sostenuta solo con fondi privati e il nostro obiettivo è fare in modo che possa restare sempre autosostenibile».
In appena un anno, senza fondi pubblici, in una borgata di appena 400 abitanti, “Borgo Blu” ha già coinvolto molti altri genitori, volontari e operatori specializzati dell’intera provincia di Trapani, formandone anche di nuovi. Borgo Blu oggi è una realtà inclusiva nel territorio trapanese. Nella struttura si realizzano piani terapeutici personalizzati per i bambini, curati da operatori esperti in terapie comportamentali, motricità e logopedia, con un confronto costante con figure professionali di livello nazionale. Percorsi di formazione per adolescenti, orientati all’inclusione lavorativa. “Il nostro obiettivo – conclude Pietro –è insegnare ai ragazzi a vivere da soli, a sviluppare competenze pratiche, professionali e sociali. In cantiere c’è anche l’idea di avviare un biscottificio, ulteriore tassello di un progetto che punta a conciliare inclusione e sostenibilità. Il “Borgo Blu” è oggi un punto di riferimento per circa 40 famiglie della provincia di Trapani riunite nell’associazione Noi oltre il blu».
«Oggi i ragazzi che utilizzano questo centro – dichiara il dott. Nicola Armonium, Responsabile dei Relazioni Istituzionali della Fondazione Myra – hanno la possibilità di essere sottoposti a diverse terapie ma ciò che loro manca è la possibilità di raggiungerlo facilmente. Così la Fondazione Myra presieduta dall’ Ing. Antonio Cimò ha deciso di adoperarsi ed agire donando un pulmino tramite una raccolta fondi in occasione della prova generale del Don Chisciotte che si terrà il 28 marzo al Teatro Massimo di Palermo. Vorrei ringraziare il Sovrintendente del Teatro Massimo, Marco Betta, che si è immedesimato in quanto persona molto sensibile e ci ha dato la possibilità di aver assegnata la prova generale. Senza questo rapporto tra il Sovrintendente e tutto il managment non avremmo potuto realizzare questo progetto. Ci auspichiamo che la prova generale del Don Chisciotte sia molto partecipata per poter dare così ai ragazzi ma soprattutto alle famiglie la possibilità di un mezzo che possa ancor di più alleviare i loro sacrifici».
Fabio Gigante